Regime CFC
Ai fini dell’individuazione degli Stati e territori considerati tax haven, per l’applicazione della disciplina CFC (Controlled Foreign Companies - società controllate estere), contenuta nell’articolo 167 del Tuir,  la circolare n. 35/E del 4 agosto 2016, dell’Agenzia delle Entrate riporta la tabella riassuntiva dei criteri di individuazione che sono i seguenti:

 
Periodo Fino al 31 dicembre 2014 Dall'1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 Dall'1 gennaio 2016 in poi
Criterio di individuazione dei regimi fiscali privilegiati · inclusione nel D.M. 21 novembre 2001 (black list) · inclusione nel D.M. 21 novembre 2001*;
· regime speciale che preveda un livello di tassazione inferiore al 50 per cento di quello applicato in Italia
· esclusione dei Paesi UE e SEE
· livello nominale di tassazione inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia;
· regimi speciali;
· esclusione dei Paesi UE e SEE
*come modificato dal d.m. 30 marzo 2015 e dal d.m. 18 novembre 2015

La circolare n. 35/E del 2016 ha precisato che “Al fine di individuare in maniera agevole i regimi fiscali privilegiati, è possibile consultare le aliquote nominali vigenti sui siti internet istituzionali dei vari ordinamenti esteri oppure nella banca dati dell’OCSE sul sito e sul sito internet della Banca Mondiale o di altri istituti o centri di studio e ricerca internazionali”.

La circolare n. 51/E del 2010 sulla disciplina cfc aveva chiarito che: “il confronto tra la tassazione effettiva estera e quella “virtuale” interna vada condotto considerando esclusivamente le imposte sul reddito, da individuare facendo riferimento, qualora esistente, alla Convenzione per evitare le doppie imposizioni vigente con lo Stato estero, ed escludendo in ogni caso l’IRAP”

Inoltre l’articolo 167, comma 8-bis, del Tuir dispone che:
“La disciplina di cui al comma 1 (imputazione al soggetto residente del reddito del soggetto estero controllato n.d.r.) trova applicazione anche nell'ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati in Stati o territori diversi da quelli ivi richiamati o in Stati appartenenti all'Unione europea ovvero a quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l'Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia;
b) hanno conseguito proventi derivanti per più del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall'investimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attività finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla proprietà industriale, letteraria o artistica nonché dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la società o l'ente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società che controlla la società o l'ente non residente, ivi compresi i servizi finanziari.
Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono indicati i criteri per determinare con modalità semplificate l'effettivo livello di tassazione di cui alla precedente lettera a), tra cui quello dell'irrilevanza delle variazioni non permanenti della base imponibile”.

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate è quello del 16 settembre 2016 soggetto a pubblicità legale.
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