Residenza persone fisiche
L’articolo 2, comma 2, del TUIR, nella formulazione in vigore dall'1 gennaio 2008, dispone che si considerano residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati da un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

L’articolo 1, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto che continuano a trovare applicazione le disposizioni vigenti al 31 dicembre 2007 (e quindi la precedente formulazione del citato articolo 2 che faceva, invece, riferimento alla black list) fino a quando non fosse stato emanato il suddetto decreto ministeriale. Pertanto, attualmente, in assenza del decreto, il cittadino italiano che si è trasferito in un Paese “black list”, così come individuato dal decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999 (modificato, da ultimo, dal decreto del Ministro Economia e finanze 12 febbraio 2014), si considera residente in Italia, salvo che provi l’effettività del trasferimento e la conseguente perdita di residenza in Italia.

Si evidenzia che la circolare n. 35/E dell’Agenzia delle entrate del 4 agosto 2016, in tema, tra l’altro, di disciplina delle CFC e modifiche dei criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, ha affermato che: “Nessuna modifica (tra quelle recate dalla legge n. 208/2015 c.d. Stabilità 2016 n.d.r.), invece, ha riguardato la black list del d.m. 4 maggio 1999, ove sono individuati gli Stati fiscalmente privilegiati ai fini della presunzione di residenza delle persone fisiche di cui all’articolo 2, comma 2-bis, del TUIR, né la già richiamata white list del d.m. 4 settembre 1996, che contiene l’elenco degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle Convenzioni contro la doppia imposizione.

Gli Stati fiscalmente privilegiati ai fini Irpef, secondo le modifiche apportate dal citato decreto, sono quelli indicati nell’articolo 1 del decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 12 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2014,  che introduce modifiche al decreto 4 maggio 1999, relativo all'individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato.





 
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