Le verifiche fiscali simultanee

A partire dagli anni ’80 sono stati sottoscritti dall’Amministrazione fiscale italiana accordi amministrativi di natura tecnica con alcune Amministrazioni fiscali estere. Si tratta di accordi non soggetti a ratifica parlamentare e che hanno come obiettivo quello di effettuare verifiche simultanee.

Tali accordi prevedono che le autorità competenti dei due Stati possano consultarsi, su iniziativa di una di esse, per stabilire le modalità di verifiche fiscali, contemporanee ed autonome nei rispettivi ambiti territoriali, nei confronti di imprese che intrattengono tra loro rapporti commerciali e/o finanziari.
 
L’attività di controllo è effettuata dai rispettivi Stati sulla base della propria legislazione ed esclusivamente da parte di propri funzionari. La verifica nasce da una precisa richiesta di uno degli Stati contraenti, nei confronti di contribuenti selezionati con criteri definiti nell’accordo. 
Essenzialmente, anche se non esclusivamente, i criteri di selezione sono individuati nella dimensione delle operazioni realizzate dalla società a livello mondiale, dal volume delle transazioni intra-gruppo, dall’esistenza di periodi d’imposta compatibili e dall’esistenza di attività allocate in Paesi che godono di fiscalità privilegiata.

La base giuridica
La base giuridica delle intese che prevedono le verifiche fiscali simultanee è rappresentata dall’articolo 26 del modello Ocse di Convenzione per evitare le doppie imposizioni e dalla direttiva Cee 77/799 abrogata, dall'1 gennaio 2013, dalla direttiva 2011/16/Ue (GU L 64, 11 marzo 2011) a sua volta modificata dalla direttiva n. 2014/107/Ue, adottata dal Consiglio Ecofin nella riunione del 9 dicembre 2014.  
Il modello Ocse di riferimento risale al 1992 e nel 2006 l’organizzazione parigina, per opera del Comitato per gli Affari fiscali, ha provveduto a pubblicare un manuale operativo che disciplina nel dettaglio le modalità di esecuzione delle verifiche fiscali simultanee.
L’elenco aggiornato degli accordi e i testi sono consultabili sul sito del Dipartimento delle Finanze al seguente indirizzo web.















Fonte (per alcune informazioni)
Portale sullo scambio automatico di informazioni;
Eurlex;
Circolare n. 33 del 18 aprile 2002 Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Accertamento








 





















 

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