Analisi e commenti
Borse di studio: il regime Irpef
e i diversi casi di esenzione - 3
Sono escluse dalla base imponibile le somme corrisposte, direttamente o indirettamente, dal governo italiano a favore di cittadini stranieri, in forza di accordi e intese internazionali
Borse di studio: il regime Irpef |e i diversi casi di esenzione - 3
Le borse di studio percepite da persone fisiche non residenti sono imponibili in Italia se corrisposte:
- dallo Stato italiano
- da soggetti residenti in Italia
- da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Il criterio di imponibilità sopra richiamato si ricava dalla lettura dell’articolo 23, comma 2, lettera b), Tuir, a norma del quale “si considerano prodotti nel territorio dello Stato, se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti (…) i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui alle lettere c) (…) del comma 1 dell’articolo 50”.
 
Va ricordato, altresì, che, per espressa previsione normativa, sono in ogni caso escluse dalla base imponibile Irpef “le somme corrisposte a titolo di borsa di studio dal Governo italiano a cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali” (articolo 3, comma 3, lettera d-ter, Tuir).
La portata della disposizione appena ricordata è stata precisata dall’Agenzia delle entrate, che ha avuto modo di chiarire che la condizione prevista dall’articolo 3 del Tuir, in base alla quale, ai fini della non imponibilità Irpef, è necessario che le borse di studio siano “corrisposte” dal governo italiano, deve essere interpretata nel senso che l’erogazione delle borse di studio deve discendere da un’espressa volontà governativa e che le stesse devono essere finanziate, direttamente o indirettamente, dai ministeri o da altri organi del governo italiano, utilizzando le risorse economiche a tale scopo individuate. Inoltre, non assume rilievo il fatto che le borse di studio siano materialmente corrisposte da altri soggetti, nel caso in cui agiscano su disposizione e per conto di un organo del governo italiano. (risoluzione 356/E dell’8 agosto 2008).
 
Nell’ambito di applicazione dell’articolo 3, comma 3, lettera d-ter, del Tuir, sono state ricondotte anche le borse di studio Erasmus Mundus. Sulla questione è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 109/E del 23 aprile 2009. L’amministrazione finanziaria, infatti, ha ritenuto che le condizioni richieste dal citato articolo 3 siano ravvisabili anche con riferimento a questa particolare tipologia di erogazione, atteso che le borse di studio Erasmus Mundus, finanziate dalla Comunità europea, sono erogate dalle università italiane in qualità di amministrazioni pubbliche deputate alla formazione universitaria e post-universitaria, secondo il sistema di istruzione nazionale. Peraltro, la partecipazione degli istituti universitari è espressamente richiesta dalla normativa di diritto europeo che ha istituito il programma comunitario di cooperazione interuniversitaria Erasmus Mundus.
 
Ciò detto, le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, in genere, prevedono che le somme ricevute da “studenti e apprendisti” nello Stato della fonte (Italia) sono assoggettate a tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percettore, a condizione che:
  • lo studente o apprendista sia residente dell’altro Stato contraente o lo sia stato prima di trasferirsi per motivi di studio o per completare la propria formazione professionale
  • le somme gli siano corrisposte per sopperire alle spese di mantenimento, d’istruzione o formazione professionale
  • le stesse provengano da fonti situate fuori dallo Stato in cui egli soggiorna per motivi di studio o formazione professionale.
Il principio si applica in maniera speculare nell’ipotesi di studenti italiani che percepiscono borse di studio all’estero.
La condizione di cui all’ultimo punto dell’elenco risulta verificata nel caso in cui le somme siano corrisposte a borsisti non residenti, utilizzando fondi messi a disposizione da enti o soggetti non residenti nello Stato ospitante, pur essendo materialmente corrisposti da un soggetto residente (risoluzione 59/E del 7 maggio 2001).
 
3 – fine.
La prima parte è stata pubblicata mercoledì 28 dicembre
La seconda parte è stata pubblicata giovedì 29 dicembre
 
Gennaro Napolitano
pubblicato Venerdì 30 Dicembre 2016

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