Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 13:06
Analisi e commenti
Rendimento dello scudo fiscale
e normale attività di accertamento
e normale attività di accertamento
Cosa sarebbe successo se i 95 miliardi fossero stati scoperti invece di essere dichiarati spontaneamente
1. Introduzione e conclusioni
I risultati in termini di gettito derivanti dallo Scudo Fiscale (Scudo) hanno evidenziato che, a fronte di un rimpatrio di 95 miliardi di euro, sono stati incassati dall’erario 4,5 miliardi. L’operazione presenta un tasso di rendimento pari al 4,7% (4,5 / 95).
Per verificare la congruità del riscosso rispetto al rimpatriato si propone un esercizio controfattuale ipotizzando ciò che sarebbe successo se i 95 miliardi fossero stati accertati dagli organismi preposti invece di essere dichiarati spontaneamente.
L’ipotesi di partenza è relativa al fatto che i 95 miliardi derivanti dallo scudo rappresentano per intero base imponibile evasa. Applicando a tale base un’aliquota intorno al 40% e considerando l’entità delle sanzioni (in media superiori al 100%) si può concludere che tutti i 95 miliardi, se scoperti, avrebbero dato luogo a Maggiore Imposta Accertata (MIA).
Per realizzare l’esercizio è stato, quindi, necessario delineare il percorso che abitualmente mette in relazione la MIA da accertamento al riscosso, distinguendo il gettito derivante da adesione ed acquiescenza da quello da ruoli, prendendo come base dei dati gli anni 2007 e 2008(1).
Il primo non presenta particolari problemi metodologici poiché è incassato di norma nello stesso anno di riferimento nel quale si constata la MIA.
Per i ruoli, invece, si è reso necessario stimare, sulla base dell’esperienza storica, sia quanta parte è effettivamente incassata sia il numero di anni necessari per riscuotere tali somme. Per effettuare un confronto corretto, le somme relative agli incassi degli anni futuri sono state attualizzate, utilizzando un opportuno tasso.
Dalla simulazione effettuata sul 2007 e 2008 emergono le seguenti considerazioni:
1.le somme riscosse (attuali e future) presentano un trend decisamente crescente, passando da 1,3 miliardi del 2007 a 2,1 miliardi del 2008;
2.rapportando le somme riscosse alla MIA si ottiene che il tasso di rendimento lordo degli accertamenti è in crescita (9,1% nel 2007 e 10,4% nel 2008);
3.nonostante le tendenze positive non si può non osservare che la percentuale del riscosso rispetto all’accertato rimane comunque non ancora elevata.
Al fine di confrontare i risultati dello Scudo con quelli dell’accertamento non è sufficiente considerare il rendimento lordo di questi ultimi, ma occorre detrarre i costi necessari per espletare sia l’attività di controllo che quella di riscossione (entrambi assenti nel caso dello Scudo). Il risultato della detrazione dà luogo a un tasso di rendimento netto nel 2007 pari al 2,4% e nel 2008 al 5,4%.
Ricordando che il tasso di rendimento dello Scudo è stato pari al 4,7%, basandosi unicamente sull’esercizio controfattuale, emerge che il rendimento dello Scudo è di circa un punto percentuale inferiore al risultato del 2008 e superiore a quello del 2007.
Infine, occorre sottolineare che le ipotesi sulla quale si fonda il presente lavoro, ancorché necessarie per condurre l’esercizio, sono particolarmente restrittive. Come in tutti i modelli la realtà è semplificata supponendo che, nel caso di specie: le somme assoggettate allo scudo rappresentino per intero base evasa (congettura non verificata sperimentalmente) e che, qualora non si fosse adottato lo scudo, le autorità fiscali sarebbero state in grado di accertare per intero i 95 miliardi.
Nei paragrafi seguenti è descritta nel dettaglio la metodologia seguita per effettuare il confronto.
2. Il quadro generale
Lo schema logico adottato per legare la MIA alla riscossione è illustrato nella figura 1. I singoli passi dello schema sono descritti di seguito tramite l’ausilio dei dati relativi al 2007 e al 2008.
Dalla tabella 1 si ricava che negli anni 2007 e 2008 è stata constatata un MIA rispettivamente pari a 14,5 e 20,3 miliardi di euro.
Di queste cifre una parte marginale è stata oggetto di adesione o acquiescenza (1,4 e 3,0 miliardi), mentre la parte più consistente è stata iscritta a ruolo (13,1 e 17,4 miliardi).

Tabella 1. Scomposizione della MIA in base alla tipologia di riscossine (adesione, acquiescenza, ruolo). Importi in migliaia di euro
Cod. | Descrizione | 2007 | 2008 |
1 | MIA complessiva | 14.503.125 | 20.318.974 |
2 | MIA oggetto di adesione e acquiescenza | 1.448.261 | 2.959.501 |
3 | MIA iscritta a ruolo (carico lordo) | 13.054.864 | 17.359.473 |
Per la MIA oggetto di adesione ed acquiescenza il percorso si conclude subito poiché si applicano le opportune riduzioni e si riscuote il risultante pari a 0,9 e 1,5 miliardi, rispettivamente per il 2007 ed il 2008.
3. I ruoli
Per i ruoli (riga 3 della tabella 1) è necessario adottare una procedura più complessa.
Come primo passo è necessario stimare quanta parte di queste somme saranno soggette a sgravi e, quindi, inesigibili. La stima è stata effettuata sulla base delle risultanze derivanti dall’analisi in serie storica del fenomeno (tabella 2), da cui si deriva che, in media, nel periodo 2000-2009 il rapporto tra carico netto (degli sgravi) e carico lordo è stato pari all’80,4%. Applicando tale percentuale si è ottenuta una stima del carico della MIA iscritta a ruolo negli anni 2007 e 2008 al netto degli sgravi (riga 3 di tabella 1). I risultati ottenuti sono riportati nella riga 4 di tabella 3.
Dalla tabella 2 si evince che il processo di riscossione da ruoli si protrae per nove anni successivi a quello in cui è avvenuta l’iscrizione. Sulla base dell’esperienza storica si sono stimati dei coefficienti che consentono di calcolare la MIA che si incasserà negli anni successivi a quelli nei quali è avvenuta l’iscrizione a ruolo.
Si è così ottenuto un rapporto tra carico netto e riscosso pari 3,99% e 4,48%, rispettivamente, nel 2007 e 2008 (riga 5 tabella 3).
Tali valori assumono che la riscossione delle somme future segua l’andamento della funzione illustrata nella figura 2: il 19,3% si riscuote nell’anno di competenza; l’anno successivo si riscuote un ulteriore 26,0%, portando il totale del riscosso al 45,6 e cosi via fino a raggiungere il 100% in corrispondenza del nono anno successivo.
Nella tabella 4 si riassume il processo che lega la MIA iscritta a ruolo con il riscosso nell’anno di competenza (anno T) e nelle nove annualità successive (T+1, T+9). Per effettuare un confronto corretto è necessario attualizzare le somme riscosse negli anni (T+1, …, T+9) al fine di ricondurli a valori dell’anno T. A tal fine è stato utilizzato un tasso del 3% annuo. I risultati ottenuti sono illustrati nella tabella 4.
Tabella 3. Dal carico netto alle somme riscosse nei nove anni successivi alla constatazione della MIA
Cod. | Descrizione | 2007 | 2008 |
4 | Carico al netto degli sgravi | 10.496.111 | 13.957.016 |
5 | Percentuale di riscosso rispetto al carico netto (stima) | 3,99% | 4,48% |
6 | Somme che si riscuoteranno nei 9 anni successivi (stima) | 418.699 | 625.608 |

Tabella 4. Dal carico netto alle somme riscosse nei nove anni successivi alla constatazione della MIA
Descrizione | Somme riscosse per anno | Somme riscosse per anno attualizzate | tasso di attualizzazione | ||
2007 | 2008 | 2007 | 2008 | ||
MIA iscritta a ruolo (carico lordo) | 13.054.864 | 17.359.473 | |||
Carico al netto degli sgravi | 10.496.111 | 13.957.016 | |||
riscosso anno T | 90.895 | 181.357 | 90.895 | 181.357 | 1,0000 |
riscosso anno T+1 | 120.230 | 168.233 | 116.728 | 163.333 | 1,0300 |
riscosso anno T+2 | 63.792 | 84.826 | 60.130 | 79.957 | 1,0609 |
riscosso anno T+3 | 27.964 | 37.185 | 25.591 | 34.029 | 1,0927 |
riscosso anno T+4 | 23.399 | 31.114 | 20.790 | 27.645 | 1,1255 |
riscosso anno T+5 | 31.330 | 41.661 | 27.026 | 35.937 | 1,1593 |
riscosso anno T+6 | 14.501 | 19.282 | 12.144 | 16.149 | 1,1941 |
riscosso anno T+7 | 18.180 | 24.175 | 14.782 | 19.656 | 1,2299 |
riscosso anno T+8 | 18.976 | 25.233 | 14.980 | 19.919 | 1,2668 |
riscosso anno T+9 | 9.432 | 12.542 | 7.229 | 9.612 | 1,3048 |
Somme riscosse nei 9 anni | 418.699 | 625.608 | 390.295 | 587.594 | |
4. Il tasso di rendimento lordo
Sulla base delle elaborazioni effettuate nei paragrafi precedenti è possibile calcolare un tasso di rendimento lordo degli accertamenti rapportando le somme riscosse, di competenza di ciascun anno, alla maggiore imposta accertata.
Il calcolo è sintetizzato nella tabella 5 da cui si ricava che il tasso di rendimento lordo è risultato nel 2007 pari al 9,1% e nel 2008 del 10,4%
Tabella 5. Elementi essenziali per calcolare il tasso di rendimento lordo degli accertamenti
Descrizione | 2007 | 2008 |
a) Maggiore imposta accertata (MIA) | 14.503.125 | 20.318.974 |
b) MIA riscossa da adesione e acquiescenza | 926.743 | 1.524.475 |
c) MIA riscossa tramite ruoli (stima) | 390.295 | 587.594 |
d) Totale riscosso (b+c) | 1.317.038 | 2.112.069 |
e) Tasso di rendimento lordo (d/a*100) | 9,1% | 10,4% |
5. I costi e il tasso di rendimento netto
Per calcolare il tasso di rendimento netto è necessario considerare i costi sostenuti dall’Agenzia per realizzare la riscossione (Tabella 6). La prima voce di costo è rappresentata dal totale delle ore del macroprocesso prevenzione e contrasto all’evasione, valorizzate tramite un costo medio orario del lavoro. Il risultato della moltiplicazione restituisce dei valori pari a 612 milioni nel 2007 e 636 nel 2008.
Oltre al costo del personale direttamente impegnato per la prevenzione e il contrasto è necessario considerare anche quello dedicato ai servizi generali (supporto) che forniscono logistica e assistenza alla struttura operativa. Fondandosi sui dati macro dell’Agenzia, il costo del supporto è stato stimato in ragione del 15% del costo dell’accertamento, cioè 91 e 95 milioni rispettivamente nel 2007 e nel 2008.
Tabella 6. Schema di calcolo dei costi sostenuti per riscuotere la MIA (valori monetari in migliaia di euro)
Descrizione | 2007 | 2008 |
Ore Macroprocesso prevenzione e contrasto all'evasione(*) | 20.850.000 | 21.360.000 |
Costo orario del lavoro | 29,36 | 29,78 |
Costo del lavoro complessivo macroprocesso accertamento | 612.156 | 636.101 |
Costo personale di supporto altre strutture(**) | 91.823 | 95.415 |
Costi intermedi (***) | 250.200 | 256.320 |
Totale costi Agenzia | 954.179 | 987.836 |
Costi riscossione | 18.149 | 27.323 |
TOTALE COSTI | 972.328 | 1.015.159 |
(*) Comprende il 30% delle ore dedicate al contenzioso. (**) Stimato in ragione del 15% del costo dell'accertamento. (***) Stimato pari a € 12 per ora lavorata dall'accertamento.
In aggiunta al costo del personale sono stati stimati anche i costi intermedi necessari per far funzionare la macchina degli accertamenti, stimati anch’essi su dati aggregati dell’Agenzia in ragione di €12 per ora lavorata dall’accertamento. Così facendo, per il 2007 e il 2008 si sono ottenuti, rispettivamente, 250 e 256 milioni.
Sommando le tre voci si ottiene il totale dei costi dell’Agenzia pari, nei due anni, a 954 e 987 milioni di euro.
Oltre ai costi interni si sono considerati anche i costi che l’Agenzia sostiene per realizzare la riscossione utilizzando società partecipate, calcolati in misura di un aggio(2) sulle somme riscosse pari al 4,65%, attualizzato in modo analogo a quanto fatto per le somme riscosse a mezzo ruolo. Il totale così ottenuto è di 18 milioni nel 2007 e 27 nel 2008.
Totalizzando tutte le voci di costo si ottengono 972 milioni per il 2007 e 1.015 per il 2008.
Sottraendo alle somme riscosse il totale dei relativi costi e rapportando il risultato alla MIA si ottiene il tasso di rendimento netto degli accertamenti pari al 2,4% nel 2007 e al 5,4% nel 2008 (tabella 7).
Tabella 7. Tasso di rendimento netto degli accertamenti
Descrizione | 2007 | 2008 |
d) Totale riscosso | 1.317.038 | 2.112.069 |
e) Totale costi | 972.328 | 1.015.159 |
f) Riscosso netto costi | 344.710 | 1.096.910 |
g) Tasso di rendimento netto (f/MIA*100) | 2,4% | 5.4% |
1) Si è utilizzato il 2008 in quanto rappresenta la situazione disponibile nel momento in cui si è presa la decisione di realizzare lo scudo.
2) Per gli anni oggetto di studio i costi della società che si occupano della riscossione erano calcolati in modo più complesso. Per le finalità del presente lavoro l’applicazione dell’aggio rappresenta una accettabile approssimazione.
di Stefano Pisani, dirigente Analisi statistico-econometriche per la compliance
Stefano Pisani
pubblicato Martedì 23 Febbraio 2010
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