Archivio Giurisprudenza

Le manifestazioni di volontà non possono essere ritrattate se non in caso di errore “scusabile” e la scelta di adattarsi ai parametri altro non è che una manifestazione di volontà
È legittima la cartella di pagamento emessa per carente versamento dell’Irpef perché non è ammissibile emendare la dichiarazione dei redditi nell’ambito del processo ritrattando l’opzione per l’adeguamento allo studio di settore. L’opzione è stata liberamente espressa dal contribuente anche se, a suo dire, per sbaglio (Cassazione, 14550/2018). [...]
Il mancato accordo delle parti sul costo non significa necessariamente che quella componente negativa di reddito non sia, prima dell’accordo stesso, obiettivamente determinabile
Se sull’Amministrazione finanziaria incombe di provare la data in cui si sono realizzati i fatti di verificazione dei componenti negativi o positivi di reddito, al contribuente che abbia operato la registrazione in un esercizio diverso spetta provare che solo in tale anno questi sono diventati certi e determinabili nell’ammontare (Cassazione, 7032/2018). [...]
In campo tributario, sul piano oggettivo, dare e avere devono riguardare lo stesso periodo di maturazione, mentre, sul piano soggettivo, devono riguardare lo stesso contribuente
Uno studio professionale non può pareggiare i propri debiti fiscali con i crediti d’imposta dei singoli associati, perché si tratta di soggetti diversi. Così si è espressa la Cassazione con l’ordinanza n. 13638 del 30 maggio 2018, con la quale, confermando un suo precedente pronunciamento, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. [...]
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