Attualità
5 per mille 2007: in arrivo 355 mln.
Completata la ripartizione dei fondi
Al volontariato andranno 234,5 milioni di euro, 62,9 alla ricerca sanitaria, 57,8 a quella scientifica
matite
In arrivo i fondi del 5 per mille 2007 a favore delle associazioni degli enti di volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria. L’agenzia delle Entrate ha effettuato la ripartizione dopo lo sblocco operato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. Un tesoro pari, complessivamente, a 373,5 milioni di euro. A beneficiarne gli organismi, aventi diritto, scelti dai contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi.
 
Dell’intera somma, 18,3 milioni non sono stati ripartiti perché in parte relativi a soggetti non aventi i requisiti necessari per usufruire del contributo (16,5 milioni) e in parte perché destinati alla quota dello 0,5% del 5 per mille (1,8 milioni) riservato, come previsto dalla Finanziaria 2007 (articolo 1, comma 1235 della legge n. 296/2006), ad altre finalità.
 
I criteri e i tempi di assegnazione hanno dovuto tener conto delle importanti modifiche normative intervenute a disciplinare la materia. Tra queste la riapertura del termine per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive da parte degli enti no profit -  che è slittato fino al 2 febbraio 2009 - e la definizione dei requisiti di accesso per le associazioni sportive dilettantistiche. Quest’ultime hanno avuto tempo fino al 16 maggio 2009 per presentare la loro domanda.
 
Come hanno scelto i contribuenti
La ripartizione dei fondi 2007 vede ancora al comando il settore del volontariato, che porta a casa 234,5 milioni di euro. Notevole la distanza con il secondo posto occupato dalla ricerca sanitaria con 62,9 milioni e, in ultima posizione, quella scientifica con 57,8 milioni di euro.
Più nel dettaglio, le associazioni di volontariato hanno incassato 9 milioni di preferenze, quasi metà del totale, la ricerca sanitaria 2,5 milioni e la ricerca scientifica 2 milioni.
La scelta del 5 per mille ha visto maggiori sostenitori tra coloro che hanno presentato il 730 (71,93% di opzioni) rispetto a chi ha utilizzato il modello Unico (27,24%).
Ma non tutte le buone intenzioni degli italiani sono andate a buon fine. Infatti, dei 15,6 milioni che hanno voluto devolvere parte dell’Irpef agli enti no profit, 2,1 milioni, in realtà, avevano un’imposta pari a zero e quindi nessuna quota da destinare.
Il contributo medio destinato al sociale è stato di 27,14 euro e, con più precisione, 28,14 euro alla ricerca scientifica, 27,82 al volontariato e 25,46 euro alla ricerca sanitaria.
 
Come viene distribuito il beneficio
Le organizzazioni e gli enti beneficiari sono complessivamente 24.417, di cui
  • 23.906 associazioni di volontariato
  • 425 enti e università che svolgono ricerca scientifica e
  • 86 soggetti che svolgono ricerca sanitaria.
Dopo la verifica dei requisiti effettuata da parte dell’agenzia delle Entrate sono stati esclusi dal beneficio 7.870 soggetti appartenenti al settore del volontariato.
 
New entry Miur e Coni
Novità di rilievo nella procedura di valutazione del diritto al beneficio, sono stati i ruoli assegnati al Miur e al Coni. Il primo ha adottato una specifica procedura di selezione per gli enti di ricerca: 425 i soggetti promossi, 78 gli esclusi.
Il Coni, invece, ha sottoposto a verifica le associazioni sportive dilettantistiche che operano nel campo del sociale e inserite nell’elenco del volontariato.
Per la prima volta, inoltre, sono previste somme che, come stabilito dalla Finanziaria 2007, saranno destinate all’agenzia per le Onlus e alla copertura degli oneri necessari per il pagamento agli aventi diritto delle rispettive quote, il cui importo è pari allo 0,5% della somma complessivamente raccolta.
 
Il lavoro svolto dall’agenzia delle Entrate per la ripartizione del 5 per mille è stato lungo e molto complesso. Ha preso il via con la formulazione degli elenchi degli aventi diritto appartenenti al settore del volontariato - un mondo vastissimo che comprende Onlus, fondazioni, cooperative sociali, eccetera – per passare poi all’analisi delle dichiarazioni dei redditi e, infine, alla ripartizione delle somme secondo le indicazioni dei contribuenti.
A questo punto i dati vengono trasmessi ai ministeri competenti (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e ministero del Lavoro, della Salute, e delle Politiche sociali) e sarà la Ragioneria generale dello Stato ad assegnare, a ogni dicastero, i fondi necessari per la distribuzione.
 
Con le coordinate bancarie i pagamenti prendono la scorciatoia
L’erogazione del beneficio sarà più veloce comunicando, per chi non l’avesse ancora fatto, all’agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie nei seguenti modi:
Chi non ha un conto corrente non perde il contributo. I soldi arriveranno infatti, con canali diversi, per esempio, tramite vaglia cambiario della Banca di Italia.
Anna Maria Badiali
pubblicato Giovedì 29 Ottobre 2009

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