Lunedì 21 Maggio 2012 - Aggiornato alle 10:28
Attualità
Arriva il nuovo redditometro.
Piena operatività dal 2012
Piena operatività dal 2012
Strumento di controllo ma soprattutto di compliance. Sotto la lente oltre 100 voci di spesa applicate a gruppi omogenei di famiglie, differenziati per aree geografiche.
Funzione di supporto per l’accertamento, ma soprattutto di “orientamento” per i contribuenti, il nuovo redditometro, presentato oggi dall’Agenzia delle Entrate, punta alla “coerenza” del reddito dichiarato rispetto alla capacità di spesa. Solo un elevato scostamento tra i due fattori, tuttavia, fa scattare la fase del controllo.
Cambio di prospettiva, dunque, rispetto al precedente meccanismo basato sul rapporto fra la disponibilità di determinati beni e quanto dichiarato. Il nuovo redditometro punta, invece, sul concetto di spesa effettiva. “E’ innanzitutto uno strumento di compliance a disposizione dei contribuenti - ha spiegato oggi il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera - che consente di rilevare la coerenza tra le loro spese e il reddito che hanno dichiarato”.
Il direttore dell’Accertamento, Luigi Magistro, che ne ha illustrato il funzionamento e le finalità, sottolinea che “Si tratta di un prodotto assolutamente attendibile, in quanto la stima è ancorata a dati di spesa certi, non ipotizzati, che si vanno a confrontare con l’elemento redditi dichiarati”.
Il nuovo redditometro sarà utilizzato a partire dalle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2009.
Le voci di spesa
Per la stima del reddito, vengono prese in considerazione più di cento voci, indicative di capacità di spesa, divise in sette categorie:
Il rapporto fra queste voci di spesa e il reddito dichiarato rileverà il “grado di coerenza” dei contribuenti.
Metodologia applicata
La metodologia di stima si riferisce a gruppi omogenei di famiglie, differenziate per aree geografiche. Sono stati, infatti, individuati 11 gruppi rappresentativi della compagine sociale (coppie o single differenziati in base all’età, alla presenza o meno di figli, al numero di figli, ecc.), ai quali sono stati poi applicati criteri di appartenenza geografica (nord ovest, nord est, centro, sud e isole).
Per ciascun gruppo si seleziona, attraverso criteri statistici, un campione rappresentativo di famiglie assai ampio, che deve esprimere “realtà normali”: la capacità di spesa rilevata, cioè, deve essere in linea con le entrate dichiarate.
Se le spese effettive sono superiori al reddito, emerge una situazione di “non coerenza” che, a seconda dello scostamento, può generare un rischio di evasione basso, medio o alto. Nel primo caso non ci sarà nessuna conseguenza, nel secondo caso il contribuente dovrà fornire adeguati chiarimenti, in assenza dei quali si procede all’accertamento sintetico basato sulle spese sostenute (articolo 38, comma 4, Dpr 600/1973) o su un diverso strumento presuntivo (previsto dal comma 5 dell’articolo 38, attualmente in fase di studio).
Fase di sperimentazione
Da novembre partirà una fase di sperimentazione in collaborazione con le Associazioni di categoria e gli Ordini professionali. Attraverso un software disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, saranno acquisiti alcuni casi per testare il nuovo strumento. I dati saranno inviati, tramite il portale www.sose.it, alla Società per gli studi di settore (Sose), che provvederà alla valutazione e alla successiva restituzione dei file. Se necessario, il soggetto che ha inoltrato i dati potrà essere contattato per eventuali approfondimenti. Le elaborazioni potranno essere oggetto di osservazioni attraverso un canale appositamente attivato. Ai contribuenti che faranno parte della sperimentazione è garantito l’anonimato. La fase di test e valutazione del nuovo redditometro terminerà a fine febbraio 2012.
Cambio di prospettiva, dunque, rispetto al precedente meccanismo basato sul rapporto fra la disponibilità di determinati beni e quanto dichiarato. Il nuovo redditometro punta, invece, sul concetto di spesa effettiva. “E’ innanzitutto uno strumento di compliance a disposizione dei contribuenti - ha spiegato oggi il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera - che consente di rilevare la coerenza tra le loro spese e il reddito che hanno dichiarato”.
Il direttore dell’Accertamento, Luigi Magistro, che ne ha illustrato il funzionamento e le finalità, sottolinea che “Si tratta di un prodotto assolutamente attendibile, in quanto la stima è ancorata a dati di spesa certi, non ipotizzati, che si vanno a confrontare con l’elemento redditi dichiarati”.
Il nuovo redditometro sarà utilizzato a partire dalle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2009.
Le voci di spesa
Per la stima del reddito, vengono prese in considerazione più di cento voci, indicative di capacità di spesa, divise in sette categorie:
- abitazione (abitazione principale, altre abitazioni, mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, arredi, utenze, ecc.)
- mezzi di trasporto (auto, minicar, caravan, moto, barche, ecc.)
- contributi e assicurazioni (contributi previdenziali, responsabilità civile, incendio e furto, vita, ecc.)
- istruzione (asili nido, scuola per l’infanzia, primaria e secondaria, corsi di lingue straniere, master, ecc.)
- attività sportive e ricreative e cura della persona (sport, iscrizioni a circoli, cavalli, abbonamenti pay-tv, alberghi, centri benessere, ecc.)
- altre spese significative (oggetti d’arte e antiquariato, gioielli, donazioni, ecc.)
- investimenti immobiliari e mobiliari netti (valutazione separata fra biennio precedente e anno di stima).
Il rapporto fra queste voci di spesa e il reddito dichiarato rileverà il “grado di coerenza” dei contribuenti.
Metodologia applicata
La metodologia di stima si riferisce a gruppi omogenei di famiglie, differenziate per aree geografiche. Sono stati, infatti, individuati 11 gruppi rappresentativi della compagine sociale (coppie o single differenziati in base all’età, alla presenza o meno di figli, al numero di figli, ecc.), ai quali sono stati poi applicati criteri di appartenenza geografica (nord ovest, nord est, centro, sud e isole).
Per ciascun gruppo si seleziona, attraverso criteri statistici, un campione rappresentativo di famiglie assai ampio, che deve esprimere “realtà normali”: la capacità di spesa rilevata, cioè, deve essere in linea con le entrate dichiarate.
Se le spese effettive sono superiori al reddito, emerge una situazione di “non coerenza” che, a seconda dello scostamento, può generare un rischio di evasione basso, medio o alto. Nel primo caso non ci sarà nessuna conseguenza, nel secondo caso il contribuente dovrà fornire adeguati chiarimenti, in assenza dei quali si procede all’accertamento sintetico basato sulle spese sostenute (articolo 38, comma 4, Dpr 600/1973) o su un diverso strumento presuntivo (previsto dal comma 5 dell’articolo 38, attualmente in fase di studio).
Fase di sperimentazione
Da novembre partirà una fase di sperimentazione in collaborazione con le Associazioni di categoria e gli Ordini professionali. Attraverso un software disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, saranno acquisiti alcuni casi per testare il nuovo strumento. I dati saranno inviati, tramite il portale www.sose.it, alla Società per gli studi di settore (Sose), che provvederà alla valutazione e alla successiva restituzione dei file. Se necessario, il soggetto che ha inoltrato i dati potrà essere contattato per eventuali approfondimenti. Le elaborazioni potranno essere oggetto di osservazioni attraverso un canale appositamente attivato. Ai contribuenti che faranno parte della sperimentazione è garantito l’anonimato. La fase di test e valutazione del nuovo redditometro terminerà a fine febbraio 2012.
Patrizia De Juliis
pubblicato Martedì 25 Ottobre 2011
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