Attualità
A Bruxelles riflettori puntati su imprese e ambiente
Base consolidata comune e ridotta tassazione dei prodotti ecocompatibili sono due dei temi che hanno ravvivato il tax forum

La conferenza annuale, organizzata dalla Commissione Ue il 7 e 8 aprile, ha riunito i responsabili politici, gli esperti e le parti interessate per discutere di questioni tributarie e di strategie di politica economica e fiscale. Una occasione propizia per analizzare nei dettagli il contributo che può dare la politica fiscale alla crescita e alla competitività dell’Unione europea. Questo, in sintesi, l’obiettivo che si prefiggeva il secondo tax forum fiscale internazionale europeo, appuntamento che si è svolto a Bruxelles dal 7 all’8 aprile dinanzi a una platea di 600 partecipanti. La conferenza, organizzata dalla Commissione Ue, ha visto protagonisti alcuni rappresentanti dei vertici istituzionali dei governi europei, delle diverse realtà imprenditoriali e parti interessate agli argomenti oggetto del meeting.

I temi all’ordine del giorno
Come è possibile progettare riforme fiscali per promuovere gli obiettivi della strategia di Lisbona? Qual è stata l'esperienza dei diversi Stati membri? Esiste attualmente un sistema fiscale ottimale? Sono queste alcune delle domande  a cui si è cercato di dare adeguata risposta nei due giorni di incontri in cui si è discusso di questioni tributarie e di politiche economiche e fiscali. E alla Commissione europea, promotrice dell'appuntamento, il compito di sintetizzare la comunicazione di idee ed esperienze diverse ma pur sempre legate da un comune denominatore: attuare politiche fiscali capaci di contribuire a realizzare un moderno e sostenibile modello sociale europeo.

La base comune consolidata
Un compito che ha visto protagonista attivo Lazslo Kovacs, commissario Ue alla fiscalità, che ha soffermato la propria attenzione su due argomenti principali di attualità. La base comune e consolidata dell’imposta sulle società, meglio conosciuta con la sigla tecnica di CCCTB, e la fiscalità ambientale. Sul primo punto Kovacs ha fatto riferimento alla proposta di direttiva per l’istituzione di una base fiscale comune per il consolidato delle aziende multinazionali. Il piano della Commissione (attualmente ancora in fase di studio) prevede che utili e perdite di sussidiarie e affiliate di aziende che operano nell’ambito di più Paesi dell’Unione europea siano consolidati secondo regole comuni, superando i diversi metodi di calcolo attualmente in vigore nei 27 Stati membri. I profitti poi dovrebbero essere ripartiti nei diversi Paesi, e tassati secondo l’aliquota del singolo Stato. E il gruppo incaricato dall’Ecofin ha elaborato alla fine dell’anno un documento che definisce nei dettagli il meccanismo allocativo. Kovacs ha infatti ricordato che è proprio l’esistenza di 27 sistemi fiscali diversi che pone una serie di problematiche connesse alla disciplina del transfer pricing, al recupero delle perdite tranfrontaliere, ai costi di ristrutturazione e alla doppia imposizione.

La fiscalità ambientale
Sul secondo aspetto, invece, Kovacs ha sostenuto l’importanza del ricorso ad aliquote ridotte Iva per i prodotti  a basso consumo energetico ricordando che la Commissione europea ha lanciato sul tema una consultazione pubblica on line. L’obiettivo è conoscere le opinioni dei cittadini e delle imprese in merito a una opportuna revisione della legislazione europea applicabile alle aliquote ridotte Iva. La consultazione si basa su un documento che punta a raccogliere i pareri e le opinioni di tutte le parti interessate relativamente all’impatto della loro applicazione sui prezzi di diversi generi di prodotti e servizi in vista della presentazione di una proposta organica. In questo contesto Kovacs ha sottolineato di essersi dichiarato subito favorevole alla proposta franco britannica sul tema ma non ha nascosto che la maggiore difficoltà consiste nel definire precisamente i prodotti su cui si potrebbero applicare queste misure. Entro giugno, ha concluso Kovacs, è prevista la presentazione di un primo pacchetto legislativo con alcune misure che potrebbero trovare applicazione nei servizi ad alta densità di manodopera, al settore della ristorazione cui farà seguito una seconda proposta sui prodotti a basso consumo di energia.

La Francia e l’ambiente
Di aliquote ridotte per i prodotti a basso impatto ambientale ha parlato anche il ministro delle Finanze del governo Sarkozy, Christine Lagarde. Il responsabile del dicastero ha soffermato la propria attenzione da un lato sull’impegno da parte del governo francese affinché nelle direttive comunitarie venga attribuita sempre maggiore attenzione alla tassazione dei prodotti energetici e dall’altro sul perno centrale della politica transalpina sintetizzato nella formula “riduzione dei prelievi obbligatori a medio termine e imposte di qualità” che postula una serie di interventi specifici per la ricerca e l’ambiente.
Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 10 Aprile 2008

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