Lunedì 21 Maggio 2012 - Aggiornato alle 11:07
Attualità
Carta off limit con il nuovo codice doganale Ue
L’introduzione di una versione aggiornata si è resa necessaria per consentire una semplificazione degli adempimenti doganali
Uno strumento indispensabile anche per dare concreta attuazione a quel progetto di dogana elettronica paneuropea che si propone di far tabula rasa, in tempi ragionevolmente brevi, dei supporti cartacei per le dogane e il commercio. Con il regolamento (CE) n. 450 del 23 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, n. 145 serie L, è operativo il nuovo codice doganale comunitario. La versione aggiornata del codice sostituisce la precedente introdotta con il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituiva la prima versione del codice doganale comunitario. A fondamento della prima stesura, l’integrazione delle procedure doganali che trovavano applicazione separata nei rispettivi Stati membri negli anni ’80. In particolare le norme e le procedure di carattere generale che garantivano l’applicazione delle misure tariffarie e di quelle introdotte a livello comunitario in relazione agli scambi di merci tra la Comunità e i Paesi o territori che non erano parte integrante del territorio doganale della Comunità.
Le motivazioni del varo
L’introduzione di una versione aggiornata si è resa necessaria per consentire una opportuna semplificazione dei regimi doganali. In particolare l’obiettivo dichiarato è far si che, nella prospettiva di una auspicabile tutela degli interessi degli operatori economici e delle autorità doganali della Comunità, le dichiarazioni e le procedure elettroniche costituiscano la regola a fronte dell’eccezione costituita da quelle su carta. Per facilitare il commercio legale e lotta alle frodi è essenziale poter contare anche su regimi e procedure doganali semplici e rapide. In questo auspicabile contesto l’uso di tecnologie e strumenti moderni contribuisce non soltanto a fornire la base per procedure di sdoganamento semplici ed efficienti ma anche ad accrescere la competitività delle imprese.
I precedenti in materia
Il regolamento (CE) n. 450 del 23 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, n. 145 serie L, sostituisce la precedente versione introdotta con il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che ha istituito il codice doganale comunitario. Il primo codice doganale comunitario, entrato in vigore nel 1992 e applicato dal 1° gennaio 1994, ha subito una serie di modifiche tra il 1997 e il 2005. Dall’obbligazione doganale al controllo delle zone franche passando per una opportuna semplificazione delle formalità di dichiarazione doganale. Il tutto senza trascurare altri interventi attuati sul fronte delle procedure che permettono di prevenire le frodi, semplificare le procedure doganali e le dichiarazioni per via elettronica. Le due nuove proposte di regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio, datate 11 novembre 2005, sono state esplicitamente presentate per creare un ambiente semplificato e privo di supporti cartacei per le dogane e il commercio e un ambiente elettronico doganale comunitario. L’obiettivo è fare in modo che i sistemi doganali elettronici possano essere da un lato reciprocamente compatibili e dall’altro pervenire in tempi brevi all’analisi di rischio elettronica generalizzando il ricorso alla dichiarazione per via elettronica.
Il progetto di una dogana elettronica paneuropea
Uno strumento indispensabile, quello del nuovo codice doganale comunitario, che a fronte degli importanti cambiamenti giuridici intervenuti negli ultimi anni, a livello comunitario e internazionale, serve anche per dare concreto impulso a quel progetto di dogana elettronica paneuropea che dovrebbe aumentare la competitività delle imprese operanti in Europa, riducendo i costi per il disbrigo delle formalità doganali migliorando la sicurezza alle frontiere Ue. Facilitazione della circolazione delle merci in entrata e in uscita attraverso efficaci procedure di import-export; aumento di competitività del commercio europeo grazie a una riduzione dei costi amministrativi e a un miglioramento dei tempi di liquidazione delle pratiche amministrative; lotta alla criminalità internazionale grazie alla possibilità di scambiarsi le informazioni sull’approvvigionamento internazionale. Sono questi alcuni dei vantaggi del progetto finalizzato ad attuare sistemi doganali automatizzati, interoperabili e accessibili nell’ambito del nuovo codice doganale.
Quando la digitalizzazione semplifica le procedure di spedizione
Un esempio collaudato di strategia zero-carta è l’iniziativa e-freight della Iata, International Air Transport Association, associazione internazionale del trasporto aereo, che coinvolge attualmente Olanda, Regno Unito, Singapore, Hong-Kong, Svezia e Canada nel settore del trasporto aereo. Parte attiva di questo progetto, di cui si è parlato in occasione del recente Forum PA, caratterizzato dal tradizionale superamento dell’uso di documenti cartacei per le spedizioni merci via aerea, sono agenti merci, spedizionieri, società di handling aeroportuale. Una iniziativa che eserciterà positivi effetti sulla semplificazione delle procedure di spedizione e sulla competitività del cargo aereo internazionale.
Uno strumento indispensabile anche per dare concreta attuazione a quel progetto di dogana elettronica paneuropea che si propone di far tabula rasa, in tempi ragionevolmente brevi, dei supporti cartacei per le dogane e il commercio. Con il regolamento (CE) n. 450 del 23 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, n. 145 serie L, è operativo il nuovo codice doganale comunitario. La versione aggiornata del codice sostituisce la precedente introdotta con il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituiva la prima versione del codice doganale comunitario. A fondamento della prima stesura, l’integrazione delle procedure doganali che trovavano applicazione separata nei rispettivi Stati membri negli anni ’80. In particolare le norme e le procedure di carattere generale che garantivano l’applicazione delle misure tariffarie e di quelle introdotte a livello comunitario in relazione agli scambi di merci tra la Comunità e i Paesi o territori che non erano parte integrante del territorio doganale della Comunità. Le motivazioni del varo
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Il regolamento (CE) n. 450 del 23 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, n. 145 serie L, sostituisce la precedente versione introdotta con il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che ha istituito il codice doganale comunitario. Il primo codice doganale comunitario, entrato in vigore nel 1992 e applicato dal 1° gennaio 1994, ha subito una serie di modifiche tra il 1997 e il 2005. Dall’obbligazione doganale al controllo delle zone franche passando per una opportuna semplificazione delle formalità di dichiarazione doganale. Il tutto senza trascurare altri interventi attuati sul fronte delle procedure che permettono di prevenire le frodi, semplificare le procedure doganali e le dichiarazioni per via elettronica. Le due nuove proposte di regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio, datate 11 novembre 2005, sono state esplicitamente presentate per creare un ambiente semplificato e privo di supporti cartacei per le dogane e il commercio e un ambiente elettronico doganale comunitario. L’obiettivo è fare in modo che i sistemi doganali elettronici possano essere da un lato reciprocamente compatibili e dall’altro pervenire in tempi brevi all’analisi di rischio elettronica generalizzando il ricorso alla dichiarazione per via elettronica.
Il progetto di una dogana elettronica paneuropea
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Gianluca Di Muro
pubblicato Venerdì 6 Giugno 2008
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