Lunedì 21 Maggio 2012 - Aggiornato alle 11:07
Attualità
Contraffazione: cifre e risultati.
Pubblicato il Rapporto Ue 2010
Pubblicato il Rapporto Ue 2010
Nella consueta relazione sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale dell’esecutivo comunitario spiccano due novità: il “dettaglio” e il valore dei beni
Sono 80mila le spedizioni bloccate contro le 43.500 del 2009 e più di 100 milioni di prodotti sequestrati perché sospettati di violare i diritti di proprietà intellettuale. Oltre il 90% di tutte le merci bloccate è stato distrutto o è stato avviato un procedimento giudiziario per accertare modalità e tipo di violazione.
È, in estrema sintesi, il bilancio delle attività di investigazione e sequestro compiute nel 2010 dalle autorità fiscali dell’Unione europea. A indicare le cifre è l’ultimo Rapporto della Commissione Ue. Tra le punte di diamante dei beni sequestrati figurano, in pole position, le medicine seguite dai prodotti per l’igiene personale. Mentre tra gli Stati non in regola con i diritti di proprietà intellettuale, la Cina si conferma in testa alle classifiche.
Le due novità della relazione
Due le principali innovazioni della relazione presentata quest’anno dalla Commissione europea. La prima è rappresentata da una statistica dettagliata sulla tipologia, origine e modalità di trasporto delle merci fermate alle frontiere esterne dell'Unione che violano i diritti di proprietà intellettuale. La seconda, e più importante, è invece costituita dal valore dei beni bloccati.
Valore dei beni e tipologie
Oltre 1 miliardo di euro è il valore stimato dei beni sequestrati, mentre tra i generi di prodotti il 34% se lo aggiudica il tabacco, in particolare le sigarette, seguite dalle forniture per ufficio con il 9%, altri prodotti del tabacco (8,5%), etichette, targhette ed emblemi (8%), articoli di abbigliamento (7%) e giocattoli (7%). Il 14,5% di tutti gli articoli bloccati, evidenzia poi il Rapporto, sono prodotti per uso domestico. Tra questi spiccano i prodotti per l’igiene personale come shampoo, saponi, apparecchi domestici (asciugacapelli, rasoi) e i farmaci, con evidenti ricadute anche sui rischi per la salute. Completano il profilo dei prodotti i componenti per computer, non meno esenti da analoghe problematiche di tossicità.
I pacchi postali e le vendite on line
In crescita il segmento dei sequestri di pacchi postali. Nel traffico postale l’incremento è stato sorprendente rispetto all’anno precedente. Il numero di casi è triplicato, passando da 15mila a 48mila. Un fenomeno che, secondo la relazione, è da mettere in relazione alle vendite on line cresciute a dismisura negli ultimi anni, anche in coincidenza con l’uso di internet e delle tecnologie informatiche.
Le aree a rischio di contraffazione
Cina, Turchia, Thailandia, Hong Kong e India. Sono i Paesi che hanno fatto registrare i casi più macroscopici. Proprio la Cina continua a rappresentare quello con la maggiore incidenza con l'85% degli articoli non in regola con i diritti di proprietà intellettuale. Alimentari, bibite non alcoliche, schede di memoria e medicine sono invece le categorie di prodotti ascrivibili ad aree di provenienza come India, Hong Kong, Thailandia e Turchia.
Il piano d’azione doganale
Migliorare e, se necessario, modificare la normativa sui diritti di proprietà intellettuale; rafforzare la cooperazione operativa tra i servizi doganali dell'Unione europea e con i Paesi terzi; ottimizzare la cooperazione con i titolari dei diritti di proprietà intellettuale; sviluppare ulteriormente la cooperazione internazionale in materia di dpi; rispondere con prontezza al problema delle vendite on line; fornire formazione e informazione ad hoc agli uffici doganali.
Sono i capisaldi su cui poggia il piano d'azione doganale per combattere le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.
Nel 2009 il Consiglio dell'Unione ha adottato una risoluzione che si innesta nel complesso di misure messe a punto per combattere le violazioni per il triennio 2009-2012. Tra queste anche la revisione della legislazione doganale conseguente alla proposta di un nuovo regolamento per rafforzare le azioni doganali nella lotta ai traffici di merci che violano i diritti di proprietà intellettuale e la pubblicazione annuale di statistiche sui blocchi doganali registrati alla frontiera esterna dell'Unione.
Nel maggio di quest’anno infine la Commissione europea ha adottato una proposta per un nuovo regolamento sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali. Una serie di interventi normativi collaterali a negoziati e incontri con esperti doganali degli Stati membri dell'Unione europea, rappresentanti del settore farmaceutico europeo, partner commerciali internazionali per individuare i beni che violano i dpi e prevenire l'esportazione verso l'Unione europea.
È, in estrema sintesi, il bilancio delle attività di investigazione e sequestro compiute nel 2010 dalle autorità fiscali dell’Unione europea. A indicare le cifre è l’ultimo Rapporto della Commissione Ue. Tra le punte di diamante dei beni sequestrati figurano, in pole position, le medicine seguite dai prodotti per l’igiene personale. Mentre tra gli Stati non in regola con i diritti di proprietà intellettuale, la Cina si conferma in testa alle classifiche.
Le due novità della relazione
Due le principali innovazioni della relazione presentata quest’anno dalla Commissione europea. La prima è rappresentata da una statistica dettagliata sulla tipologia, origine e modalità di trasporto delle merci fermate alle frontiere esterne dell'Unione che violano i diritti di proprietà intellettuale. La seconda, e più importante, è invece costituita dal valore dei beni bloccati.
Valore dei beni e tipologie
Oltre 1 miliardo di euro è il valore stimato dei beni sequestrati, mentre tra i generi di prodotti il 34% se lo aggiudica il tabacco, in particolare le sigarette, seguite dalle forniture per ufficio con il 9%, altri prodotti del tabacco (8,5%), etichette, targhette ed emblemi (8%), articoli di abbigliamento (7%) e giocattoli (7%). Il 14,5% di tutti gli articoli bloccati, evidenzia poi il Rapporto, sono prodotti per uso domestico. Tra questi spiccano i prodotti per l’igiene personale come shampoo, saponi, apparecchi domestici (asciugacapelli, rasoi) e i farmaci, con evidenti ricadute anche sui rischi per la salute. Completano il profilo dei prodotti i componenti per computer, non meno esenti da analoghe problematiche di tossicità.
I pacchi postali e le vendite on line
In crescita il segmento dei sequestri di pacchi postali. Nel traffico postale l’incremento è stato sorprendente rispetto all’anno precedente. Il numero di casi è triplicato, passando da 15mila a 48mila. Un fenomeno che, secondo la relazione, è da mettere in relazione alle vendite on line cresciute a dismisura negli ultimi anni, anche in coincidenza con l’uso di internet e delle tecnologie informatiche.
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Cina, Turchia, Thailandia, Hong Kong e India. Sono i Paesi che hanno fatto registrare i casi più macroscopici. Proprio la Cina continua a rappresentare quello con la maggiore incidenza con l'85% degli articoli non in regola con i diritti di proprietà intellettuale. Alimentari, bibite non alcoliche, schede di memoria e medicine sono invece le categorie di prodotti ascrivibili ad aree di provenienza come India, Hong Kong, Thailandia e Turchia.
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Migliorare e, se necessario, modificare la normativa sui diritti di proprietà intellettuale; rafforzare la cooperazione operativa tra i servizi doganali dell'Unione europea e con i Paesi terzi; ottimizzare la cooperazione con i titolari dei diritti di proprietà intellettuale; sviluppare ulteriormente la cooperazione internazionale in materia di dpi; rispondere con prontezza al problema delle vendite on line; fornire formazione e informazione ad hoc agli uffici doganali.
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Gianluca Di Muro
pubblicato Mercoledì 17 Agosto 2011
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