Attualità
Contributi Inps per colf e badanti.
In arrivo la prima scadenza 2010
È alle porte sabato 10 aprile, ultimo giorno utile per pagare le somme relative al trimestre gennaio/marzo
Pochi giorni ancora per non saltare la rata che tiene a battesimo il pagamento dei contributi previdenziali 2010, dovuti per i lavoratori domestici. Il periodo di riferimento è il trimestre gennaio/marzo. L’ultima data utile è sabato 10 aprile.

Gli appuntamenti annuali da tenere in calendario a questo proposito sono in tutto 4:
► 1-10 aprile, per il primo trimestre
► 1-10 luglio, per il secondo trimestre
► 1-10 ottobre, per il terzo trimestre
► 1-10 gennaio, per il quarto trimestre.

Si tratta, in pratica, di somme utilizzate da Inps e Inail per liquidare la pensione, l’indennità di maternità e di disoccupazione, gli assegni familiari e altre forme di tutela assistenziale a favore di questa particolare categoria di lavoratori dipendenti che, secondo le diverse necessità, affiancano le famiglie - ma anche comunità religiose o caserme, orfanotrofi e ricoveri per anziani - con la loro attività, essenzialmente assistenziale, in modo continuativo. Per essere più chiari, parliamo di colf, badanti o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi e altro personale che spesso ci troviamo accanto nelle nostre case.

Il calcolo
Per sapere quanto pagare è disponibile sul sito dell’Inps un pratico simulatore di calcolo; in ogni caso, l’operazione non è difficile, si tratta semplicemente di moltiplicare il contributo orario per tutti i giorni comunque retribuiti, ciò significa comprese le ore di assenza per malattia, ferie, festività infrasettimanali, congedo eccetera, per le quali il datore continua a corrispondere una retribuzione.
Se l’orario di lavoro non supera le 24 ore a settimana, il contributo orario è commisurato a tre diverse fasce di retribuzione; se l’orario di lavoro è di almeno 25 ore settimanali, il contributo è fisso per tutte le ore retribuite.
Ecco la tabella predisposta dall’Inps per calcolare la somma da versare:
 
Retribuzione effettiva oraria
Importo contributo orario
 
con quota assegni familiari
senza quota assegni familiari
Fino a euro 7,22
€ 1,34 (0,32)*
€ 1,34 (0,32)**
Oltre € 7,22 e fino a € 8,81
€ 1,51 (0,36)*
€ 1,51 (0,36)**
Oltre € 8,81
€ 1,85 (0,44)*
€ 1,84 (0,44)**
Lavoro superiore a 24 ore settimanali***
€ 0,98 (0,23)*
€ 0,97 (0,23)**

*La cifra tra parentesi è la quota a carico del lavoratore.
** Il contributo senza la quota degli assegni familiari è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro oppure è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.
*** Gli importi contributivi della quarta fascia sono indipendenti dalla retribuzione oraria corrisposta, si riferiscono ai servizi domestici effettuati presso uno stesso datore di lavoro con un minimo di 25 ore settimanali e vanno applicati sin dalla prima delle ore lavorate nel corso della settimana.

Confrontando le quote contributive dovute per l’anno 2010, si nota un lieve aumento rispetto al 2009. Le fasce retributive hanno infatti subito una modesta variazione in base alle rilevazioni effettuate dall’Istat.

Come pagare
In realtà, soltanto in alcuni casi occorre procedere al calcolo dell’importo da versare perché, in via ordinaria, è l’Inps stessa a inviare i bollettini precompilati a casa del datore di lavoro: automaticamente all’inizio del rapporto, dopo la denuncia di assunzione, su richiesta in seguito.
I pagamenti possono essere effettuati presso gli uffici postali, le banche e, grazie al circuito “Reti Amiche”, anche in qualsiasi ricevitoria o tabaccheria convenzionata con la Lottomatica.
Possibile, inoltre, il pagamento via web attraverso la procedura “Pagamento online contributi lavoratori domestici” predisposta dall’Istituto di previdenza, accessibile dopo il preventivo rilascio di un Pin.

Agevolazioni fiscali
Sul fronte fisco, va bene forse ricordare che chi dà lavoro a una colf o una badante ha diritto ad alcuni sconti d’imposta:
  • i contributi previdenziali e assistenziali versati per i lavoratori domestici possono essere dedotti dal reddito fino a un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno
  • le spese sostenute per la badante, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno, valgono una detrazione dall’imposta lorda pari al 19%. Usufruiscono dell’agevolazione i soggetti non autosufficienti assistiti dal collaboratore o i familiari che sostengono il costo, a condizione che il reddito complessivo non superi i 40mila euro.
Anna Maria Badiali
pubblicato Giovedì 8 Aprile 2010

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