Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 8:41
Attualità
Controlli su banche, atto secondo.
Sotto esame gli istituti austriaci
Sotto esame gli istituti austriaci
Il primo round, lo scorso 27 ottobre, aveva interessato operatori finanziari svizzeri o vicini a San Marino
Continua l’attività di contrasto ai patrimoni illegalmente detenuti fuori dei confini nazionali e ripartono le operazioni di controllo dell’agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza su banche e intermediari finanziari esteri. Questa volta, nel mirino, le filiali italiane – 38 in tutto – di istituti di credito austriaci. Le regioni interessate sono: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia.
Scopo dell’azione, come nel caso di quella compiuta lo scorso 27 ottobre nei confronti di 76 operatori svizzeri o attivi nell’area confinante con San Marino, è verificare la correttezza e la completezza delle informazioni trasmesse all’Archivio dei rapporti finanziari relative ai movimenti di natura economica realizzati dalla propria clientela, come previsto dalla legge 248/2006 e dal decreto legislativo 231/2007. Tenuti a “comunicare” con il fisco, gli operatori stranieri con sede in Italia, ma anche gli operatori italiani che hanno filiali in altri Stati.
Ancora una volta, in questo modo, viene ribadita l’importanza della banca dati dell’Archivio dei rapporti finanziari, strumento essenziale e affidabile a disposizione dell’Amministrazione per lo svolgimento di indagini finalizzate alla lotta contro l’evasione fiscale in generale e, più in particolare, contro i comportamenti illegali di natura internazionale.
Non a caso, quindi, al centro dell’operazione di controllo, i soggetti dai quali dipende l’affidabilità delle notizie contenute nella speciale sezione dell’Anagrafe tributaria e, cioè, i dati relativi ai rapporti continuativi, esistenti o cessati, intrattenuti dagli istituti finanziari con clienti italiani, a partire dal 1° gennaio 2005, e quelli relativi alle operazioni “extra-conto” (con esclusione delle operazioni di versamento eseguite tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro), nonché le informazioni relative a procure e deleghe.
I dati, si ricorda, devono essere trasmessi mensilmente. Attualmente, nell’Archivio sono registrati 950 milioni di rapporti e oltrepassano quota 90 milioni coloro che hanno effettuato operazioni extra-conto.
Circa 13mila i soggetti obbligati a inviare le comunicazioni: banche, Poste italiane Spa, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.
Anna Maria Badiali
pubblicato Giovedì 3 Dicembre 2009
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