Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 9:30
Attualità
Estate: tempo di pizza e gelati,
scontrini e ricevute fiscali
scontrini e ricevute fiscali
Al termine della cena, del pranzo o della consumazione, facciamo la classica richiesta "il conto per favore". E, servito su un piattino ci arriva … basterà?
E' estate e difficilmente si rinuncia a una pizza o a un buon gelato in compagnia di parenti o amici. Seduti comodamente al tavolo, dopo aver dato uno sguardo al menù, una gentile cameriera raccoglie le ordinazioni, digitando su un piccolo monitor touch screen il tipo di portata scelta e la bevanda desiderata.
Al termine della cena, del pranzo o della consumazione, i clienti formulano la classica richiesta "il conto per favore" e la cameriera con altrettanta gentilezza presenta su un piattino un documento denominato "preconto" come quello visualizzato in basso.
Il pagamento può avvenire consegnando le banconote alla cameriera che ritira l'importo e consegna il resto, o, in alternativa direttamente in cassa. In entrambi i casi deve essere emesso un ulteriore documento: lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale.
Il preconto, infatti, non ha alcun valore fiscale ma ha soltanto finalità amministrative interne al locale.
L'aspetto del preconto è molto simile a quello di uno scontrino o di una ricevuta fiscale, la carta è quella chimica degli scontrini tant'è che sul retro sono riportati i dati del produttore della carta e la scadenza della carta stessa.
In altri casi si utilizza un blocchetto per ricevute in bianco acquistabile presso qualunque negozio di articoli per ufficio, privo delle informazioni obbligatorie previste per le ricevute fiscali.
Attenzione quindi a non farsi trarre in inganno, perché senza l'emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale il contribuente (il gestore del locale) evade l'Iva, l'Irpef o l'Ires e l'Irap.
Lo scontrino
Per avere valore fiscale, lo scontrino deve essere emesso dal registratore di cassa e deve avere dei requisiti ben precisi.
Innanzitutto deve riportare i dati della ditta con denominazione o ragione sociale, ossia nome e cognome del titolare e numero di partita Iva dell'esercente

Devono poi esserci: data, ora di emissione e numero progressivo dello scontrino

Logotipo fiscale e numero di matricola del registratore

Importo del corrispettivo pagato

La ricevuta fiscale
In alternativa allo scontrino, l'esercente può emettere una ricevuta fiscale. Il contenuto è lo stesso degli scontrini fiscali per ciò che riguarda i dati della ditta con denominazione o ragione sociale, la partita Iva e l'importo del corrispettivo.

I dati identificativi del cliente non sono necessari, salvo richiesta del cliente (così come avviene per gli scontrini fiscali emessi, ad esempio, dalle farmacie che contengono il codice fiscale del cliente)

La ricevuta fiscale deve contenere la numerazione progressiva attribuita dalla tipografia e i dati della tipografia stessa, mentre è facoltativa una numerazione interna apposta dal contribuente stesso

Nel nostro piccolo, quindi, con un po' di attenzione nel richiedere il rilascio del corretto documento fiscale, tutti possiamo contribuire alla lotta all'evasione.
Al termine della cena, del pranzo o della consumazione, i clienti formulano la classica richiesta "il conto per favore" e la cameriera con altrettanta gentilezza presenta su un piattino un documento denominato "preconto" come quello visualizzato in basso.
Il pagamento può avvenire consegnando le banconote alla cameriera che ritira l'importo e consegna il resto, o, in alternativa direttamente in cassa. In entrambi i casi deve essere emesso un ulteriore documento: lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale.
Il preconto, infatti, non ha alcun valore fiscale ma ha soltanto finalità amministrative interne al locale.
ESEMPIO DI PRECONTO

L'aspetto del preconto è molto simile a quello di uno scontrino o di una ricevuta fiscale, la carta è quella chimica degli scontrini tant'è che sul retro sono riportati i dati del produttore della carta e la scadenza della carta stessa.

In altri casi si utilizza un blocchetto per ricevute in bianco acquistabile presso qualunque negozio di articoli per ufficio, privo delle informazioni obbligatorie previste per le ricevute fiscali.
Attenzione quindi a non farsi trarre in inganno, perché senza l'emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale il contribuente (il gestore del locale) evade l'Iva, l'Irpef o l'Ires e l'Irap.
Lo scontrino
Per avere valore fiscale, lo scontrino deve essere emesso dal registratore di cassa e deve avere dei requisiti ben precisi.
Innanzitutto deve riportare i dati della ditta con denominazione o ragione sociale, ossia nome e cognome del titolare e numero di partita Iva dell'esercente

Devono poi esserci: data, ora di emissione e numero progressivo dello scontrino

Logotipo fiscale e numero di matricola del registratore

Importo del corrispettivo pagato

La ricevuta fiscale
In alternativa allo scontrino, l'esercente può emettere una ricevuta fiscale. Il contenuto è lo stesso degli scontrini fiscali per ciò che riguarda i dati della ditta con denominazione o ragione sociale, la partita Iva e l'importo del corrispettivo.

I dati identificativi del cliente non sono necessari, salvo richiesta del cliente (così come avviene per gli scontrini fiscali emessi, ad esempio, dalle farmacie che contengono il codice fiscale del cliente)

La ricevuta fiscale deve contenere la numerazione progressiva attribuita dalla tipografia e i dati della tipografia stessa, mentre è facoltativa una numerazione interna apposta dal contribuente stesso

Nel nostro piccolo, quindi, con un po' di attenzione nel richiedere il rilascio del corretto documento fiscale, tutti possiamo contribuire alla lotta all'evasione.
Francesco Racanati
pubblicato Venerdì 12 Agosto 2011
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