Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 10:01
Dati e statistiche
Per il Fisco un 2007 da record con incassi per 6,37 miliardi
I primi quattro mesi del 2008 portano nelle casse dell'Erario già 800 milioni
Un 2007 da record per il contrasto all'evasione con incassi da controlli per 6,37 miliardi di euro, il 46% in più rispetto ai 4,36 miliardi arrivati nelle casse dell'Erario nel 2006. E il 2008 promette molto bene, visto che già nei primi 4 mesi dell'anno sono stati incassati 800 milioni di euro, il 24% in più rispetto ai 645 milioni incassati nello stesso periodo dell'anno precedente. L'agenzia delle Entrate ha diffuso oggi i dati sull'attività di accertamento e controllo relativi al 2007 e ai primi quattro mesi del 2008.
Il 2007, come afferma Villiam Rossi, direttore centrale Accertamento, "è stato un anno che ha prodotto ottimi risultati grazie all'impegno e alla professionalità dei nostri funzionari e al fattivo contributo della Guardia di Finanza. Nello scorso anno siamo riusciti a soddisfare la duplice esigenza di aumentare il numero dei controlli eseguiti e di migliorarne la qualità e la proficuità, con risultati positivi in termini sia di incassi diretti che di effetto deterrenza. In particolare, è stata sviluppata una efficace azione di contrasto a vari fenomeni di evasione, di elusione o di frode significativi per la loro diffusione o rilevanza economica. Sintomatico della validità dei controlli svolti è anche il consistente aumento (che continua a registrarsi nei primi mesi del 2008) dei contribuenti che scelgono di definire in via amministrativa la loro posizione rinunciando al contenzioso".
Il 2007 batte il 2006 in termini di efficienza ed efficacia dei controlli
L'anno appena trascorso è stato caratterizzato da un accurata attività di selezione delle posizioni da controllare con una particolare attenzione a coloro che dichiarano perdite, che evidenziano anomali crediti Iva, che non sono allineati agli studi di settore e soprattutto ai soggetti di grandi dimensioni, per i quali si registra un aumento delle verifiche pari al 75,5% e al settore immobiliare con 792 milioni di maggiore imposta accertata.
Nel complesso sono stati 494.438 gli atti di accertamento relativi ad imposte dirette, Iva e Irap - con un incremento del 17,7% rispetto all'anno precedente - che hanno portato ad una maggiore imposta accertata di 14,5 miliardi di euro, con un aumento sul 2006 del 10,5 per cento. Significativo inoltre il dato riguardante gli accertamenti chiusi con adesione o acquiescenza che crescono del 47% per una maggiore imposta accertata di 927 milioni di euro, il 43% in più rispetto al 2006.
Ottimi risultati anche dal punto di vista degli incassi a seguito dell'attività di accertamento che sono cresciuti del 46%, passando dai 4,36 miliardi del 2006 ai 6,37 miliardi del 2007. Poco più della metà - 3,22 miliardi - arrivano da versamenti diretti per i quali c'è stato un incremento del 22 per cento; 3,15 miliardi provengono da ruoli per i quali c'è stato un decisivo incremento pari all'82 per cento.
I settori determinanti
Percentuali di crescita estremamente positive si registrano in diverse aree di controllo: dalle compravendite immobiliari alle indagine finanziarie, dai soggetti di grandi dimensioni alle società che si dichiarano in perdita.
Sui soggetti di grandi dimensioni, cioè con volume d'affari superiore a 25,8 milioni di euro, sono stati eseguiti oltre mille controlli mirati, + 75,5% rispetto al 2006, con una crescita del maggiore imponibile contestato nell'ambito delle imposte dirette, che è passato da 1 a 4,3 miliardi di euro, con un incremento del 314 per cento. Impennata anche sul versante Irap, dove il maggiore imponibile passa da 776 milioni a 2,5 miliardi, segnando un incremento del 222 per cento.
Bene anche sul fronte delle verifiche a soggetti con volume d'affari fino a 25,8 milioni di euro, che sono state oltre 10mila, con un maggiore imponibile Irap in crescita del 27,2% e imposte dirette del 19,7 per cento. In controtendenza invece il dato relativo alla maggiore imposta constatata Iva, che scende da 1,8 miliardi di euro a 541 milioni, con una flessione percentuale del 76,8 per cento. Va precisato che il dato non tiene conto di un'operazione a seguito della quale sono stati verbalizzati oltre 31,4 miliardi di credito Iva non spettante e 157,2 miliardi di fatture inesistenti. E sempre a proposito di Iva, ammonta a circa 2,4 miliardi di euro, fra minori crediti accertati e maggiore imposta contestata, l'Iva recuperata mediante controlli nei confronti di soggetti con crediti Iva esposti in dichiarazione.
Ottime performance, poi, nel campo della compravendita e intermediazione immobiliare, in cui il numero degli accertamenti cresce nel 2007 del 39 per cento; la maggiore imposta accertata cresce del 217% per un importo di 792 milioni di euro e quella definita per adesione o acquiescenza del 93 per cento. Salta all'occhio in quest'ambito la maggiore efficacia dell'azione di controllo: sia nel settore delle costruzioni edili che in quello della compravendita e intermediazione, la lievitazione della maggiore imposta accertata è esponenziale rispetto all'aumento del numero degli accertamenti.
Anche le indagini finanziarie a supporto dell'attività di accertamento hanno portato a risultati molto rilevanti. In seguito alle modifiche che hanno riguardato l'anagrafe dei conti correnti il numero degli accertamenti ordinari di iniziativa dell'Agenzia supportati da indagini finanziarie è cresciuto del 174% nel 2007, su un totale di 5.135 controlli ben 4.738 hanno dato esito positivo accertando maggiori imposte per 503 milioni di euro, oltre il doppio del risultato del 2006.
Per quanto riguarda gli accertamenti eseguiti nei confronti di soggetti con ricavi dichiarati minori di 5.169.589 per i quali è in vigore uno studio di settore, su di un totale di oltre 84mila accertamenti si registra una maggiore imposta accertata media di 23mila euro e una totale pari a 2 miliardi. Nello specifico va segnalata la notevole differenza nella maggiore imposta accertata media, a fronte di un numero di accertamenti simile, tra i contribuenti per i quali il controllo è stato effettuato sulla base dell'applicazione delle risultanze degli studi di settore, ed i contribuenti per i quali il controllo è stato effettuato senza l'applicazione delle risultanze degli studi di settore, rispettivamente 3mila e 42mila euro.
Sui contribuenti che hanno dichiarato una perdita sono stati effettuate oltre 10mila azioni di controllo in materia di imposte dirette da parte dell'Agenzia grazie alle quali è stata accertata una minore perdita pari a 2,9 miliardi di euro a fronte di una perdita dichiarata pari a 7,7 miliardi, dimostrando così che il 38% delle perdite dichiarate è fittizio.
Senza soluzione di continuità il successo dell'attività di prevenzione e contrasto all'evasione
Altrettanto positivi i risultati dell'attività di prevenzione e contrasto all'evasione per il primo quadrimestre del 2008. Il dato parziale sugli incassi di quest'anno, 800 milioni di euro pari ad un +24% rispetto al primo quadrimestre del 2007, conferma il trend degli ultimi anni che vede aumentare i versamenti diretti e le iscrizioni a ruolo relative alle attività di accertamento.
I primi dati su accertamenti ordinari, accertamenti su studi di settore e parametri, accertamenti parziali automatizzati, segnano risultati simili o leggermente inferiori a quelli dei primi quattro mesi dello scorso anno. Diminuiscono gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali che passano dai circa 38mila ai circa 24mila dei primi quattro mesi del 2008. Segna una forte crescita il numero delle verifiche nei confronti dei soggetti di grandi dimensioni che passano dalle 185 eseguite da gennaio ad aprile 2007, alle 253 dei primi quattro mesi di quest'anno. L'azione di verifica dell'Agenzia ha permesso di rilevare una maggiore imposta Iva di 45 milioni di euro, un maggiore imponibile per le imposte dirette di 1,3 miliardi di euro, ed un maggiore imponibile Irap di 345 milioni di euro. Ottimi risultati sul fronte della scelta dei contribuenti di aderire agli strumenti deflativi: la maggiore imposta accertata proveniente da accertamenti definiti con adesione e acquiescenza sale infatti del 66,4 per cento.
Il 2007, come afferma Villiam Rossi, direttore centrale Accertamento, "è stato un anno che ha prodotto ottimi risultati grazie all'impegno e alla professionalità dei nostri funzionari e al fattivo contributo della Guardia di Finanza. Nello scorso anno siamo riusciti a soddisfare la duplice esigenza di aumentare il numero dei controlli eseguiti e di migliorarne la qualità e la proficuità, con risultati positivi in termini sia di incassi diretti che di effetto deterrenza. In particolare, è stata sviluppata una efficace azione di contrasto a vari fenomeni di evasione, di elusione o di frode significativi per la loro diffusione o rilevanza economica. Sintomatico della validità dei controlli svolti è anche il consistente aumento (che continua a registrarsi nei primi mesi del 2008) dei contribuenti che scelgono di definire in via amministrativa la loro posizione rinunciando al contenzioso".
Il 2007 batte il 2006 in termini di efficienza ed efficacia dei controlli
L'anno appena trascorso è stato caratterizzato da un accurata attività di selezione delle posizioni da controllare con una particolare attenzione a coloro che dichiarano perdite, che evidenziano anomali crediti Iva, che non sono allineati agli studi di settore e soprattutto ai soggetti di grandi dimensioni, per i quali si registra un aumento delle verifiche pari al 75,5% e al settore immobiliare con 792 milioni di maggiore imposta accertata.
Nel complesso sono stati 494.438 gli atti di accertamento relativi ad imposte dirette, Iva e Irap - con un incremento del 17,7% rispetto all'anno precedente - che hanno portato ad una maggiore imposta accertata di 14,5 miliardi di euro, con un aumento sul 2006 del 10,5 per cento. Significativo inoltre il dato riguardante gli accertamenti chiusi con adesione o acquiescenza che crescono del 47% per una maggiore imposta accertata di 927 milioni di euro, il 43% in più rispetto al 2006.
Ottimi risultati anche dal punto di vista degli incassi a seguito dell'attività di accertamento che sono cresciuti del 46%, passando dai 4,36 miliardi del 2006 ai 6,37 miliardi del 2007. Poco più della metà - 3,22 miliardi - arrivano da versamenti diretti per i quali c'è stato un incremento del 22 per cento; 3,15 miliardi provengono da ruoli per i quali c'è stato un decisivo incremento pari all'82 per cento.
I settori determinanti
Percentuali di crescita estremamente positive si registrano in diverse aree di controllo: dalle compravendite immobiliari alle indagine finanziarie, dai soggetti di grandi dimensioni alle società che si dichiarano in perdita.
Sui soggetti di grandi dimensioni, cioè con volume d'affari superiore a 25,8 milioni di euro, sono stati eseguiti oltre mille controlli mirati, + 75,5% rispetto al 2006, con una crescita del maggiore imponibile contestato nell'ambito delle imposte dirette, che è passato da 1 a 4,3 miliardi di euro, con un incremento del 314 per cento. Impennata anche sul versante Irap, dove il maggiore imponibile passa da 776 milioni a 2,5 miliardi, segnando un incremento del 222 per cento.
Bene anche sul fronte delle verifiche a soggetti con volume d'affari fino a 25,8 milioni di euro, che sono state oltre 10mila, con un maggiore imponibile Irap in crescita del 27,2% e imposte dirette del 19,7 per cento. In controtendenza invece il dato relativo alla maggiore imposta constatata Iva, che scende da 1,8 miliardi di euro a 541 milioni, con una flessione percentuale del 76,8 per cento. Va precisato che il dato non tiene conto di un'operazione a seguito della quale sono stati verbalizzati oltre 31,4 miliardi di credito Iva non spettante e 157,2 miliardi di fatture inesistenti. E sempre a proposito di Iva, ammonta a circa 2,4 miliardi di euro, fra minori crediti accertati e maggiore imposta contestata, l'Iva recuperata mediante controlli nei confronti di soggetti con crediti Iva esposti in dichiarazione.
Ottime performance, poi, nel campo della compravendita e intermediazione immobiliare, in cui il numero degli accertamenti cresce nel 2007 del 39 per cento; la maggiore imposta accertata cresce del 217% per un importo di 792 milioni di euro e quella definita per adesione o acquiescenza del 93 per cento. Salta all'occhio in quest'ambito la maggiore efficacia dell'azione di controllo: sia nel settore delle costruzioni edili che in quello della compravendita e intermediazione, la lievitazione della maggiore imposta accertata è esponenziale rispetto all'aumento del numero degli accertamenti.
Anche le indagini finanziarie a supporto dell'attività di accertamento hanno portato a risultati molto rilevanti. In seguito alle modifiche che hanno riguardato l'anagrafe dei conti correnti il numero degli accertamenti ordinari di iniziativa dell'Agenzia supportati da indagini finanziarie è cresciuto del 174% nel 2007, su un totale di 5.135 controlli ben 4.738 hanno dato esito positivo accertando maggiori imposte per 503 milioni di euro, oltre il doppio del risultato del 2006.
Per quanto riguarda gli accertamenti eseguiti nei confronti di soggetti con ricavi dichiarati minori di 5.169.589 per i quali è in vigore uno studio di settore, su di un totale di oltre 84mila accertamenti si registra una maggiore imposta accertata media di 23mila euro e una totale pari a 2 miliardi. Nello specifico va segnalata la notevole differenza nella maggiore imposta accertata media, a fronte di un numero di accertamenti simile, tra i contribuenti per i quali il controllo è stato effettuato sulla base dell'applicazione delle risultanze degli studi di settore, ed i contribuenti per i quali il controllo è stato effettuato senza l'applicazione delle risultanze degli studi di settore, rispettivamente 3mila e 42mila euro.
Sui contribuenti che hanno dichiarato una perdita sono stati effettuate oltre 10mila azioni di controllo in materia di imposte dirette da parte dell'Agenzia grazie alle quali è stata accertata una minore perdita pari a 2,9 miliardi di euro a fronte di una perdita dichiarata pari a 7,7 miliardi, dimostrando così che il 38% delle perdite dichiarate è fittizio.
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I primi dati su accertamenti ordinari, accertamenti su studi di settore e parametri, accertamenti parziali automatizzati, segnano risultati simili o leggermente inferiori a quelli dei primi quattro mesi dello scorso anno. Diminuiscono gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali che passano dai circa 38mila ai circa 24mila dei primi quattro mesi del 2008. Segna una forte crescita il numero delle verifiche nei confronti dei soggetti di grandi dimensioni che passano dalle 185 eseguite da gennaio ad aprile 2007, alle 253 dei primi quattro mesi di quest'anno. L'azione di verifica dell'Agenzia ha permesso di rilevare una maggiore imposta Iva di 45 milioni di euro, un maggiore imponibile per le imposte dirette di 1,3 miliardi di euro, ed un maggiore imponibile Irap di 345 milioni di euro. Ottimi risultati sul fronte della scelta dei contribuenti di aderire agli strumenti deflativi: la maggiore imposta accertata proveniente da accertamenti definiti con adesione e acquiescenza sale infatti del 66,4 per cento.
Mattia Bartolini
Valeria Ibello
Alessandro Mastrobattista
pubblicato Giovedì 29 Maggio 2008
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