Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 10:01
Attualità
Infrazioni e contenzioso Ue, Italia sempre più virtuosa
A rilevarlo è l'Internal Market Scoreboard presentato dalla Commissione europea e relativo all'ultimo semestre 2008
In particolare, secondo il Rapporto dell'esecutivo Ue, il Belpaese ha contenuto il numero di infrazioni e figura tra i dieci Stati con il miglior risultato nell'attuazione delle direttive comunitarie in tema di mercato interno. Una riduzione significativa rispetto al 2007.
Rapporto Colaf tra analisi presente e strategie future
Olaf recuperati 203 milioni di euro frodati al bilancio Ue L'Italia nell'ultimo semestre ha contenuto il numero di infrazioni e figura tra i dieci Paesi che, secondo i dati che emergono dall'Internal Market Scoreboard (quadro di valutazione del mercato interno) presentato dalla Commissione europea, nell'ultimo semestre hanno ottenuto il miglior risultato nell'attuazione delle direttive Ue in tema di mercato interno. Dal Rapporto risulta, in particolare, che in media soltanto l'1 per cento delle direttive del mercato interno il cui termine di attuazione è scaduto non sono state ancora recepite nel diritto nazionale (a fronte dell'1,2 per cento nel dicembre 2007). Il risultato fa ben sperare nella crescita di virtuosità dal momento che risponde pienamente all'obiettivo, già raggiunto, che l'Ue si era posta di raggiungere entro il 2009.
Dati migliori ma procedure sempre elevate
I dati confortanti non debbono far dimenticare, tuttavia, che l'Italia resta il Paese con più procedure d’infrazione nel mercato interno (176, come evidenziato nello schema di seguito riportato, rispetto ai 181 d’inizio giugno) ma con gli11 procedimenti ridotti, il nostro Paese guida la lista dei 15 Stati che hanno ridotto il numero di casi aperti. Il risultato esprime l'impegno del nostro Paese nell’avanzare in pole position nella classifica dello Scoreboard dal momento che i 176 casi aperti (mercato interno e altri settori per complessive venti aree tematiche) rappresentano la quota più bassa mai raggiunta negli ultimi anni. Il miglioramento del nostro Paese nella riduzione delle infrazioni e del contenzioso comunitario nel corso dell'ultimo anno è sempre più significativa se soltanto si considera che i casi aperti a luglio 2007 erano 213 e 245 solo nel maggio 2007. Il trend positivo diverrà più sensibile nel prossimo futuro in cui sono attese ulteriori archiviazioni, circa 30, per effetto della conversione in legge del cosiddetto decreto "salva-infrazioni" (decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 per l'attuazione degli obblighi comunitari).
Analisi del Rapporto nel dettaglio
Delle 176 procedure d’infrazione 150 riguardano casi di violazione del diritto comunitario (VDC) e 26 attengono a mancata trasposizione di direttive nell’ordinamento italiano (MA). Analizzando nel dettaglio il Rapporto si constata che le norme ambientali sono sempre quelle all'origine del maggior numero di procedimenti (23 per cento), seguite da quelle in materia di fiscalità e unione doganale (18 per cento) mentre resta l'ambiente il settore capofila con 50 infrazioni, seguito da fiscalità e dogane con 22 e appalti con 20. Si riportano di seguito i dati pubblicati dall'Internal Market Scoreboard:
Suddivisione delle procedure per stadio

(*) La messa in mora complementare e il parere motivato complementare sono gli atti con i quali, nell'ambito di una stessa procedura d’infrazione, si individuano nuovi profili di violazione del diritto comunitario.
Suddivisione delle procedure per settore
In particolare, secondo il Rapporto dell'esecutivo Ue, il Belpaese ha contenuto il numero di infrazioni e figura tra i dieci Stati con il miglior risultato nell'attuazione delle direttive comunitarie in tema di mercato interno. Una riduzione significativa rispetto al 2007.Rapporto Colaf tra analisi presente e strategie future
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Dati migliori ma procedure sempre elevate
I dati confortanti non debbono far dimenticare, tuttavia, che l'Italia resta il Paese con più procedure d’infrazione nel mercato interno (176, come evidenziato nello schema di seguito riportato, rispetto ai 181 d’inizio giugno) ma con gli11 procedimenti ridotti, il nostro Paese guida la lista dei 15 Stati che hanno ridotto il numero di casi aperti. Il risultato esprime l'impegno del nostro Paese nell’avanzare in pole position nella classifica dello Scoreboard dal momento che i 176 casi aperti (mercato interno e altri settori per complessive venti aree tematiche) rappresentano la quota più bassa mai raggiunta negli ultimi anni. Il miglioramento del nostro Paese nella riduzione delle infrazioni e del contenzioso comunitario nel corso dell'ultimo anno è sempre più significativa se soltanto si considera che i casi aperti a luglio 2007 erano 213 e 245 solo nel maggio 2007. Il trend positivo diverrà più sensibile nel prossimo futuro in cui sono attese ulteriori archiviazioni, circa 30, per effetto della conversione in legge del cosiddetto decreto "salva-infrazioni" (decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 per l'attuazione degli obblighi comunitari).
Analisi del Rapporto nel dettaglio
Delle 176 procedure d’infrazione 150 riguardano casi di violazione del diritto comunitario (VDC) e 26 attengono a mancata trasposizione di direttive nell’ordinamento italiano (MA). Analizzando nel dettaglio il Rapporto si constata che le norme ambientali sono sempre quelle all'origine del maggior numero di procedimenti (23 per cento), seguite da quelle in materia di fiscalità e unione doganale (18 per cento) mentre resta l'ambiente il settore capofila con 50 infrazioni, seguito da fiscalità e dogane con 22 e appalti con 20. Si riportano di seguito i dati pubblicati dall'Internal Market Scoreboard:
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(*) La messa in mora complementare e il parere motivato complementare sono gli atti con i quali, nell'ambito di una stessa procedura d’infrazione, si individuano nuovi profili di violazione del diritto comunitario.
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Antonina Giordano
pubblicato Mercoledì 10 Settembre 2008
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