Attualità
La disciplina delle società non operative (2)
Tra le novità introdotte dalla Finanziaria, l'individuazione, anche ai fini Irap, di un valore minimo imponibile
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Determinazione del valore effettivo
Il valore effettivo, necessario ai fini del confronto con il valore presunto, si ottiene attraverso una media triennale dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi, risultanti dal conto economico.
In generale, per i ricavi occorre considerare i valori indicati alle voci A1 e A5 del conto economico, mentre per gli incrementi di rimanenze occorre sommare le variazioni positive delle voci A2, A3 e B11 del medesimo conto economico.

Nella determinazione del valore effettivo, il contribuente non dovrà considerare le componenti straordinarie di reddito. Ciò trova giustificazione nel fatto che solo la gestione caratteristica dell'impresa e le sue componenti ordinarie riescono a fornire un quadro attendibile sull'operatività o meno della società.
Determinato il valore effettivo, lo stesso dovrà essere confrontato con il valore presunto: la società è considerata non operativa qualora il valore effettivo risulti inferiore rispetto a quello presunto.

Un esempio pratico di test operativo
A titolo esemplificativo, si ipotizzi una società che, nei periodi d'imposta 2004, 2005 e 2006, presenti la seguente situazione.

Beni
Valore 2004
Valore 2005
Valore 2006
Media di riferimento
Partecipazioni
100.000
50.000
150.000
100.000
Immobili diversi
da A/10 e navi
200.000
250.000
210.000
220.000
Altre immobilizzazioni
50.000
30.000
70.000
50.000


Il primo passaggio consiste nel determinare i singoli ricavi presunti riferibili ai tre comparti, applicando le percentuali, previste dal comma 1 dell'articolo 30, ai valori medi dei tre comparti.

Beni
Media
Percentuale
Ricavi presunti
Partecipazioni
100.000
2
2.000
Immobili diversi da A/10 e navi
220.000
6
13.200
Altre immobilizzazioni
50.000
15
7.500
 
 
 
22.700


Il valore presunto sarà dato dalla somma dei singoli ricavi presunti (2.000 + 13.200 + 7.500). Qualora la società dichiari un valore effettivo (media dei ricavi, proventi e incrementi di rimanenze nei periodi d'imposta 2004, 2005, 2006) inferiore rispetto al valore presunto (22.700), la stessa sarà considerata non operativa.

Le conseguenze della non operatività
La società considerata non operativa è assoggetta alla disciplina prevista nei commi 3, 3-bis e 4 dell'articolo 30, riguardanti, rispettivamente, le imposte sui redditi, l'Irap e l'Iva.

Imposte sui redditi: determinazione del reddito minimo
La prima conseguenza della non operatività consiste nell'obbligo di dichiarare un reddito non inferiore a quello minimo, previsto nel comma 3 dell'articolo 30 in commento.

Per determinare il reddito minimo il contribuente dovrà:
  1. individuare, per ciascun comparto, il valore dell'esercizio per il quale si sta verificando la condizione di operatività
  2. applicare a ciascun valore del comparto le percentuali dell'1,50 per cento (titoli e assimilati), del 4,75 per cento (immobili) e del 12 per cento (altre immobilizzazioni) (1)
  3. sommare i singoli valori.

Riprendendo i valori dell'esempio precedente, la società non operativa dovrà determinare il suo reddito minimo presunto nel seguente modo.

Beni
Valore 2006
Percentuale
Reddito minimo
Partecipazioni
150.000
1,75
2.250
Immobili diversi da A/10 e navi
210.000
4,75
9.975
Altre immobilizzazioni
70.000
12
8.400
 
 
 
20.625


Il reddito minimo che la società dovrà dichiarare per adeguarsi alla disciplina sarà pari a 20.625 euro.

Nell'ipotesi in cui la società non operativa fruisca di agevolazioni fiscali, le stesse, ha chiarito la circolare n. 25/E del 4 maggio, assumono rilevanza anche nella determinazione del reddito minimo.
Così, qualora le agevolazioni fiscali siano pari a 3mila euro, nell'esempio sopra considerato, il reddito minimo da dichiarare sarà pari a 17.625 (20.625 - 3.000).

Altra importante conseguenza della non operatività è prevista nel comma 3 dell'articolo 30, e riguarda la limitazione prevista per le perdite degli esercizi precedenti: tali perdite, infatti, possono essere computate in diminuzione soltanto della parte di reddito eccedente quello minimo.
Nell'esempio sopra considerato, la società deve dichiarare un reddito minimo pari a 20.625. Eventuali perdite precedenti possono far diminuire il reddito dichiarato fino al limite del reddito minimo. Ad esempio, se la società dichiara un reddito pari a 22.625 e possiede delle perdite precedenti pari a 5mila, la stessa potrà utilizzare le predette perdite solo per 2mila (22.625 - 20.625), in modo da poter dichiarare il reddito minimo di 20.625.

Irap: determinazione del reddito minimo
Una delle principali novità introdotte dalla legge finanziaria 2007 riguarda la necessità, per le società non operative, di dichiarare anche ai fini Irap un valore minimo imponibile.
Tale previsione normativa è contenuta nel comma 3-bis dell'articolo 30, e consiste nel determinare un valore minimo della produzione, partendo dal reddito minimo rilevante ai fini Ires, aumentato di tutte quelle componenti che ordinariamente non sono deducibili dalla base imponibile Irap (ci si riferisce, in particolare, alle retribuzioni sostenute per il personale dipendente, ai compensi spettanti ai collaboratori coordinati e continuativi, ai compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e agli interessi passivi).

Ad esempio, si ipotizzi la società dell'esempio precedente che deve dichiarare un reddito minimo pari a 20.625. Ipotizzando in 3mila l'importo delle retribuzioni e in 1.000 l'importo degli interessi passivi, il valore minimo da dichiarare sarà pari a 24.625.
Anche in questo caso, come per le imposte sui redditi, la circolare n. 25/E del 2007 ha precisato che la società potrà continuare a beneficiare delle agevolazioni spettanti. Il valore della produzione minimo (24.625), quindi, sarà decurtato di eventuali agevolazioni spettanti ai fini Irap.

2 - continua. La terza e ultima puntata sarà pubblicata lunedì 14; la prima è su FISCOoggi di giovedì 10

NOTE:
1) Anche per la determinazione del reddito minimo, così come nel test di operatività, sono previste delle percentuali agevolate. In particolare, per gli immobili a destinazione abitativa acquisiti o rivalutati nell'esercizio e nei due precedenti si applica la percentuale ridotta del 3 per cento.

Vincenzo Cipriani
pubblicato Venerdì 11 Maggio 2007

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