Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Le Pmi tra tassazione e semplificazione degli adempimenti
Dal 17 al 19 ottobre si è svolta a Buenos Aires la seconda conferenza mondiale dell’International Tax Dialogue (Itd)
L’obiettivo è di esaminare le diverse esperienze globali riguardo ai sistemi tributari applicati alle piccole e medie imprese (Pmi). L’Itd è una iniziativa nata dalla collaborazione tra la Banca mondiale, interamericana di sviluppo, l'Fmi, l'Onu e l’Ocse. La conferenza è stata organizzata dall’Amministrazione federale delle entrate pubbliche argentina (Afip) e ha visto la partecipazione di circa 250 rappresentanti di ben 80 Paesi. L’intento è stimolare lo scambio di esperienze e informazioni in materia di fiscalità tra le diverse Amministrazioni nazionali, le organizzazioni internazionali e tutti i possibili soggetti interessati.
Il ruolo delle Pmi
È un dato diffusamente riconosciuto ed emerso nel corso dei lavori che le Pmi svolgano un ruolo importante in tutte le economie, anche considerato il fatto che esse rappresentano tra il 90 e il 95 per cento della popolazione imprenditoriale mondiale. Creazione di impiego, dinamicità e spirito di innovazione sono le caratteristiche principali dell’universo Pmi, capace inoltre di adeguarsi con facilità a contesti diversi e complessi.
La tassazione delle Pmi
Negli ultimi quindici anni, sia nei Paesi sviluppati che in quelli emergenti, il ragionamento di partenza del processo di gestione e modernizzazione dell’Amministrazione tributaria è stato di concentrarsi sul settore che genera maggiori entrate, vale a dire quello dei cosiddetti grandi contribuenti che, anche se numericamente inferiori alle Pmi, rappresentano la stragrande maggioranza delle entrate fiscali in ogni Paese. Il rischio tuttavia è di non riconoscere adeguata attenzione alla tassazione delle Pmi, generando distorsioni concorrenziali per l’applicazione diseguale della normativa tributaria e favorendo l’evasione attraverso la scissione artificiale delle imprese. Se il ragionamento iniziale nei confronti dei grandi contribuenti rimane valido, bisogna tuttavia riconoscere alle Pmi, e i lavori di questo meeting lo hanno dimostrato, la loro funzione cruciale nell’alimentare l’innovazione, l’impiego e la crescita economica, soprattutto nel settore dei servizi, sempre più importante in tutte le economie. Inoltre, come ha sottolineato Pier Carlo Padoan, vicesegretario dell’Ocse: "La tassazione delle Pmi non è semplicemente una questione di riscossione delle entrate pubbliche: l’imparzialità e l’uguaglianza delle regole del gioco sono supreme".
Il rapporto con i sistemi tributari
I sistemi tributari assumono quindi un ruolo di rilevante importanza per favorire la crescita, gli investimenti, l’innovazione e facilitare di conseguenza il commercio internazionale e la mobilità. Puntare ad alleggerire i carichi derivanti dai costi di assolvimento, deve essere una priorità e una sfida delle amministrazioni fiscali. I servizi offerti telematicamente ormai da tutti i Paesi avanzati, ma non solo, si muovono in questa direzione e hanno prodotto notevoli risultati. La semplificazione dei pagamenti e delle presentazioni delle dichiarazioni rappresentano dei fattori determinanti per la riduzione di questi costi e molti Paesi stanno creando sportelli integrati che permettono alle imprese di muoversi con maggiore facilità nei meandri degli obblighi tributari e ricevere supporto e tutoraggio sin dall’inizio della propria attività. L’economia informale rappresenta un problema e un rischio per la maggior parte dei Paesi. Anche se le definizioni spesso cambiano (si parla di sommerso, economia grigia, nera, nascosta, ombra, ecc.) si fa sempre riferimento all’economia informale, vale a dire al di fuori dell’ambito legale, e le Pmi, proprio per le caratteristiche che le contraddistinguono, si trovano spesso a operare in tale contesto. Ciò può portare le imprese ad avere un limitato accesso alle opportunità (legali) di sviluppo ma allo stesso tempo può favorire tutta una serie di vantaggi competitivi ingiusti rispetto a chi assolve i propri obblighi. La semplicità e l’imparzialità sono la chiave per risolvere e far emergere il problema, dato che è ormai assodato quanto i sistemi tributari complicati comportino un alto livello di informalità e evasione, incluso ad aliquote basse.
Regime speciale o no
Un altro problema fortemente dibattuto è stato quello della necessità o meno di adottare regimi speciali a favore delle Pmi. Un giusto sistema tributario e la relativa amministrazione, devono favorire lo sviluppo nel settore delle Pmi e ridurre il peso dell’economia sommersa evitando che vengano meno gli incentivi per l’avvio e la crescita delle attività e garantendo un trattamento fiscale semplice e giusto. Quello dei regimi speciali è risultato comunque uno degli aspetti più eterogenei di tutta la conferenza. In alcuni Paesi vengono utilizzati parametri oggettivi, mentre in altri si ritiene che questi possano provocare distorsioni. Da un lato, ci sono Amministrazioni che inseriscono le Pmi all’interno del sistema generale mentre altre utilizzano le entrate lorde per realizzare regimi semplificati.
Gli argomenti dell’incontro
Durante la tre giorni di lavori, sono state presentate diverse relazioni su dei temi specifici attinenti al mondo della tassazione delle Pmi, tra i quali si evidenziano: i regimi speciali e le soglie Iva, le strategie di amministrazione fiscale, le metodologie per la riduzione dell’economie informali, gli ostacoli e le distorsioni fiscali allo sviluppo e crescita delle Pmi, le strategia di controllo e verifiche, i servizi al contribuente e le attività di educazione, i metodi presuntivi di imposizione. In quest’ultimo contesto è stata anche illustrata l’esperienza italiana degli studi di settore, strumento utile a migliorare l’efficacia degli accertamenti, soprattutto di fronte a un elevato numero di Pmi, e fungere sia da deterrente contro l’evasione fiscale sia da incentivo all’assolvimento spontaneo degli obblighi tributari.
Piccoli grandi contribuenti crescono
L’amministratore dell’Afip, Alberto Abad, ha chiuso i lavori della conferenza parlando delle Pmi come di un mondo "eterogeneo, di massa, informale e innovatore, a cui non è possibile offrire delle risposte uniche, perché, in quanto costruzioni sociali, le Pmi richiedono trattamenti specifici a seconda del contesto sociale nel quale sono inserite". Tuttavia rappresentano l’investimento economico e sociale di un Paese e le Amministrazioni tributarie devono essere in grado di fornire loro assistenza continua e accompagnarle nella loro crescita, per un futuro da grandi contribuenti.
Il ruolo delle Pmi
È un dato diffusamente riconosciuto ed emerso nel corso dei lavori che le Pmi svolgano un ruolo importante in tutte le economie, anche considerato il fatto che esse rappresentano tra il 90 e il 95 per cento della popolazione imprenditoriale mondiale. Creazione di impiego, dinamicità e spirito di innovazione sono le caratteristiche principali dell’universo Pmi, capace inoltre di adeguarsi con facilità a contesti diversi e complessi.
La tassazione delle Pmi
Negli ultimi quindici anni, sia nei Paesi sviluppati che in quelli emergenti, il ragionamento di partenza del processo di gestione e modernizzazione dell’Amministrazione tributaria è stato di concentrarsi sul settore che genera maggiori entrate, vale a dire quello dei cosiddetti grandi contribuenti che, anche se numericamente inferiori alle Pmi, rappresentano la stragrande maggioranza delle entrate fiscali in ogni Paese. Il rischio tuttavia è di non riconoscere adeguata attenzione alla tassazione delle Pmi, generando distorsioni concorrenziali per l’applicazione diseguale della normativa tributaria e favorendo l’evasione attraverso la scissione artificiale delle imprese. Se il ragionamento iniziale nei confronti dei grandi contribuenti rimane valido, bisogna tuttavia riconoscere alle Pmi, e i lavori di questo meeting lo hanno dimostrato, la loro funzione cruciale nell’alimentare l’innovazione, l’impiego e la crescita economica, soprattutto nel settore dei servizi, sempre più importante in tutte le economie. Inoltre, come ha sottolineato Pier Carlo Padoan, vicesegretario dell’Ocse: "La tassazione delle Pmi non è semplicemente una questione di riscossione delle entrate pubbliche: l’imparzialità e l’uguaglianza delle regole del gioco sono supreme".
Il rapporto con i sistemi tributari
I sistemi tributari assumono quindi un ruolo di rilevante importanza per favorire la crescita, gli investimenti, l’innovazione e facilitare di conseguenza il commercio internazionale e la mobilità. Puntare ad alleggerire i carichi derivanti dai costi di assolvimento, deve essere una priorità e una sfida delle amministrazioni fiscali. I servizi offerti telematicamente ormai da tutti i Paesi avanzati, ma non solo, si muovono in questa direzione e hanno prodotto notevoli risultati. La semplificazione dei pagamenti e delle presentazioni delle dichiarazioni rappresentano dei fattori determinanti per la riduzione di questi costi e molti Paesi stanno creando sportelli integrati che permettono alle imprese di muoversi con maggiore facilità nei meandri degli obblighi tributari e ricevere supporto e tutoraggio sin dall’inizio della propria attività. L’economia informale rappresenta un problema e un rischio per la maggior parte dei Paesi. Anche se le definizioni spesso cambiano (si parla di sommerso, economia grigia, nera, nascosta, ombra, ecc.) si fa sempre riferimento all’economia informale, vale a dire al di fuori dell’ambito legale, e le Pmi, proprio per le caratteristiche che le contraddistinguono, si trovano spesso a operare in tale contesto. Ciò può portare le imprese ad avere un limitato accesso alle opportunità (legali) di sviluppo ma allo stesso tempo può favorire tutta una serie di vantaggi competitivi ingiusti rispetto a chi assolve i propri obblighi. La semplicità e l’imparzialità sono la chiave per risolvere e far emergere il problema, dato che è ormai assodato quanto i sistemi tributari complicati comportino un alto livello di informalità e evasione, incluso ad aliquote basse.
Regime speciale o no
Un altro problema fortemente dibattuto è stato quello della necessità o meno di adottare regimi speciali a favore delle Pmi. Un giusto sistema tributario e la relativa amministrazione, devono favorire lo sviluppo nel settore delle Pmi e ridurre il peso dell’economia sommersa evitando che vengano meno gli incentivi per l’avvio e la crescita delle attività e garantendo un trattamento fiscale semplice e giusto. Quello dei regimi speciali è risultato comunque uno degli aspetti più eterogenei di tutta la conferenza. In alcuni Paesi vengono utilizzati parametri oggettivi, mentre in altri si ritiene che questi possano provocare distorsioni. Da un lato, ci sono Amministrazioni che inseriscono le Pmi all’interno del sistema generale mentre altre utilizzano le entrate lorde per realizzare regimi semplificati.
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Durante la tre giorni di lavori, sono state presentate diverse relazioni su dei temi specifici attinenti al mondo della tassazione delle Pmi, tra i quali si evidenziano: i regimi speciali e le soglie Iva, le strategie di amministrazione fiscale, le metodologie per la riduzione dell’economie informali, gli ostacoli e le distorsioni fiscali allo sviluppo e crescita delle Pmi, le strategia di controllo e verifiche, i servizi al contribuente e le attività di educazione, i metodi presuntivi di imposizione. In quest’ultimo contesto è stata anche illustrata l’esperienza italiana degli studi di settore, strumento utile a migliorare l’efficacia degli accertamenti, soprattutto di fronte a un elevato numero di Pmi, e fungere sia da deterrente contro l’evasione fiscale sia da incentivo all’assolvimento spontaneo degli obblighi tributari.
Piccoli grandi contribuenti crescono
L’amministratore dell’Afip, Alberto Abad, ha chiuso i lavori della conferenza parlando delle Pmi come di un mondo "eterogeneo, di massa, informale e innovatore, a cui non è possibile offrire delle risposte uniche, perché, in quanto costruzioni sociali, le Pmi richiedono trattamenti specifici a seconda del contesto sociale nel quale sono inserite". Tuttavia rappresentano l’investimento economico e sociale di un Paese e le Amministrazioni tributarie devono essere in grado di fornire loro assistenza continua e accompagnarle nella loro crescita, per un futuro da grandi contribuenti.
Alessandro Lentini
pubblicato Sabato 27 Ottobre 2007
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