Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Liechtenstein: in arrivo nuova lista con 2000 nomi
Non si arresta la saga finanziaria . I giudici di Rostock, nella Germania settentrionale, hanno in mano altri dati sull’evasione fiscale in salsa offshore
Alla lista dei 700 contribuenti oggetto di attento esame dal febbraio dell’anno in corso da parte delle Amministrazioni fiscali di diversi Paesi, si aggiungono ora ulteriori 1850 nominativi emersi dall’inchiesta di Rostock originata indirettamente dalla frode iniziale riguardante la LGT Bank ma che vede al centro un’altra banca, la più longeva del Principato, la LLB, vittima di estorsione. La saga finanziaria made-in Liechtenstein non accenna ad arrestarsi, come del resto le grandi storie richiedono. Al contrario, è proprio di questi giorni la rivelazione, fatta dai giudici di Rostock, nella Germania settentrionale, dell’arrivo sui loro desk e sui loro Pc di ulteriori dati, riferimenti e coordinate riguardanti l’evasione fiscale in salsa offshore praticata, e i canali ossequiosamente utilizzati, da circa 2000 contribuenti, 1.850 per l’esattezza, che negli anni passati, a partire dal 2005, si sono serviti dell’expertise fiscal-finanziario offerto dal Liechtenstein e dalle banche che vi operano per sottrarre agli erari nazionali, in particolare quello federale tedesco, centinaia di milioni di euro in tasse e tributi
Ora tocca alla LLB – Al centro dello scandalo questa volta non è la LGT Bank, di cui oramai si conoscono anche le fessure più complesse, ma la Liechtenstein Landesbank o LLB. Si tratta dell’istituto finanziario più antico e più longevo tra quelli ospitati all’interno della giurisdizione del Principato. A testimoniarlo, simbolicamente, non è la storia, dato che è sufficiente trascorrere alcuni minuti tra le pagine e le pieghe del suo bilancio e dei suoi rendiconto annuali per acquisirne consapevolezza. La LLB gestisce infatti un tesoro di circa 37miliardi di euro, in gran parte provenienti da fonti e territori distanti dal Liechtenstein.
Evasione fiscale, l’offshore non tramonta mai - La querelle giudiziaria che la vede implicata riguarda un ricatto che i responsabili dell’istituto finanziario sostengono d’aver subito da tre soggetti “ben informati dei fatti”. Infatti, Michael F., Jens P. e Michael A.,dopo aver ottenuto da un quarto uomo non ancora ben identificato i dati riguardanti all’incirca 2000 soggetti intenti ad evadere il fisco domestico servendosi dei galleggianti contabili offerti dalla LLB, non hanno lasciato passare nemmeno 1 minuto prima di risolversi a bussare subito alla porta della Banca chiedendo uno scambio del tipo: in cambio della restituzione dei nomi e dei conti segreti e riservati di 1850 vostri assidui e soddisfatti clienti ci occorrono 13milioni di euro, che voi della banca provvederete a depositare nelle nostre tasche. Uno scambio interessante, appartenente alla nuova generazione dei transiti finanziari in voga dallo scoppiare della saga del Liechtenstein e che sembra aver preso piede in modo piuttosto deciso.
Sotto la lente degli investigatori i nomi degli evasori – E’ a questo punto che i giudici di Rostock, che nel frattempo hanno provveduto a porre in arresto il trio, hanno però con puntiglio ripetuto ai tre che un gesto apprezzato sarebbe stato di porre a disposizione degli inquirenti e del collegio giudicante l’intera lista dei nomi oggetto della querelle con i relativi dati riservati. Azione questa puntualmente assolta dai tre indagati. E ora inizieranno nuovi nomi ad inondare l’etere, rivelando io profili e le coordinate di ricchi e facoltosi contribuenti che amano pratica lo shopping fiscal-finanziario presso l’outlet Liechtenstein.
Alla lista dei 700 contribuenti oggetto di attento esame dal febbraio dell’anno in corso da parte delle Amministrazioni fiscali di diversi Paesi, si aggiungono ora ulteriori 1850 nominativi emersi dall’inchiesta di Rostock originata indirettamente dalla frode iniziale riguardante la LGT Bank ma che vede al centro un’altra banca, la più longeva del Principato, la LLB, vittima di estorsione. La saga finanziaria made-in Liechtenstein non accenna ad arrestarsi, come del resto le grandi storie richiedono. Al contrario, è proprio di questi giorni la rivelazione, fatta dai giudici di Rostock, nella Germania settentrionale, dell’arrivo sui loro desk e sui loro Pc di ulteriori dati, riferimenti e coordinate riguardanti l’evasione fiscale in salsa offshore praticata, e i canali ossequiosamente utilizzati, da circa 2000 contribuenti, 1.850 per l’esattezza, che negli anni passati, a partire dal 2005, si sono serviti dell’expertise fiscal-finanziario offerto dal Liechtenstein e dalle banche che vi operano per sottrarre agli erari nazionali, in particolare quello federale tedesco, centinaia di milioni di euro in tasse e tributiOra tocca alla LLB – Al centro dello scandalo questa volta non è la LGT Bank, di cui oramai si conoscono anche le fessure più complesse, ma la Liechtenstein Landesbank o LLB. Si tratta dell’istituto finanziario più antico e più longevo tra quelli ospitati all’interno della giurisdizione del Principato. A testimoniarlo, simbolicamente, non è la storia, dato che è sufficiente trascorrere alcuni minuti tra le pagine e le pieghe del suo bilancio e dei suoi rendiconto annuali per acquisirne consapevolezza. La LLB gestisce infatti un tesoro di circa 37miliardi di euro, in gran parte provenienti da fonti e territori distanti dal Liechtenstein.
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Stefano Latini
pubblicato Martedì 5 Agosto 2008
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