Attualità
Liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi locali:pubblicato l'albo degli abilitati
L'elenco aggiornato consente a Province e Comuni di affidare ad altri la gestione delle attività di verifica
La pubblicazione, da parte del dipartimento per le politiche fiscali del ministero dell'Economia e delle finanze, dell'elenco degli iscritti all'albo dei soggetti preposti alle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate consentirà, in tempi brevi, la realizzazione di una serie di obiettivi che faciliteranno la funzionalità del servizio a livello locale.
Questo comporterà, per i contribuenti, una opportuna semplificazione degli adempimenti fiscali, e, per le amministrazioni coinvolte (Province e Comuni), una riduzione dei costi di riscossione, con conseguente miglioramento del servizio in termini di efficienza e di efficacia. L'obiettivo principale è quello di garantire la concreta applicazione dei principi di giustizia tributaria per il conseguimento dell'equità fiscale.

L'albo dei soggetti abilitati alla liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate di Province e Comuni, previsto dall'articolo 53, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997 e disciplinato dal decreto ministeriale n. 289 del 2000, sostituisce l'albo dei concessionari (articolo 25 e seguenti del decreto legislativo n. 507 del 1993). Le ragioni che hanno indotto alla istituzione di questo albo sono riconducibili alla potestà regolamentare riconosciuta agli enti locali, nel settore delle proprie entrate, dall'articolo 52 del Dlgs n. 446 del 1997. Inoltre, le Province e i Comuni possono decidere di scegliere tra l'affidamento a terzi delle procedure di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi e la gestione in proprio dell'attività di verifica. L'affidamento dell'incarico potrà essere espletato tramite contratti pubblici (gare, appalti concorso, ecc.) e non più con il sistema della licitazione privata come previsto dall'art. 28 del Dlgs n. 507 del 1993.

A questo proposito, è opportuno sottolineare che l'art. 52 del Dlgs n. 446/97 non impone agli enti locali un astratto e generalizzato obbligo di regolamentazione della gestione delle proprie entrate, quanto una facoltà di modificare le condizioni del servizio in atto. Questo significa che la riscossione a mezzo ruolo non rappresenta più lo strumento esclusivo di acquisizione delle risorse finanziarie. L'intervento di soggetti diversi dai tradizionali concessionari nazionali consente di far ricorso alla disciplina del regio decreto n. 639 del 14 aprile 1910 che regola l'istituto delle ordinanze-ingiunzioni emesse dai gestori dei tributi locali (combinato disposto dell'articolo 52 del Dlgs n. 466/97 e dell'articolo 2 del citato regio decreto). In questa prospettiva, il Dlgs n. 46 del 1999 sul riordino della riscossione mediante ruolo, che ha modificato le norme del Dpr n.602/73 estendendo il sistema di riscossione delle imposte sui redditi alle entrate tributarie e extratributarie degli enti pubblici, dà facoltà agli enti locali di utilizzare il ruolo come strumento di riscossione coattiva.
Infatti, Comuni e Province, in forza degli articoli 52 e 59 del Dlgs n. 446/97, hanno facoltà di deliberare l'affidamento a terzi, anche disgiuntamente, delle funzioni di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di tutte le proprie entrate (canoni, tariffe, ecc.) fra tutti quei soggetti ricompresi nell'albo di recente approvazione. Qualora l'ente locale non eserciti la facoltà di scelta nell'ambito di questi soggetti, il servizio di riscossione viene automaticamente attribuito ai concessionari del nuovo servizio nazionale di riscossione.

I concessionari della riscossione, previsti dal Dlgs n. 112 del 1999, che ha abrogato il Dpr n. 43 del 1988, potranno, sulla base dell'attuale normativa, provvedere anche alla riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali di Comuni e Province, assumere in affidamento il servizio di tesoreria di questi enti e svolgere l'attività di recupero dei crediti. Infine, anche l'amministrazione postale è abilitata al servizio di tesoreria secondo quanto indicato dall'art. 40 della legge n. 448 del 1998. Tutti i soggetti che intendano iscriversi all'albo (concessionari di cui al decreto legislativo n. 112 del 1999, società di capitali con prevalente capitale pubblico locale ex legge n. 142 del 1990, società per azioni miste a partecipazione pubblica minoritaria previste dalla legge n. 498 del 1992, aziende speciali, privati iscritti nell'albo dei soggetti abilitati) devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
- finanziari (un capitale di euro 516.457,00 per i comuni fino a 10.000 abitanti; un capitale di euro 1.549.371,00 per gli altri)
- morali (assenza di condanne per determinati reati e di pronunce di dichiarazione di fallimento, ecc.)
- tecnici (possesso di idoneo apparato organizzativo, disponibilità di idonei sistemi informativi, rispetto degli obblighi derivanti dalle leggi in materia di lavoro e di previdenza)
- professionali relativamente ai legali rappresentanti (assenze di cause di incompatibilità, possesso di titolo di studio di scuola media superiore di 2° grado o idonea esperienza professionale almeno quinquennale, età non superiore a 70 anni).

Le regole imposte dall'albo contribuiranno a imprimere un forte e decisivo impulso alla crescita della qualità e dell'economicità del servizio di riscossione attraverso una sana concorrenza tra le imprese del settore a vantaggio degli interessi pubblici dei contribuenti e delle pubbliche amministrazioni.
Argentino D'Auro
pubblicato Venerdì 13 Settembre 2002

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