Attualità
Lotta all'evasione in "comune"
Maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali nelle attività di accertamento. Tra le altre misure adesione ai pvc, studi di settore territoriali e, sul versante riscossione, stop alle garanzie per i ruoli a rate
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Scacco all'evasione con un piano in quattro mosse. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il decreto legge 112/2008, con nuovi accorgimenti nel capitolo dell'accertamento. Più controlli sugli immigrati, un piano straordinario per l'accertamento sintetico col rilancio del redditometro, contrasto alle frodi Iva, lotta alle estero-residenze fittizie. Sono queste le tattiche di controllo antievasione, rafforzate da un ruolo più strategico dei Comuni nell'attività di verifica e da un aumento della capacità operativa delle Entrate di almeno 10 punti percentuali nel triennio 2009-2011. La manovra si propone di aumentare l'efficienza dell'amministrazione finanziaria facendo leva su diversi punti di forza.

Più controlli su colf e badanti
In primis, sul fronte dell'accertamento figura l'accordo tra agenzia delle Entrate e Inps per predisporre piani di controllo sul corretto adempimento degli obblighi fiscali e contributivi degli immigrati. La sinergia si realizza sulla base di un mutuo scambio di dati in possesso dei due enti, per verificare la corretta condotta fiscale dei non residenti e dei residenti ai fini fiscali da meno di cinque anni. Le modalità per condividere le informazioni verranno stabilite con una convenzione ad hoc.

Redditometro in rialzo
Nuova linfa all'accertamento sintetico. Per il triennio 2009-2011 scatta un piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche, il cosiddetto redditometro, sulla base di elementi desunti non solo dalle informazioni presenti in anagrafe tributaria, ma anche da indagini finanziarie. Hanno priorità nella scelta delle posizioni da controllare i contribuenti che non evidenziano nella dichiarazione dei redditi alcun debito d'imposta e che, contestualmente, presentano elementi spia di capacità contributiva, a partire da beni e servizi indicati nella tabella ministeriale del 19 novembre 1992, quali barche, auto, moto, cavalli.
Nuovo impulso all'impiego del redditometro, dunque, anche con la collaborazione di Guardia di finanza e Comuni, che partecipano alla determinazione sintetica del reddito segnalando alle Entrate eventuali situazioni rilevanti di cui siano a conoscenza.

Entrate-Dogane-Gdf, un fronte contro le frodi Iva
Un presidio di Entrate, Dogane e Guardia di finanza per combattere le frodi Iva italiana e internazionale. L'operatività delle tre strutture si concentrerà nella lotta a questo fenomeno, con l'intento di perseguire quattro scopi ben dettagliati. Analizzare i fenomeni e individuare gli specifici ambiti di indagine, definire le apposite metodologie di contrasto, realizzare gli specifici piani di prevenzione e lotta alle frodi Iva, monitorare l'efficacia delle azioni messe in atto.
Il costituirsi di un presidio comune assicura un coordinamento operativo che accelera anche l'iter di emissione di atti di accertamento e eventuali misure cautelari. Un resoconto delle attività svolte dovrà esser presentato annualmente al ministro dell'Economia e delle Finanze, con una relazione ad hoc.

Anche i Comuni vigilano sulle estero-residenze fittizie
La presenza attiva dei Comuni è garantita anche dal loro coinvolgimento nel controllo dei trasferimenti di residenza all'estero delle persone fisiche, per scoraggiare episodi di estero-residenze fittizie. Entro sei mesi dalla richiesta di iscrizione nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire), i Comuni devono confermare all'ufficio delle Entrate competente che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza in Italia. Per i tre anni successivi alla stessa richiesta di iscrizione, l'Agenzia, in sinergia con i Comuni, monitora sulla reale cessazione di residenza. L'attività di vigilanza di Entrate e Comuni si effettua già su coloro che hanno chiesto l'iscrizione nell'Aire a partire dal primo gennaio 2006.

Adesione agevolata ai pvc
La possibilità di prestare adesione è estesa anche ai verbali di constatazione redatti dalle Entrate e dalla guardia di Finanza a seguito di verifiche fiscali. L'adesione può riguardare solo l'intero contenuto del verbale e deve intervenire entro 30 giorni dalla notifica dello stesso. Va comunicata all'ufficio delle Entrate competente e al reparto della Gdf che ha redatto il verbale. A sua volta le Entrate, entro 60 giorni dalla comunicazione, notificano al contribuente l'atto di definizione dell'accertamento parziale.
In caso di adesione ai processi verbali di constatazione, le sanzioni si dimezzano rispetto a quelle previste per l'accertamento con adesione, diventando un ottavo della misura minima; le somme sono rateizzabili nella stessa maniera prevista per l'iter ordinario, senza però la necessità di prestare le relative garanzie. Nel dettaglio, l'ammontare si può diluire fino a un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, eventualmente estensibili a dodici se le somme dovute superano i 51.645,69 euro.

Studi di settore formato "Comune" entro il 2013
La presenza attiva dei Comuni nella lotta all'evasione trova conferma anche nel restyling degli studi di settore. La manovra estiva prevede infatti che dal primo gennaio prossimo gli studi vengano elaborati anche su base regionale e comunale. Con apposito decreto del ministero dell'Economia vengono fissate le modalità di attuazione degli studi in taglia territoriale, assicurandone l'elaborazione con criteri di gradualità entro il 31 dicembre 2013. Per adeguare l'attività di verifica alle realtà territoriali.

Rateizzazione senza garanzia
Sono soppresse le garanzie fino a oggi necessarie per ottenere la rateizzazione degli importi iscritti a ruolo.
Inoltre, in caso di versamento in eccesso per almeno 50 euro di somme iscritte a ruolo, l'agente di riscossione dovrà notificare all'interessato una comunicazione per indicargli le modalità di rimborso. Decorsi tre mesi senza che l'avente diritto abbia accettato la restituzione, l'agente della riscossione riversa le somme eccedenti all'ente creditore o, nel caso quest'ultimo non sia identificabile, all'entrata di bilancio dello Stato, ad eccezione di una quota pari al 15%, che affluisce in una contabilità speciale.
Giulia Marconi
pubblicato Giovedì 26 Giugno 2008

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