Attualità
Nuove partite Iva: a maggio calano
agricoltura, commercio e trasporti
Aumentano invece nella sanità, nell’informazione e nelle attività professionali. Aperture con segno positivo a Bolzano, in Lombardia e in Campania; in flessione, Basilicata, Molise e Umbria
Nuove partite Iva: a maggio calano|agricoltura, commercio e trasporti
Dall’Osservatorio sulle partite Iva, la consueta sintesi dei dati. In esame, i risultati di maggio. In rete, sul sito del dipartimento delle Finanze, l’analisi dei numeri messi a confronto con lo stesso mese dell’anno scorso e l’osservazione statistica – attraverso diverse chiavi di lettura – con la navigazione dinamica delle informazioni.
Le nuove aperture registrate nello scorso maggio sono oltre 46mila, quasi il 3% in meno rispetto a maggio 2016.
 
La distribuzione per natura giuridica del dato mostra che più del 70% del totale rappresenta la quota relativa alle persone fisiche (70,6), mentre quella delle società di capitali è poco più del 24% (24,2) e quella relativa alle società di persone si attesta al 4,5 per cento.
Il calo di aperture risulta più limitato per le persone fisiche (-4,9%) e più marcato (-9,9%) per le società di persone. Le società di capitali registrano, invece, un incremento (+5%). Mentre, la percentuale riferita ai “non residenti” e alle “altre forme giuridiche” è pari allo 0,8 per cento.
 
La lettura per ripartizione territoriale ci dice che il 41,3% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro e il 36,6% al Sud e nelle Isole.
Il confronto con maggio 2016 mostra un aumento nella provincia autonoma di Bolzano (+4,9%), in Lombardia (+3,6%) e in Campania (+3,2%), mentre le flessioni più marcate si registrano in Basilicata (-38,3%), Molise (-33,6%) e Umbria (-19,3%).
 
La classificazione per settore produttivo evidenzia – come di consueto – che il commercio totalizza il maggior numero di aperture di partite Iva (20,5% del totale); a seguire, le attività professionali (13,9%) e l’agricoltura (12,9%).
Gli incrementi più significativi si rilevano nella sanità (+14,5%), nei servizi di informazione (+9,9%) e nelle attività professionali (+8,9%), mentre i cali più rilevanti si registrano nell’agricoltura (-21,9%), nel commercio (-8,3%) e nei trasporti (-7,7%).
 
Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso si mantiene sostanzialmente stabile (il 61,8% delle partite Iva è stato aperto da soggetti di sesso maschile). Con riferimento all’età, circa il 46% del totale è attribuibile ai giovani fino a 35 anni, il 33% a persone tra 36 e 50 anni. C’è flessione di aperture in tutte le classi di età: la più significativa si registra nella classe tra 36 e 50 anni (-7,4%). Il 17,1% di chi ha avviato una partita Iva a maggio è nato all’estero.
 
Da segnalare, infine, che 16.355 dei nuovi titolari di partita Iva (il 35,2% del totale) hanno aderito al regime forfettario, facendo registrare un +6,4% rispetto al corrispondente mese dell’anno scorso.
r.fo.
pubblicato Lunedì 10 Luglio 2017

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