Attualità
Ocse, dal Global Forum via libera
ai controlli fiscali congiunti
È il nuovo indirizzo emerso al sesto meeting delle Amministrazioni finanziarie svolto a Istanbul
L'evasione e l'elusione corrono oramai in parallelo, guardando i mercati e "dribblando" i confini. Sono i flussi che contano, e i bilanci, mentre la geografia tramonta. E' il risultato dell'affermarsi, sull'onda lunga della globalizzazione, di una tipologia di contribuente, persona fisica o società, i cui ambiti operativi, dimensione inclusa, sono sempre più spesso aperti alla scena internazionale.

Per incidere, dunque, con efficacia sui due fenomeni dell'evasione e dell'elusione, che lasciano il segno su di una quota significativa delle transazioni e delle operazioni transazionali, non soltanto finanziarie, che si effettuano ogni giorno, è necessario riscrivere le strategie e individuare nuovi strumenti, al passo con i tempi, capaci d'intercettarne i trend e di prevenirne le perdite a danno degli erari nazionali, e di centinaia di milioni di contribuenti onesti.

Le nuove regole d'ingaggio nel contrasto all'evasione globale, in pole i "Joint Audits"

Al centro della nuova strategia, di fatto inaugurata a Istanbul a chiusura del sesto Global Forum che ha riunito, nel corso della due-giorni, le Amministrazioni finanziarie di più di 40 Paesi, un posto di rilievo, quasi d'onore, è stato riservato ai "Joint Audits", cioè i controlli congiunti condotti da due o più Amministrazioni. Si tratta di uno strumento innovativo, frutto di una accelerazione in direzione dell'intensificarsi della collaborazione e della cooperazione tra le diverse Amministrazioni, al quale ha contribuito in modo sostanziale l'Agenzia delle Entrate.

Non soltanto lo scambio d'informazioni tradizionale
In pratica, con l'avvio dei "Joint Audits", i controlli congiunti sono destinati ad intensificarsi sino ad acquisire un'operatività programmatica, non più occasionale. E soprattutto, si segna definitivamente il superamento dello scambio di informazioni, mezzo utile ma oramai non più capace, se in solitudine, di incidere in modo efficace e diretto sui fenomeni attuali dell'evasione e dell'elusione internazionali.
I controlli congiunti, infatti, ora saranno supportati da un vero e proprio programma, quindi, faranno il loro ingresso a pieno titolo nella prassi di decine di Amministrazioni finanziarie.

Linea diretta d'emergenza, 24ore su 24, per battere l'evasione globale

Nel dettaglio, un ruolo fondamentale in ciascuna Amministrazione sarà rivestito dal Coordinatore - JAC - che funzionerà da ponte nella predisposizione dei controlli congiunti, nella loro definizione, nella raccolta dei dati e nel mantenere le relazioni con le altre Amministrazioni.
In particolare, essendo fondamentale restare anche nei tempi, sarà predisposta una linea di emergenza dedicata (telefoni, mail) che farà capo a due rappresentanti di ciascuna Amministrazione.

Obiettivo, rispondere prontamente in caso d'emergenza.
Esempi, al riguardo, affollano le cronache del biennio passato, quando sotto l'impatto della "Crisi" è stata proprio la mancanza di collegamento e di reazione a tutti i livelli, non soltanto in materia di fisco, a esser messa tra gli imputati.
Naturalmente, sempre per restare al passo con i tempi, anche le teleconferenze da episodiche saranno promosse ad appuntamenti di routine.

Le finalità di questa rivoluzione concordata su base internazionale sono molteplici: frenare l'evasione, ricondurre sotto controllo le transazioni internazionali e, al contempo, consegnare definitivamente alla Storia il fenomeno offshore, almeno nei suoi profili decisamente non più accettabili.

Paradisi fiscali, giù il sipario
Al riguardo, la linea dell'Italia è stata piuttosto netta nell'elencare le misure adottate per contrastare la delocalizzazione di redditi in paradisi fiscali.
Il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, nel concludere il proprio intervento, ha richiamato le parole del ministro dell'Economia e delle Finanze in merito all'impegno dell'Italia nel contrasto ai paradisi fiscali: "L'era dei paradisi fiscali è finita per sempre. Dirottare o detenere capitali nei paradisi non è più sicuro, né da un punto di vista economico, né fiscale. I rischi sono elevati, i ritorni modesti",

Fisco e contribuenti, spazio al dialogo "ragionato" nel nome della certezza

La compliance, nella sua nuova veste globale, guarda anche ai contribuenti.
Il dibattito, infatti, nel corso del Forum, è stato esteso anche al tema del miglioramento del dialogo tra Fisco e contribuenti. In particolare, sulla necessità di introdurre il concetto della enhanced relationship, che interessa i principali attori che operano sui mercati finanziari internazionali.
La novità consiste nel prevedere l'introduzione di specifici codici di condotta volontari diretti a questi contribuenti e finalizzati a realizzare quelle condizioni di certezza e prevedibilità nel comportamento fiscale che, a conti fatti, segnano la differenza tra una relazione che funziona o meno.
Stefano Latini
pubblicato Giovedì 16 Settembre 2010

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