Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Rapporto Colaf tra analisi presente e strategie future
Il 7 luglio è stato pubblicato il Resoconto annuale approvato dal Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie
L’attività svolta dal Colaf è indirizzata alla tutela degli interessi finanziari della Comunità europea nella lotta contro le frodi e le irregolarità. Obiettivi strategici per i quali la responsabilità è condivisa fra gli Stati membri e la Commissione Ue. La nozione di irregolarità non corrisponde esattamente a quella di frode. Per irregolarità si intende, infatti, qualsiasi violazione di una disposizione del diritto comunitario derivante da un’azione o da una omissione di un operatore economico che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio delle comunità. La frode, invece, involge qualsiasi azione o omissione intenzionale relativa all’utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi, inesatti o incompleti, la mancata comunicazione di un’informazione in violazione di un obbligo specifico, la distrazione di fondi per fini diversi da quelli per cui sono stati concessi. Alla Commissione, oltre ai casi “conclamati” di irregolarità e di frode, vanno segnalati i casi di sospetto di frode ossia l’irregolarità che dà luogo, a livello nazionale, all’avvio di un procedimento amministrativo o giudiziario volto a determinare l’esistenza di un comportamento fraudolento.
Analisi della situazione e soluzioni
Ma torniamo al Resoconto. Il documento si riferisce all’attività svolta nel periodo settembre 2007-giugno 2008 (rappresenta un adempimento previsto entro il mese di giugno di ciascun anno dal Regolamento di funzionamento del Comitato) e illustra le soluzioni per una migliore strategia di prevenzione delle frodi e dei recuperi. Il Resoconto si articola su sei capitoli:
- Capitolo 1 - "Quadro di situazione": descrive lo stato attuale delle frodi e delle irregolarità, soffermandosi sulla situazione italiana;
- Capitolo 2 - "Il comitato per la lotta contro le frodi (COLAF)": illustra le origini del Comitato e indica le principali disposizioni normative (Dpr 91/2007) che ne hanno rinnovato e rivitalizzato le funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento di tutte le attività di contrasto;
- Capitolo 3 - "Attività del COLAF": elenca le attività realizzate dal Comitato nel periodo settembre 2007 – giugno 2008;
- Capitolo 4 - "Regolamento di funzionamento": approfondisce i punti più interessanti del Regolamento di funzionamento del Comitato, approvato nella seconda seduta plenaria del 23 ottobre 2007;
- Capitolo 5 - "Priorità individuate e risultati conseguiti": indica le priorità individuate dal Comitato, nella sua collegialità, e le soluzioni attuate con i risultati conseguiti;
- Capitolo 6 - "Linee di attività": descrive le azioni che il Comitato intende realizzare nel breve periodo.
Recupero dei crediti e reintegrazione del bilancio comunitario
Lo studio ha posto l’attenzione sulla centralità della funzione di recupero dei crediti e di reintegrazione del bilancio comunitario e nazionale, facendo leva sull’esigenza di monitorare costantemente il fenomeno, di attivare le azioni cautelari possibili, rendendo così più operose le amministrazioni. In buona sostanza è stata definita una metodologia operativa che, nell’ottica di mantenere costantemente alto il livello di guardia, individua una serie di obiettivi prioritari che possono così essere sintetizzati: ultimare il monitoraggio diretto a verificare l’avvenuta emanazione di strumenti normativi attuativi dell’accordo siglato il 20 settembre 2007, da parte dei soggetti interessati; diffondere il modello organizzativo elaborato dalla Regione Veneto ed assunto dal Comitato quale “buona pratica”, individuando, nell’ambito di ciascuna Amministrazione, una specifica struttura a cui attribuire il compito di trattare in maniera unitaria le tematiche relative alle irregolarità e alle frodi e di svolgere la funzione di referente; definire l’iter della proposta normativa recante: “istituzione di una banca dati centrale per le frodi e le irregolarità comunitarie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri –Dipartimento per le Politiche Comunitarie”. La realizzazione del progetto denominato AIC (ambiente informatico comune) consentirà una conoscenza completa del fenomeno delle frodi comunitarie e permetterà, attraverso l’esame comparato dei dati, l’individuazione delle aree di maggiore “debolezza” e la definizione di mirate strategie dissuasive; completare la predisposizione del “Manuale operativo” dei recuperi, che dovrà contenere le linee guida per migliorare e rendere più efficienti le azioni di recupero dei finanziamenti comunitari indebitamente percepiti; promuovere l’adozione di misure specifiche, non escluse quelle di natura legislativa, idonee a determinare una radicale inversione di tendenza nel campo dei recuperi.
Gli interventi a breve termine
Sotto questo profilo si propone di: rivedere opportunamente le regole sulle fideiussioni in modo da poter ottenere l’effettivo pagamento da parte del garante e prevedere la possibilità di iscrivere ipoteche sui beni finanziati (in analogia a quanto fanno le banche per i propri crediti); inserire, attraverso una modifica normativa già elaborata dal Comitato, i contributi pubblici al primo posto nella gerarchia dei privilegi previsti dal codice civile; prevedere, sul piano amministrativo, il diritto dell’Amministrazione che ha erogato il beneficio a procedere, in via generalizzata, all’adozione di misure cautelari sui patrimoni di persone e società, indipendentemente dal procedimento penale eventualmente in corso. A tale scopo potrebbero essere mutuate, in quanto applicabili, le procedure previste in ambito di entrate tributarie dall’articolo 22 del decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 (ipoteca e sequestro conservativo). Naturalmente, i parametri di riferimento, oltre al “fumus boni iuris” e al “periculum in mora”, sotto il profilo quantitativo, dovrebbero attestarsi su somme inferiori a quelle cui si fa riferimento in materia di imposte sui redditi e Iva; estendere la disciplina relativa alla c.d. “confisca di valore”, introdotta dall’articolo 3 della legge n. 300 del 29 settembre 2000, e dare attuazione ai principi e criteri direttivi inerenti alla decisione quadro 2005/12/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, per evitare che gli indebiti percettori sfuggano all’esecuzione trasferendo surrettiziamente altrove il proprio patrimonio; dare attuazione alla disciplina del diritto di rivalsa dello Stato nelle regolazioni finanziarie operate dalla Commissione sulle risorse del Feaga, del Feasr e dei fondi strutturali, prevista dalla legge finanziaria per il 2007; completare l’attività di parifica dei dati statistici con i competenti servizi della Commissione, estendendo l’azione alle segnalazioni di irregolarità notificate a Bruxelles dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Agenzia delle Dogane; rafforzare il coordinamento con le Istituzioni comunitarie, in primo luogo Commissione, OLAF, COCOLAF e relativi sottogruppi; sostenere la proposta italiana (espressa nell’ambito della riunione plenaria del COCOLAF del 20 maggio 2008) sull’opportunità di costituire in ogni Stato membro un organismo con funzioni e caratteristiche simili al COLAF; definire il progetto di realizzazione della fiction televisiva sul tema delle frodi comunitarie, in coproduzione Italia-Romania; organizzare specifici seminari sul tema del contrasto alle irregolarità nel settore della politica agricola comune e delle risorse proprie; attuare un progetto di collaborazione con le Regioni, con iniziative, anche di carattere formativo, dirette a migliorare e ad accelerare le modalità di recupero dei finanziamenti comunitari indebitamente percepiti; completare lo studio di diritto comparato delle prassi degli altri Stati membri affidato alla Scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza.
L'attività istituzionale del Colaf
Il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie (COLAF), istituito dalla legge 19 febbraio 1992, n. 142, esercita funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento delle attività di contrasto delle frodi e delle irregolarità attinenti in particolare al settore fiscale e a quello della politica agricola comune e dei fondi strutturali. L’organismo è presieduto dal ministro per le Politiche europee ed è composto oltre che dal capo Dipartimento, da rappresentanti del Dipartimento e dal comandante del nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi comunitarie che opera presso il Dipartimento, dai rappresentanti delle diverse amministrazioni interessate e dai componenti designati dalla Conferenza unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali). Il Colaf costituisce, dunque, la sede di proposta ed elaborazione delle opportune iniziative per il miglioramento della situazione italiana relativa alle frodi comunitarie e tratta le questioni connesse al flusso delle comunicazioni in materia di indebite percezioni e ai recuperi. L’attività svolta dal Colaf, evidenziata nel Resoconto, è indirizzata alla tutela degli interessi finanziari della Comunità europea nella lotta contro le frodi e le irregolarità. Entrambe rappresentano gli obiettivi strategici per i quali la responsabilità è condivisa fra la Comunità e gli Stati membri tenuti a cooperare insieme alla Commissione, per assicurare la convergenza degli sforzi di tutte le autorità nazionali e delle istituzioni interessate alla prevenzione.
L’attività svolta dal Colaf è indirizzata alla tutela degli interessi finanziari della Comunità europea nella lotta contro le frodi e le irregolarità. Obiettivi strategici per i quali la responsabilità è condivisa fra gli Stati membri e la Commissione Ue. La nozione di irregolarità non corrisponde esattamente a quella di frode. Per irregolarità si intende, infatti, qualsiasi violazione di una disposizione del diritto comunitario derivante da un’azione o da una omissione di un operatore economico che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio delle comunità. La frode, invece, involge qualsiasi azione o omissione intenzionale relativa all’utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi, inesatti o incompleti, la mancata comunicazione di un’informazione in violazione di un obbligo specifico, la distrazione di fondi per fini diversi da quelli per cui sono stati concessi. Alla Commissione, oltre ai casi “conclamati” di irregolarità e di frode, vanno segnalati i casi di sospetto di frode ossia l’irregolarità che dà luogo, a livello nazionale, all’avvio di un procedimento amministrativo o giudiziario volto a determinare l’esistenza di un comportamento fraudolento. Analisi della situazione e soluzioni
Ma torniamo al Resoconto. Il documento si riferisce all’attività svolta nel periodo settembre 2007-giugno 2008 (rappresenta un adempimento previsto entro il mese di giugno di ciascun anno dal Regolamento di funzionamento del Comitato) e illustra le soluzioni per una migliore strategia di prevenzione delle frodi e dei recuperi. Il Resoconto si articola su sei capitoli:
- Capitolo 1 - "Quadro di situazione": descrive lo stato attuale delle frodi e delle irregolarità, soffermandosi sulla situazione italiana;
- Capitolo 2 - "Il comitato per la lotta contro le frodi (COLAF)": illustra le origini del Comitato e indica le principali disposizioni normative (Dpr 91/2007) che ne hanno rinnovato e rivitalizzato le funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento di tutte le attività di contrasto;
- Capitolo 3 - "Attività del COLAF": elenca le attività realizzate dal Comitato nel periodo settembre 2007 – giugno 2008;
- Capitolo 4 - "Regolamento di funzionamento": approfondisce i punti più interessanti del Regolamento di funzionamento del Comitato, approvato nella seconda seduta plenaria del 23 ottobre 2007;
- Capitolo 5 - "Priorità individuate e risultati conseguiti": indica le priorità individuate dal Comitato, nella sua collegialità, e le soluzioni attuate con i risultati conseguiti;
- Capitolo 6 - "Linee di attività": descrive le azioni che il Comitato intende realizzare nel breve periodo.
Recupero dei crediti e reintegrazione del bilancio comunitario
Lo studio ha posto l’attenzione sulla centralità della funzione di recupero dei crediti e di reintegrazione del bilancio comunitario e nazionale, facendo leva sull’esigenza di monitorare costantemente il fenomeno, di attivare le azioni cautelari possibili, rendendo così più operose le amministrazioni. In buona sostanza è stata definita una metodologia operativa che, nell’ottica di mantenere costantemente alto il livello di guardia, individua una serie di obiettivi prioritari che possono così essere sintetizzati: ultimare il monitoraggio diretto a verificare l’avvenuta emanazione di strumenti normativi attuativi dell’accordo siglato il 20 settembre 2007, da parte dei soggetti interessati; diffondere il modello organizzativo elaborato dalla Regione Veneto ed assunto dal Comitato quale “buona pratica”, individuando, nell’ambito di ciascuna Amministrazione, una specifica struttura a cui attribuire il compito di trattare in maniera unitaria le tematiche relative alle irregolarità e alle frodi e di svolgere la funzione di referente; definire l’iter della proposta normativa recante: “istituzione di una banca dati centrale per le frodi e le irregolarità comunitarie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri –Dipartimento per le Politiche Comunitarie”. La realizzazione del progetto denominato AIC (ambiente informatico comune) consentirà una conoscenza completa del fenomeno delle frodi comunitarie e permetterà, attraverso l’esame comparato dei dati, l’individuazione delle aree di maggiore “debolezza” e la definizione di mirate strategie dissuasive; completare la predisposizione del “Manuale operativo” dei recuperi, che dovrà contenere le linee guida per migliorare e rendere più efficienti le azioni di recupero dei finanziamenti comunitari indebitamente percepiti; promuovere l’adozione di misure specifiche, non escluse quelle di natura legislativa, idonee a determinare una radicale inversione di tendenza nel campo dei recuperi.
Gli interventi a breve termine
Sotto questo profilo si propone di: rivedere opportunamente le regole sulle fideiussioni in modo da poter ottenere l’effettivo pagamento da parte del garante e prevedere la possibilità di iscrivere ipoteche sui beni finanziati (in analogia a quanto fanno le banche per i propri crediti); inserire, attraverso una modifica normativa già elaborata dal Comitato, i contributi pubblici al primo posto nella gerarchia dei privilegi previsti dal codice civile; prevedere, sul piano amministrativo, il diritto dell’Amministrazione che ha erogato il beneficio a procedere, in via generalizzata, all’adozione di misure cautelari sui patrimoni di persone e società, indipendentemente dal procedimento penale eventualmente in corso. A tale scopo potrebbero essere mutuate, in quanto applicabili, le procedure previste in ambito di entrate tributarie dall’articolo 22 del decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 (ipoteca e sequestro conservativo). Naturalmente, i parametri di riferimento, oltre al “fumus boni iuris” e al “periculum in mora”, sotto il profilo quantitativo, dovrebbero attestarsi su somme inferiori a quelle cui si fa riferimento in materia di imposte sui redditi e Iva; estendere la disciplina relativa alla c.d. “confisca di valore”, introdotta dall’articolo 3 della legge n. 300 del 29 settembre 2000, e dare attuazione ai principi e criteri direttivi inerenti alla decisione quadro 2005/12/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, per evitare che gli indebiti percettori sfuggano all’esecuzione trasferendo surrettiziamente altrove il proprio patrimonio; dare attuazione alla disciplina del diritto di rivalsa dello Stato nelle regolazioni finanziarie operate dalla Commissione sulle risorse del Feaga, del Feasr e dei fondi strutturali, prevista dalla legge finanziaria per il 2007; completare l’attività di parifica dei dati statistici con i competenti servizi della Commissione, estendendo l’azione alle segnalazioni di irregolarità notificate a Bruxelles dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Agenzia delle Dogane; rafforzare il coordinamento con le Istituzioni comunitarie, in primo luogo Commissione, OLAF, COCOLAF e relativi sottogruppi; sostenere la proposta italiana (espressa nell’ambito della riunione plenaria del COCOLAF del 20 maggio 2008) sull’opportunità di costituire in ogni Stato membro un organismo con funzioni e caratteristiche simili al COLAF; definire il progetto di realizzazione della fiction televisiva sul tema delle frodi comunitarie, in coproduzione Italia-Romania; organizzare specifici seminari sul tema del contrasto alle irregolarità nel settore della politica agricola comune e delle risorse proprie; attuare un progetto di collaborazione con le Regioni, con iniziative, anche di carattere formativo, dirette a migliorare e ad accelerare le modalità di recupero dei finanziamenti comunitari indebitamente percepiti; completare lo studio di diritto comparato delle prassi degli altri Stati membri affidato alla Scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza.
L'attività istituzionale del Colaf
Il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie (COLAF), istituito dalla legge 19 febbraio 1992, n. 142, esercita funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento delle attività di contrasto delle frodi e delle irregolarità attinenti in particolare al settore fiscale e a quello della politica agricola comune e dei fondi strutturali. L’organismo è presieduto dal ministro per le Politiche europee ed è composto oltre che dal capo Dipartimento, da rappresentanti del Dipartimento e dal comandante del nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi comunitarie che opera presso il Dipartimento, dai rappresentanti delle diverse amministrazioni interessate e dai componenti designati dalla Conferenza unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali). Il Colaf costituisce, dunque, la sede di proposta ed elaborazione delle opportune iniziative per il miglioramento della situazione italiana relativa alle frodi comunitarie e tratta le questioni connesse al flusso delle comunicazioni in materia di indebite percezioni e ai recuperi. L’attività svolta dal Colaf, evidenziata nel Resoconto, è indirizzata alla tutela degli interessi finanziari della Comunità europea nella lotta contro le frodi e le irregolarità. Entrambe rappresentano gli obiettivi strategici per i quali la responsabilità è condivisa fra la Comunità e gli Stati membri tenuti a cooperare insieme alla Commissione, per assicurare la convergenza degli sforzi di tutte le autorità nazionali e delle istituzioni interessate alla prevenzione.
Antonina Giordano
pubblicato Martedì 2 Settembre 2008
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