Attualità
Roma e Madrid alleate nella lotta
all'evasione internazionale
Le due Amministrazioni fiscali rafforzano la cooperazione adottando un modello d'accertamento "europeo"
Priorità, lotta all'evasione. Soluzione, l'adozione d'un modello comune, europeo, nell'attività di contrasto ai fenomeni, spesso complessi, ad essa connessi. Lo strumento? Il memorandum d'intesa per il miglioramento e il rafforzamento della mutua assistenza in materia tributaria, sottoscritto, nell'incontro che si è svolto oggi a Napoli tra l'agenzia delle Entrate di Spagna e Italia e alla presenza dei rispettivi direttori, Luis Pedroche y Rojo e Attilio Befera, dai responsabili delle due direzioni centrali dell'Accertamento, D. Carlos Cervantes Sánchez-Rodrigo e Luigi Magistro.
Accordo, questo, che pone le due Amministrazioni fiscali in prima fila nel processo d'adozione di schemi e procedure rimodulati nell'ottica d'una cooperazione europea rinnovata nell'ambito dell'accertamento, non soltanto nello stile e nelle forme, ma nella operatività e nella funzionalità degli obiettivi, oltreché nella tempistica. Un nuovo modello quindi che, a ragione, può ben definirsi di "accertamento europeo".

Obiettivi e contenuti del memorandum - Questi, in sintesi, i punti principali trattati dal memorandum sottoscritto dalle due Amministrazioni. Innanzitutto, l'individuazione delle modalità con cui trasmettere un ulteriore impulso alle procedure e ai canali della cooperazione, il cui miglioramento avrà il duplice effetto di determinare l'innalzamento del livello di efficacia e di efficienza dello scambio automatico delle informazioni e, al contempo, d'intensificare il ricorso alla trasmissione spontanea di dati e notizie il cui target prioritario è di prevenire e di smascherare fenomeni di evasione fiscale. Ampio spazio è anche riservato ai controlli simultanei e allo scambio di funzionari, due importanti strumenti destinati alla pianificazione e allo sviluppo di iniziative comuni e di strategie condivise, tenendo conto delle esperienze e delle conoscenze acquisite dalle due Amministrazioni. Il risultato finale convergerà su una sostanziale ottimizzazione dei controlli e degli accertamenti diretti a ridurre e depotenziare i fenomeni d'evasione più complessi e ingegnosi.

Le frontiere non frenano l'accertamento europeo - Adeguato a far fronte sia alle esigenze del presente sia alle necessità del futuro, basti pensare al confronto apertosi recentemente tra le Amministrazioni fiscali dei Paesi membri dell'Unione europea e dell'Ocse da un lato e decine di giurisdizioni offshore sul versante opposto, il nuovo accertamento in formato europeo, proprio per la sua unitarietà e condivisione, consente di annullare in parte le distanze geografiche e le differenze normative che, spesso, consentono agli evasori di "dribblare" le regole dei singoli Stati.

Il flusso di dati - Le informazioni scambiate tra le due Amministrazioni fiscali includono, qualora si tratti di persone fisiche, il nome e l'indirizzo, il codice fiscale dello Stato di residenza o, se indisponibile, il numero di partita Iva dello Stato di residenza, o il codice identificativo personale. A queste coordinate s'aggiungono anche le indicazioni su luogo e data di nascita, sempre se disponibili. Gli stessi dati e le medesime informazioni si dovranno fornire nel caso di persone giuridiche.

Occhio ai redditi - Naturalmente, un posto di riguardo, anzi, la prima fila nell'ambito degli indicatori cui sarà riservata un'attenzione speciale da parte delle due Amministrazioni fiscali spetta alle diverse, complesse e spesso multiformi componenti e tipologie reddituali. In particolare, in riferimento allo strumento dello scambio automatico delle informazioni.

Con l'accertamento europeo, spazio all'inglese e all'informatica - La lingua inglese, della globalizzazione e dei transiti transnazionali, e il linguaggio informatico sono le infrastrutture della comunicazione sulle quali correrà l'accertamento europeo. Le richieste d'assistenza, infatti, saranno redatte in inglese. Unica eccezione i casi urgenti, in riferimento ai quali è prevista la corsia preferenziale della lingua dello Stato richiedente, comunque previa consultazione tra le due Autorità. Le informazioni sui redditi, invece, viaggeranno su formato elettronico e, quindi, saranno fornite elettronicamente utilizzando lo Standard magnetic format Ocse e lo Standard transmission format Ocse. Per lo scambio spontaneo d'informazioni, invece, resta l'opzione del documento cartaceo, ma soltanto a condizione che non sia possibile il ricorso al formato elettronico. Dunque, una doppia chance che, come extrema ratio, è in realtà già ridotta in partenza in favore del transito in versione informatica.

Non solo informatica - In casi particolari, dove considerata la complessità sarebbe necessario ricorrere alla presenza fisica, reale e materiale di funzionari stranieri nel corso di verifiche e di controlli da effettuare entro i confini nazionali, l'Autorità di uno Stato può farne richiesta all'Autorità dell'altro Stato. In questo caso, non è sufficiente la risorsa di rete per consentire la trasmissione del know how, piuttosto è la presenza fisica, diretta e materiale che segna la differenza, riducendo in parte il primato dell'informatica.

Stefano Latini
pubblicato Giovedì 22 Ottobre 2009

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