Attualità
Ruffini al convegno di Milano
“A Cesare quel che è di Cesare”
È fondamentale trasmettere al cittadino la percezione positiva che lo Stato, oltre a chiedere il giusto, e a chiederlo in modo corretto, lo spenda in modo attento e produttivo
Ruffini al convegno di Milano|“A Cesare quel che è di Cesare”
Dichiarazione precompilata, dove il fisco diventa consulente e non più solo controllore, banche dati totalmente integrate incentrate sulla persona e non sulla pratica. Adattamento dell’Agenzia al tessuto produttivo del Paese e non il contrario. Questi i temi sviluppati dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel suo intervento al convegno, organizzato dall’Università europea di Roma, “Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto”, che si è svolto questa mattina a Milano, nella sala Alessi di Palazzo Marino.
 
Dichiarazione precompilata per tutti
La dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti è di fatto “la sublimazione, la scomparsa dell’idea stessa di dichiarazione, trasformata nella somma di raccolta dei dati, calcolo dell’imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte, come si propone di fare il fisco britannico” dice il direttore, chiarendo che “Il controllo della massa dei contribuenti risale al momento stesso dell’adempimento trasformandosi in servizio; resta a valle quello dei soggetti a rischio o più rilevanti. Il fisco diventa il consulente e non solo il controllore: evita errori e non aspetta che si verifichino per poi dar loro la caccia con i controlli formali; previene le omissioni e non le scopre dopo con i controlli di merito”.
 
Banche dati
I servizi, più che i controlli, si devono basare sulle banche dati che, per questo, auspica Ruffini, siano il perno del dialogo con i cittadini.
Una nuova banca dati totalmente integrata, incentrata sulla persona e non sulla pratica; una banca dati finalizzata non solo, come avviene oggi, alla lotta all’evasione, ma che sia invece il perno del dialogo con il contribuente, il repository di tutti gli atti, i documenti e i dati che lo riguardano”.
 
È l’Agenzia che deve adattarsi
È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi”.
A tal proposito ritiene di fondamentale importanza l’accrescimento e il miglioramento dei servizi resi ai cittadini “… terzo pilastro, insieme all’accertamento e alla riscossione, di un fisco efficiente e che la riorganizzazione dell’Agenzia, non a caso, pone accanto all’area contribuenti come secondo braccio operativo”.
 
La riorganizzazione del neo direttore, difatti, vuole cogliere, nell’ambito del contrasto all’evasione ed elusione internazionale, le opportunità offerte dalle iniziative dell’Ocse e della Ue.
Questa strategia, ha aggiunto Ruffini, “si basa sul concetto che sempre più spesso l’evasione nazionale trova supporto in schemi internazionali, punta a sfruttare tutte le possibili sinergie informative e a coordinarsi al massimo con gli altri organi interessati (Organizzazioni internazionali, Gdf, Procure)”.
 
La riorganizzazione interna dell’Agenzia che ho proposto – ha spiegato – come primo atto da Direttore riorienta l’attività della stessa per tipo di contribuenti, gestendo nella sua interezza il percorso dal momento in cui la somma è accertata a quello in cui è incassata definitivamente e garantendo loro un unico punto di riferimento”.
 
r.fo.
pubblicato Lunedì 18 Settembre 2017

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