Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Russia, niente tasse su chi investe in Borsa
È una delle novità contenute nel piano, ancora allo studio, elaborato dal Federal Financial Markets Service
La proposta dell’organismo federale cui sono affidati la regolamentazione e il controllo del variopinto mercato azionario russo, prevede zero-tasse sui guadagni di Borsa ma a una sola condizione. Deve trattarsi di azioni quotate sul mercato nazionale. Il piano, ancora allo studio, è stato elaborato dal Federal Financial Markets Service, l’organismo federale cui sono affidati la regolamentazione e il controllo del variopinto mercato azionario russo, che nel corso degli ultimi anni ha visto impennarsi sia i profitti che il volume complessivo dei capitali investiti.
Quanto vale la Borsa russa?
Un tesoro da 1.350 miliardi di dollari Secondo le ultime stime, infatti, la capitalizzazione della Borsa russa ha oltrepassato la soglia dei 1.350 miliardi di dollari, facendo quindi registrare una sorta di primato per un Paese che osserva il transito e lo scambio di azioni e titoli da un solo decennio, una volta superata la prima breve fase di sperimentazione segnata invece da alterne vicende, in gran parte negative e votate ad indici di regressione e perdite spesso incalzanti.
Zero-tasse per chi investe in azioni
Ma la novità di maggior rilievo contenuta nel testo della proposta, ancora in bozza, elaborata dal Federal Financial Markets Service, riguarda la cancellazione di imposte e tasse a carico dei singoli investitori. In pratica, per chi investe in azioni e derivati non vi sarà più l’obbligo di applicare le aliquote ordinarie sui redditi o sui profitti derivanti dalle transazioni di titoli e azioni. Zero-tasse quindi sui guadagni di Borsa, ma a una sola condizione, il beneficio riguarderà soltanto le azioni quotate sul mercato russo.
Londra, New York, Hong Kong, Shangai e... Mosca
Obiettivo del piano allo studio da parte degli esperti finanziari moscoviti, è quello di consentire alla Borsa russa, a partire dal 2012 ed entro il 2020, di poter scalare agevolmente la classifica delle piazze finanziarie mondiali fino a fare il suo ingresso nella top five, così da competere apertamente con Londra, New York, Hong Kong e Shangai. Una méta questa piuttosto ambiziosa, soprattutto osservando i trend recenti che hanno marcato corse e inattesi ripiegamenti su tutte le borse mondiali, con rare performance dissonanti dal clima finanziario generale.
Dubbi? Manca l’ok politico
Comunque, il dubbio maggiore è legato non a questioni tecnico contabili ma alla necessità d’un via libera politico. L’ok definitivo al piano infatti dipenderà dall’orientamento che nelle prossime settimane sarà espresso dal neo-eletto Presidente, ancora in fase d’insediamento, Dmitry Medvedev. Peraltro, pur avendo manifestato in passato la volontà di diminuire le tasse che gravano su chi investe in azioni e in titoli di Borsa, il presidente, fino a qualche settimana fa responsabile delle finanze russe, non ha mai supportato la proposta di introdurre un regime fiscale del tutto innovativo e fondato radicalmente sulla cancellazione completa di imposte e tasse. Dunque, la certezza che il piano allo studio possa realizzarsi non èm affatto scontata.
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Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 12 Marzo 2008
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