Attualità
Servizi on line, primato mondiale
all'agenzia delle Entrate
A confermarlo le graduatorie Ocse che valutano l'uso del canale telematico da parte dei diversi tipi di utenza
Fisco telematico
Fisco, mouse e byte, è l'A,B,C del nuovo linguaggio globale usato dalle Amministrazioni fiscali per dialogare con i contribuenti e, quando serve, tra loro. È un idioma nato un decennio or sono sull'onda di Internet e oggi motore, e portavoce, della progressiva e inarrestabile informatizzazione dei molteplici servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni in tutto il mondo. Servizi, peraltro, che riguardano la quotidianità, i tempi, le attività e le agende di centinaia di milioni di contribuenti, sia persone fisiche che aziende. Un linguaggio, quello del file, che non conosce frontiere e che proprio dei tributi e delle norme, inclusa la voluminosa documentazione, sembra aver fatto un caposaldo storico, quasi un barometro globale capace di monitorare le evoluzioni e le metamorfosi subìte nel tempo. L'unico obiettivo del fisco online che non muta resta, invece, quello di migliorare le prestazioni offerte ai contribuenti, di ridurre i tempi d'attesa d'una pratica e garantire il massimo accesso possibile, a dati e informazioni, sia ai cittadini che alle imprese. Il risultato è che i passi in avanti compiuti in direzione della semplificazione degli adempimenti e delle procedure, grazie al dematerializzarsi dei singoli passaggi, possono essere oggi misurati e rendicontati sia dalle organizzazioni internazionali, come l'Ocse, sia dagli stessi contribuenti, le prime in forma di risparmi di spesa, i secondi in termini di vantaggi personali.

All'Italia la presidenza del G20 del Fisco a portata di mouse, parola dell'Ocse
Dal raffronto dei dati relativi all'utilizzo dell'online in tema di fisco e tributi, analisi questa condotta recentemente dall'organizzazione economica per la Cooperazione e lo Sviluppo (Ocse), risulta chiaro il primato del nostro Paese. Scorrendo, infatti, le diverse tabelle, l'agenzia delle Entrate italiana occupa invariabilmente la prima posizione, sia per l'invio delle dichiarazioni dei redditi da parte dei contribuenti individuali, sia in riferimento alla trasmissione di società e professionisti dei rispettivi modelli di dichiarazione relativi al calcolo annuale dell'imposta sui profitti e all'Iva.

L'Italia sul podio dei grandi e gli Usa inseguono
Nel dettaglio, osservando le ultime graduatorie elaborate dall'Organizzazione di Parigi, il quadro che emerge conferma un primato, quello italiano, che non sembra incontrare rivali di pari grado. La Danimarca, infatti, con cui si condivide il podio, ha una popolazione di contribuenti attivi che oltrepassa a stento la soglia dei 3 milioni, persone fisiche e società incluse. Un numero questo che fa dell'Amministrazione fiscale danese un modello inutilizzabile come metro di paragone. Piuttosto, per trovare dei Paesi con cui misurarsi si deve scorrere verso il basso la gerarchia del fisco online fino a imbattersi negli Usa, dove Internet ha le sue origini, come testimoniato dalla Silicon Valley. Il raffronto però tra Usa e Italia suona quasi irriverente per gli States. L'agenzia delle Entrate italiana corre, infatti, a velocità doppia sull'online e ha già raggiunto, da tempo, il tetto del 100 per cento delle dichiarazioni dei redditi e dell'intera mole di documentazione connessa agli adempimenti che, oramai per consuetudine, è trasmessa, lavorata e archiviata in formato file e conservata in apposite banche dati. Nonostante gli sforzi, e gli investimenti davvero significativi, nel triennio passato si parla di diversi miliardi di dollari, l'Internal Revenue Service (Irs), l'agenzia delle Entrate statunitense, è ancora ferma al 60 per cento nel processo di passaggio dei documenti fiscali cartacei dalla carta al file. Questo significa che il 40 per cento delle dichiarazioni e dei documenti compilati e trasmessi ogni anno dai circa 140 milioni di contribuenti statunitensi restano saldamente ancorati all'uso della carta, risultando quindi ancora in cerca d'un loro spazio nell'era digitale.



Anche Francia, UK, Germania e Giappone alle spalle dell'Italia
Se l'Agenzia delle Entrate italiana corre sull'online con un passo doppio rispetto al Fisco statunitense, le Amministrazioni fiscali degli altri Paesi membri del G8 non mostrano performance migliori. Anzi, a leggere le percentuali pubblicate dall'Ocse se ne deduce che la velocità con cui il mouse si diffonde tra le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti tedeschi, spagnoli, britannici e francesi è ancor più ridotta rispetto a quella impressa dal Fisco Usa. Il risultato è che il passo di corsa dell'Amministrazione fiscale italiana è addirittura triplo se confrontato con quello di Francia, Spagna, Regno Unito e Germania, almeno sul versante dell'informatizzazione dei servizi fiscali.
Stefano Latini
pubblicato Venerdì 15 Maggio 2009

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