Attualità
Studi di settore al restyling.
Dal 2010, in 68 con una nuova veste
Farmacisti, albergatori, intermediari del commercio e fotografi, tra le categorie interessate dalla revisione
Approvato, con il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 7 ottobre 2009, il programma di revisione di 68 studi di settore, applicabili a decorrere dal periodo d'imposta 2010. La revisione, che coinvolge studi di settore la cui precedente evoluzione risale al periodo di imposta 2007, riguarda, in particolare:
- 21 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture
- 20 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi
- 6 studi relativi ad attività professionali
-21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.

Il provvedimento, pubblicato sul sito internet dell'agenzia delle Entrate, assolve a quanto stabilito dal legislatore che, con l'articolo 10-bis, comma 1, ultimo periodo, della legge 146/1998, ha introdotto, nel processo di costruzione degli studi di settore, l'obbligatorietà della revisione.
Tale obbligo di restyling, fissato ogni tre anni dalla data di entrata in vigore dello studio di settore, ovvero dalla data della sua ultima revisione, deve essere sottoposto ad approvazione dopo aver acquisito il parere della Commissione degli esperti, istituita ai sensi dell'articolo 10, comma 7, della legge 146/1998.
In merito, il programma di revisione è stato sottoposto, nella seduta del 16 settembre scorso, all'esame della Commissione degli esperti, che ha espresso, all'unanimità, parere favorevole.

La finalità della revisione degli studi di settore è, evidentemente, quella di mantenere la rappresentatività degli stessi rispetto alla realtà economica cui si riferiscono.
Gli studi di settore costituiscono, difatti, uno strumento in grado di determinare i ricavi o compensi "potenziali" delle imprese e dei lavoratori autonomi all'interno dei singoli settori economici, considerando le condizioni di operatività degli stessi e tenendo conto, oltre che delle variabili di natura contabile, anche di:
  • variabili strutturali interne (ad esempio, il processo produttivo, l'area di vendita, l'ubicazione)
  • variabili strutturali esterne all'impresa o attività professionale (ad esempio, andamento della domanda, livello dei prezzi, concorrenza).

Nel processo di elaborazione degli studi di settore, oltre alle variabili di natura contabile e quelle di natura strutturale, vengono prese in considerazione anche le caratteristiche dell'area territoriale in cui l'impresa o il professionista svolge l'attività, in termini di:
  • livello dei prezzi
  • condizioni e modalità operative
  • infrastrutture esistenti e utilizzabili
  • capacità di spesa
  • tipologia dei fabbisogni
  • capacità di attrazione e domanda indotta.

L'attività di revisione nel tempo dello studio garantisce che lo stesso mantenga la sua caratteristica di strumento in grado di cogliere la capacità di un'impresa o di un professionista di produrre ricavi o compensi e, in tal modo, di capire i cambiamenti dei settori economici interessati dagli studi.
Di tale esigenza si è, da subito, tenuto conto; infatti, a partire dal 2002, con l'evoluzione dello studio degli autotrasportatori, sempre più numerosi sono stati gli interventi di revisione degli studi di settore, effettuati allo scopo di rendere tali strumenti sempre più aderenti alla realtà economica, in considerazione delle variazioni di prodotto, di processo, di mercato nonché del mutare delle realtà professionali.

A quanto detto si aggiunge anche la necessità, emersa nell'ultimo anno, di procedere alla revisione degli studi di settore su base regionale, in attuazione del "federalismo fiscale" contenuto nel Dl 112/2008.

Il provvedimento del direttore, che riporta l'elenco degli studi di settore da sottoporre a revisione e le relative attività economiche, consente ai contribuenti, cui si applica tale strumento di accertamento, di conoscere tempestivamente gli studi coinvolti dal processo di revisione. Per alcuni di essi si tratta di una seconda evoluzione, mentre per altri è la terza.

Tra gli studi coinvolti nel restyling ne sono presenti alcuni all'attenzione, in passato, delle categorie e interessati da importanti interventi dell'Agenzia, come, ad esempio, quelli del comparto manifatturiero del TAC (tessile - abbigliamento - calzature).

Per il commercio si segnala lo studio UM04U, relativo alle farmacie, mentre per i servizi lo studio UG44U (albergatori e affittacamere), quelli degli intermediari del commercio, gli UG61, e lo studio dei fotografi, l'UG74U. In particolare, la prossima versione di quest'ultimo studio di settore si dovrebbe applicare anche ai contribuenti che, nel periodo d'imposta 2010, avranno svolto l'attività di fotoreporter.
Maria Rita D'Isanto
Francesca Nesci
pubblicato Giovedì 8 Ottobre 2009

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