Mercoledì 8 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 18:58
Attualità
Studi di settore, i Comuni entrano
negli Osservatori regionali
negli Osservatori regionali
Presenza fissa di un rappresentante Anci. Obiettivo, adeguare lo strumento alle realtà economiche locali
Gli Osservatori regionali per gli studi di settore si arricchiscono della presenza permanente di un rappresentante dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani. A questa si aggiungono due presenze dell'Anci all'interno della Commissione degli esperti. Si delinea così ulteriormente, con quanto stabilito dal provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 3 luglio, l'impronta in chiave federale attribuita agli studi.
Istituiti con provvedimento del direttore dell'Agenzia dell'8 ottobre 2007 e operativi dal 1° gennaio 2008, gli Osservatori regionali hanno il compito di monitorare a livello territoriale l'applicazione degli studi di settore, per proporre una loro eventuale revisione sulla base delle peculiarità proprie di determinate realtà locali (come ad esempio la presenza di situazioni di crisi economica e di specifici distretti produttivi) o di determinati settori economici. Le problematiche più importanti affrontate dagli Osservatori e gli eventuali correttivi proposti vengono successivamente segnalati alla direzione centrale Accertamento dell'Agenzia e alla Commissione degli esperti.
Gli Osservatori sono costituiti dal direttore regionale delle Entrate con funzione di presidente, da un dirigente della direzione regionale, da un rappresentante dell'Agenzia per ciascuna provincia e da esponenti delle associazioni di categoria dell'industria, del commercio, dell'artigianato e degli ordini professionali degli esercenti le arti e le professioni economiche, giuridiche, tecniche e sanitarie.
Con il provvedimento di oggi si dà ulteriore concretezza, quindi, alla svolta federale avviata dal Dl 112/2008 (articolo 83, commi 19 e 20) e dal successivo decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze dello scorso 19 maggio.
Il decreto anticrisi ha disposto, infatti, che l'elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale avvenga gradualmente tra il 1° gennaio 2009 ed entro il 31 dicembre 2013 attraverso la partecipazione attiva dei Comuni. Successivamente il decreto Mef ha specificato le modalità operative di tale partecipazione: due rappresentanti dell'Anci all'interno della Commissione degli esperti e uno all'interno degli Osservatori regionali. I primi saranno nominati con decreto ministeriale su proposta dell'Anci, la presenza del secondo sarà garantita dal direttore dell'agenzia delle Entrate.
Il decreto ministeriale ha, inoltre, stabilito che gli studi devono essere elaborati tenendo conto della differenziazione territoriale dei prezzi e delle tariffe di prestazioni di servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e da coloro che svolgono arti e professioni e dei diversi modelli organizzativi adottati nell'esercizio dell'attività economica.
Istituiti con provvedimento del direttore dell'Agenzia dell'8 ottobre 2007 e operativi dal 1° gennaio 2008, gli Osservatori regionali hanno il compito di monitorare a livello territoriale l'applicazione degli studi di settore, per proporre una loro eventuale revisione sulla base delle peculiarità proprie di determinate realtà locali (come ad esempio la presenza di situazioni di crisi economica e di specifici distretti produttivi) o di determinati settori economici. Le problematiche più importanti affrontate dagli Osservatori e gli eventuali correttivi proposti vengono successivamente segnalati alla direzione centrale Accertamento dell'Agenzia e alla Commissione degli esperti.
Gli Osservatori sono costituiti dal direttore regionale delle Entrate con funzione di presidente, da un dirigente della direzione regionale, da un rappresentante dell'Agenzia per ciascuna provincia e da esponenti delle associazioni di categoria dell'industria, del commercio, dell'artigianato e degli ordini professionali degli esercenti le arti e le professioni economiche, giuridiche, tecniche e sanitarie.
Con il provvedimento di oggi si dà ulteriore concretezza, quindi, alla svolta federale avviata dal Dl 112/2008 (articolo 83, commi 19 e 20) e dal successivo decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze dello scorso 19 maggio.
Il decreto anticrisi ha disposto, infatti, che l'elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale avvenga gradualmente tra il 1° gennaio 2009 ed entro il 31 dicembre 2013 attraverso la partecipazione attiva dei Comuni. Successivamente il decreto Mef ha specificato le modalità operative di tale partecipazione: due rappresentanti dell'Anci all'interno della Commissione degli esperti e uno all'interno degli Osservatori regionali. I primi saranno nominati con decreto ministeriale su proposta dell'Anci, la presenza del secondo sarà garantita dal direttore dell'agenzia delle Entrate.
Il decreto ministeriale ha, inoltre, stabilito che gli studi devono essere elaborati tenendo conto della differenziazione territoriale dei prezzi e delle tariffe di prestazioni di servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e da coloro che svolgono arti e professioni e dei diversi modelli organizzativi adottati nell'esercizio dell'attività economica.
Alessandra Gambadoro
pubblicato Venerdì 3 Luglio 2009
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