Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Sull’Iva la Commissione punta alla semplificazione
In arrivo un nuovo framework normativo delle aliquote Iva agevolate. Per Kovacs l’obiettivo è razionalizzare il sistema attuale
Una modifica del regime Iva in favore di una riduzione delle aliquote è una prospettiva vicina e possibile. Dopo molti anni di lavoro, il prossimo 7 luglio la Commissione europea presenterà al Consiglio e al Parlamento europeo la proposta legislativa In particolare semplificare il regime dell’Iva nell’Unione europea con un ampliamento del numero dei settori, attualmente 19, in cui i singoli Stati membri possono decidere di applicare l’imposta sul valore aggiunto in versione scontata.
Step by step
Il progetto di modifica, che riguarderà in particolare agevolazioni per il settore della casa, incluso il restauro e il rinnovamento; quello della ristorazione e del catering; dei servizi locali ad alta intensità di mano d’opera; insieme al settore del libro e dell’audio; parte dal 2003, anno in cui la Commissione ha cominciato a discutere circa una revisione delle aliquote Iva ridotte. Le proposte della Commissione sono state recepite nel 2006 dalla direttiva 18 del Consiglio con particolare riguardo alle aliquote agevolate per i servizi locali ad alta intensità di mano d’opera, già in via di sperimentazione. Poco più di un anno fa l’organo esecutivo dell’Ue ha presentato un rapporto d’insieme sull’impatto delle aliquote Iva ridotte applicate ai servizi forniti sul mercato nazionale, inclusi i servizi di ristorazione, con particolare attenzione agli aspetti riguardanti la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e le dinamiche del mercato interno, relazione con la quale la Commissione europea esprime il suo parere favorevole alla creazione di un nuovo framework normativo delle aliquote Iva agevolate per razionalizzare e semplificare il sistema attuale senza pregiudicare la flessibilità concessa agli Stati membri di adottare tassi ridotti.
La consultazione pubblica
Per avere una visione a 360 gradi della questione prima di formulare una proposta legislativa, la Commissione oltre ad aprire un dibattito con Consiglio e Parlamento europeo, lo scorso marzo ha lanciato una consultazione pubblica, che si è conclusa il 12 maggio 2008, per conoscere le opinioni degli stakeholders sull’impatto che le riduzioni in campo Iva sulle diverse categorie di beni o servizi hanno avuto su prezzi, occupazione, ambiente e su tutti quei fattori che possono aver interferito con il corretto funzionamento del mercato interno.
Stati pro e contro
La proposta che Kovacs presenterà lunedì non includerà una revisione radicale dell’attuale struttura Iva, le regole di base non saranno modificate; resteranno quindi validi i principi per cui l’aliquota normale Iva non potrà essere inferiore al 15 per cento, e gli Stati membri potranno applicare una o due aliquote ridotte per determinati beni e servizi non inferiore al 5 per cento, il sistema prevede comunque margini di flessibilità sia in aumento che in riduzione, come indicato dalla direttiva Iva del 2006. La proposta riguarderà invece l’ampliamento della lista dei settori per i quali gli Stati membri possono decidere di imporre un aliquota Iva ridotta, ma non è detto che questa venga approvata facilmente; se da un lato infatti la Francia, che detiene da pochi giorni la presidenza di turno dell’Ue, è una grande sostenitrice delle reduced rates, soprattutto a beneficio del settore della ristorazione, altri Paesi come Danimarca, Svezia e Germania sono da sempre contrari ad interventi comunitari che coinvolgano ulteriori riduzioni di questa imposta indiretta.
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La consultazione pubblica
Per avere una visione a 360 gradi della questione prima di formulare una proposta legislativa, la Commissione oltre ad aprire un dibattito con Consiglio e Parlamento europeo, lo scorso marzo ha lanciato una consultazione pubblica, che si è conclusa il 12 maggio 2008, per conoscere le opinioni degli stakeholders sull’impatto che le riduzioni in campo Iva sulle diverse categorie di beni o servizi hanno avuto su prezzi, occupazione, ambiente e su tutti quei fattori che possono aver interferito con il corretto funzionamento del mercato interno.
Stati pro e contro
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Valeria Ibello
pubblicato Sabato 5 Luglio 2008
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