Attualità
Unico Persone fisiche: le novità del fascicolo 2
Soppressi il quadro RI tradizionalmente destinato ad accogliere i redditi di capitale e la sezione II del quadro RE che ospitava gli altri redditi di lavoro autonomo

Nell'ambito del modello Unico Persone fisiche 2005, il fascicolo 2, riservato alla dichiarazione di una serie di situazioni coinvolgenti contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili, risulta modificato nella sua struttura e nella sua composizione, anche in conseguenza delle novità normative intervenute con riferimento al periodo d'imposta 2004, specialmente a seguito del Dlgs n. 344/2003.
In primo luogo, sono scomparsi il quadro RI e la sezione II del quadro RE, nei quali si esponevano rispettivamente i redditi di capitale e gli altri redditi di lavoro autonomo.

Per quanto riguarda il quadro RH, è stata prevista la nuova sezione II, relativa alla dichiarazione delle partecipazioni in società di capitali che hanno optato per il regime di trasparenza. Si tratta, naturalmente, della trasparenza delle Srl e delle cooperative a ristretta base proprietaria, prevista dall'articolo 116 del Tuir; infatti, i redditi imputati per trasparenza da società di capitali ad altre società di capitali ai sensi dell'articolo 115 del Tuir (trasparenza intersocietaria) confluiscono, ovviamente, nel modello Unico Società di capitali.
I soci persone fisiche di Srl "trasparenti" devono dichiarare in colonna 4 del rigo RH5 la quota di reddito (o di perdita) imputato per trasparenza, in proporzione alla propria quota di partecipazione, indicata in colonna 3. Nella stessa sezione trovano posto, in colonna 11 le quote di ritenute d'acconto subite dalla società, in colonna 12 le quote di crediti d'imposta attribuiti dalla società al socio, nonché in colonna 13 le quote di crediti d'imposta per imposte pagate all'estero dalla società che il socio deve ricalcolare nel corretto importo a lui spettante mediante il prospetto CR. Infine, nelle colonne 14, 15 e 16, trovano collocazione le quote di oneri detraibili, le quote di eccedenza d'imposta della precedente dichiarazione della società trasparente e gli acconti versati dalla società a titolo di acconto Ires, che si trasformano in acconti Irpef del socio (cfr. circolare n. 49/2004).
Tali dati confluiscono, insieme ai dati relativi alle partecipazioni in società di persone nella sezione III, finalizzata alla determinazione del reddito da partecipazione.
In tal modo, il contribuente ha la possibilità di compensare i redditi con le perdite derivanti da partecipazione in società o da perdite d'impresa di esercizi precedenti. Nella sezione IV, invece, compaiono i totali di ritenute d'acconto, crediti d'imposta, crediti per imposte estere, oneri detraibili, eccedenze e acconti, derivanti dalle precedenti sezioni.

Con riferimento al quadro RL, da quest'anno non è più dedicato solo ai redditi diversi ma anche ai redditi di capitale (ex quadro RI) e agli altri redditi di lavoro autonomo (ex sezione II del quadro RE). Esso, pertanto, risulta suddiviso in quattro sezioni:
- sezione I, redditi di capitale
- sezione II-A, redditi diversi
- sezione II-B, attività sportive dilettantistiche
- sezione III, altri redditi di lavoro autonomo.

Il rigo RL1 (Utili ed altri proventi equiparati) concerne gli utili derivanti da partecipazioni qualificate in società di capitali residenti e non residenti e i proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale o con apporto misto di capitale e lavoro, qualora il valore dell'apporto di capitale superi il 5 o il 25 per cento del patrimonio netto contabile dell'associante.
Tali utili o proventi sono imponibili in ragione del 40 per cento dell'importo percepito nel 2004 (principio di cassa).
Qualora gli utili vengano corrisposti da imprese residenti o domiciliate in Stati aventi un regime fiscale privilegiato (black list), risultano imponibili per il 100 per cento del loro ammontare, a meno che non sia espresso un parere favorevole dall'Agenzia delle Entrate, in seguito a interpello presentato ai sensi dell'articolo 165, comma 7, del Tuir.
Costituiscono utili anche le somme o il valore normale dei beni ricevuti dai soci in caso di recesso, di riduzione del capitale o di liquidazione della società, per la parte che eccede il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione diminuito delle somme ricevute a titolo di ripartizione delle riserve di capitale.
I contratti di associazioni in partecipazioni sono assimilati alle partecipazioni non qualificate quando il valore dell'apporto di capitale è pari o inferiore al 5 o al 25 per cento del patrimonio netto contabile dell'associante alla data di stipula del contratto, a seconda che si tratti rispettivamente di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni. Deve essere pari o inferiore al 25 per cento del valore delle rimanenze finali e del costo complessivo dei beni ammortizzabili al netto dei relativi ammortamenti se si tratta di un'impresa minore.
Tali contratti di associazioni in partecipazioni vengono, invece, assimilati alle partecipazioni qualificate quando il valore dell'apporto di capitale sia superiore al 5 o al 25 per cento del patrimonio netto contabile dell'associante alla data di stipula del contratto (sempre a seconda che si tratti di società i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni); oppure sia superiore al 25 per cento del valore delle rimanenze finali e del costo complessivo dei beni ammortizzabili al netto dei relativi ammortamenti in caso impresa minore.

Nel rigo RL2 sono indicati gli altri redditi di capitale con i relativi codici. Nuovo è il codice 7, relativo agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione o di cointeressenza di cui all'articolo 44 del Tuir, qualora gli stessi siano stati dedotti dall'associante in base alle norme del Tuir vigenti nel periodo di imposta 2003 (anteriormente alla riforma fiscale attuata con il Dlgs n. 344/2003).
Infatti, l'articolo 4, comma 1, lettera o), del Dlgs n. 344/2003 contiene una disposizione transitoria secondo la quale la limitata imponibilità della remunerazione dell'associato (così come l'ipotesi della tassazione sulla base della ritenuta a titolo di imposta del 12,50 per cento) non si applica con riguardo alle remunerazioni che sono state dedotte per intero dalle imprese associanti conformemente a quanto stabiliva la normativa ante riforma.
Ad esempio, se nel 2004 l'associato percepisce una remunerazione di competenza del 2003, che, in quanto tale, è stata dedotta come costo dall'impresa associante, ne deriva l'integrale imponibilità come reddito di capitale in capo all'associato.

Da quest'anno, poi, gli altri redditi di lavoro autonomo di cui all'articolo 53, comma 2, del Tuir, che fino all'anno scorso erano dichiarati nella seconda sezione del quadro RE (soppressa), vanno dichiarati nella terza sezione del quadro RL.
Si tratta di diritti d'autore, utili da contratti di associazione in partecipazione (con apporto di solo lavoro), utili spettanti ai soci promotori o fondatori di società di capitali, indennità per cessazione rapporto di agenzia e attività di levata protesti esercitata dai segretari comunali.
In particolare, i proventi percepiti dagli associati in partecipazione che apportano solo lavoro vanno indicati al rigo RL26 per il loro intero ammontare.

Circa il quadro RM, le novità contenute in Unico 2005 coinvolgono le sezioni V e VIII.
Nella sezione V (Redditi di capitale soggetti ad imposizione sostitutiva) vanno indicati i redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente dal contribuente senza l'intervento di intermediari residenti. In tale sezione sono, dunque, accolti per l'intero importo gli utili o proventi derivanti da partecipazioni non qualificate possedute da persone fisiche non imprenditori e da contratti di associazione in partecipazione (con apporto di solo capitale o misto). Qualora ci fosse stata la presenza di un intermediario, questi avrebbe applicata una ritenuta a titolo di imposta del 12,50 per cento, senza necessità di far confluire tali importi in dichiarazione. Invece, in assenza di intermediario, l'imposta sostitutiva del 12,50 per cento (cfr. articolo 18 del Tuir) va indicata nella presente sezione e versata utilizzando il codice tributo 1242.
Per tale tipo di utili è esclusa la possibilità di optare per la tassazione ordinaria.

Nella sezione VIII (Redditi assoggettati a tassazione separata derivanti da partecipazione in imprese estere - regime CFC) devono essere dichiarati i redditi percepiti dai soggetti che hanno dichiarato nel quadro FC (fascicolo 3) il reddito di una Cfc (società residente in un Paese a fiscalità privilegiata) di cui detengono il controllo; dai soci di società di persone alle quali sia stato imputato il reddito di una Cfc; dai Soci di Srl che hanno optato per il regime della trasparenza fiscale previsto dall'articolo 116 del Tuir nell'ipotesi che alla Srl sia stato imputato il reddito di una Cfc. In tal caso, il contribuente deve indicare il reddito imputato dalla società trasparente in relazione alla propria quota di partecipazione agli utili. Per tali redditi è prevista la tassazione separata con l'aliquota media applicata sul reddito complessivo netto e comunque non inferiore al 27 per cento. I codici tributo da utilizzare per i versamenti sono: 4722 per il saldo, 4723 per il primo acconto e 4724 per il secondo acconto, acconti che vanno determinati in via autonoma rispetto a quello dovuto in via ordinaria per l'Irpef.

Il quadro RT è suddiviso in tre sezioni:

  • sezione I, plusvalenze e altri redditi diversi di natura finanziaria, assoggettati a imposta sostitutiva del 12,50 per cento (codice tributo 1100), di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del Tuir
  • sezione II, plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate (articolo 67, comma 1, lettera c, del Tuir)
  • sezione III, plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate in società o enti residenti o localizzati in paradisi fiscali.

Le minusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate non possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze di partecipazioni non qualificate e viceversa.

Nella sezione I, occorre indicare, tra l'altro, le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate e di contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale o misto capitale e lavoro e di cointeressenza qualora il valore dell'apporto di capitale sia pari o inferiore al 5 o al 25 per cento del patrimonio netto dell'associante (secondo che la società associante sia quotata o non quotata nei mercati regolamentati) ex articolo 67, comma 1, lettera c-bis, del Tuir.
A tale plusvalenza si applica l'imposta sostitutiva del 12,50 per cento sull'importo totale. Se nella riscossione interviene un intermediario, il contribuente non è tenuto alla relativa dichiarazione.

Nella sezione II, vanno dichiarate le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate e di contratti di associazione in partecipazione e di cointeressenza con apporto di capitale superiore al 5 o al 25 per cento del patrimonio netto dell'associante. Tali plusvalenze concorrono alla determinazione del reddito complessivo nella misura del 40 per cento del loro ammontare. Si ricorda che è stata abrogata l'imposta sostitutiva del 27 per cento sulle plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate.

Nella sezione III, concorrono, invece, a formare integralmente il reddito complessivo le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate in società residenti in Paesi aventi un regime fiscale privilegiato inclusi nella black list (decreto ministeriale 21 novembre 2001), salvo interpello favorevole al contribuente.

Annamaria Crisconio
pubblicato Giovedì 16 Giugno 2005

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