della burocrazia sulle imprese
Crescita e occupazione dipendono anche da una opportuna modernizzazione della normativa europea in grado di massimizzare i benefici per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni. È, in estrema sintesi, il contenuto della proposta presentata dalla Commissione europea nel 2007 e finalizzata a ridurre, insieme agli Stati membri, i costi amministrativi del 25%, il che dovrebbe far crescere il Pil dell'1,5%, ossia circa 150 miliardi di euro. Secondo l'esecutivo Ue, infatti, è necessario anche che gli Stati membri, in gran parte responsabili delle formalità burocratiche, disciplinino al meglio l'ambiente in cui operano le imprese per ridurre i costi amministrativi, effettuare periodiche valutazioni d'impatto, elaborare programmi di semplificazione e avviare consultazioni delle parti interessate. La proposta è stata presentata unitamente a una comunicazione "Orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione" e a una raccomandazione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri.
Le misure di rilievo indicate dalla Commissione europea
Oltre a ridurre gli oneri amministrativi e legislativi, l'Unione europea e i suoi Stati membri possono adottare misure importanti per sostenere la creazione e la crescita delle imprese. In particolare semplificare il sistema impositivo, migliorare l'accesso ai finanziamenti e modernizzare il diritto fallimentare, contribuendo così a instaurare un clima favorevole all'attività imprenditoriale.
L'Italia tra le prime a adeguarsi
Con il decreto legge n. 78, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio, è stato indicato il termine per l'entrata in vigore della comunicazione unica che semplifica l'invio delle pratiche a Inps, Inail e Agenzia delle Entrate per dare vita a una nuova impresa. Il servizio, realizzato dalle Camere di Commercio con Inps, Inail e agenzia delle Entrate, è disponibile sul portale www.registroimprese.it. La data prevista è il 1° ottobre 2009 cui farà seguito un periodo transitorio di sei mesi durante il quale l'uso del modulo unico sarà facoltativo. Dal 31 marzo 2010 scatterà invece l'obbligo di utilizzare il nuovo canale per tutte le imprese e i professionisti a cui le imprese si rivolgono. È del 3 luglio la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm 6 maggio 2009 che contiene le regole tecniche attuative della nuova procedura e completa l'iter normativo necessario per la sua definitiva entrata in vigore.
Al traguardo le Camere di Commercio con i test di verifica
Le Camere di Commercio hanno verificato con successo la nuova procedura semplificata per l'invio a Inps, Inail e agenzia delle Entrate delle pratiche necessarie a dare vita a una nuova impresa. Ad annunciarlo una nota diramata da Unioncamere. Attraverso successive fasi di test quasi 24 mila pratiche sono state inoltrate. Di queste il 53,2%, pari a 12.644, ha riguardato società mentre il 46,8% (pari a 11.141) imprese individuali. La nuova procedura relativa alla comunicazione unica, che dal 31 marzo 2010 diventerà obbligatoria per tutte le imprese, è stata "testata" prevalentemente da intermediari (31,8% delle pratiche) seguiti da notai (30,9%) e da associazioni di categoria (16,4%). Delle pratiche inviate durante la fase di sperimentazione, l'80% è stato inoltratp per competenza anche all'Inps, il 18% all'agenzia delle Entrate e il 2% all'Inail.
L'indagine di Unioncamere sui costi amministrativi
16,6 miliardi di euro, pari all'1,1% del Pil, ovvero 12.334 euro (vedi tab.1) in media per impresa pari a 1.000 euro al mese. È il valore, complessivo e pro capite, della spesa che le aziende italiane hanno dovuto affrontare nel 2008 per far fronte a oneri amministrativi. A fotografare il costo della burocrazia è una indagine di Unioncamere, pubblicata di recente, che se da un lato evidenzia rispetto al 2006 un aumento di 1,7 miliardi e un incremento medio per impresa del 4,4% dall'altro mette in luce due elementi di rilievo. Il primo è rappresentato dalla valutazione soddisfacente espressa dalle imprese sui servizi della Pubblica Amministrazione. Il secondo dall'uso dell'informatica nei rapporti con la Pa che continua a coinvolgere un numero sempre crescente di imprese.
Imprese soddisfatte
Dall'indagine emerge che il 50,1% delle imprese si dichiara soddisfatta dei servizi resi dalla Pubblica Amministrazione con un 4,3% molto soddisfatto (vedi tab.2). C'è anche chi, però, la pensa diversamente. Il 32,2% esprime una valutazione poco soddisfacente mentre il 13,4% evidenzia la propria insoddisfazione. Tra quelli più soddisfatti in pole position troviamo le imprese dei servizi (il 55,7% si mostra abbastanza o molto soddisfatto) a fronte di una quota più bassa nell'area industriale (52,3%).
Informatica e Pubblica Amministrazione
Più dell'85% delle imprese intervistate (contro il 46,5 del 2006) dichiara di utilizzare almeno qualche volta modalità telematiche per compiere adempimenti amministrativi. In particolare sale al 44,3% contro il 16,3% di due anni fa la quota di imprenditori che utilizza quasi esclusivamente procedure informatiche per la trasmissione di atti amministrativi (vedi tab.3). Diminuisce anche la quota delle imprese (14,3% contro 53,5%) che ha dichiarato di non aver fatto uso dell'informatica. Il 39,5% delle imprese (pari al 33,9% del totale delle imprese intervistate) dichiara di utilizzare sempre o qualche volta modalità telematiche nei rapporti con la Pa e sostiene anche di aver riscontrato una riduzione dei costi (nella precedente indagine era il 29,7%). In flessione (40,3% contro il 55,8% del 2006) la quota di imprese per le quali i costi sono invece rimasti invariati (34,5% delle imprese intervistate) mentre il 20,2% delle imprese che ha utilizzato procedure informatiche nei rapporti con la Pa sostiene di aver registrato un incremento dei costi (contro l'11,5% della precedente rilevazione).
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