Avviso ai litiganti
Al silenzio rifiuto del Fisco
occorre rispondere con le prove
La Cassazione ribadisce che è indubbiamente il ricorrente a dover dimostrare che il sostituto ha trattenuto imposte eccedenti rispetto a quelle dovute
Al silenzio rifiuto del Fisco|occorre rispondere con le prove
SINTESI: In tema di impugnazione, da parte dei già dirigenti ENEL, del silenzio rifiuto all’istanza di rimborso dell’IRPEF trattenuta e versata all’Erario, tramite ritenute operate dall’Enel in qualità di sostituto d’imposta sulla somma erogata, a titolo di capitalizzazione della pensione complementare di reversibilità, prevista dall’accordo collettivo del 16/04/1986 ENEL/Fndai, con l’aliquota superiore al 12,50%, la Corte ribadisce che spetta indubbiamente al contribuente, che invoca il diritto alla ripetizione della maggiore ritenuta praticata dal sostituto di imposta, fornire la prova del fondamento della sua pretesa, dimostrando quale sia la parte dell’indennità ricevuta ascrivibile a rendimenti frutto d’investimento sui mercati di riferimento.
 
Ordinanza n. 27862 del 22 novembre 2017 (udienza 26 ottobre 2017)
Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Iacobellis Marcello – Est. Iofrida Giulia
Ex dirigenti ENEL – Impugnazione del silenzio rifiuto ad istanza di rimborso di maggiori ritenute operate dal sostituto d’imposta – Spetta al contribuente fornire la prova che la parte dell’indennità ricevuta è ascrivibile a rendimenti frutto d’investimento sui mercati di riferimento
pubblicato Mercoledì 6 Dicembre 2017

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