Avviso ai litiganti
L’irregolarità non va comunicata
se il controllo non cambia i dati
L’omissione da parte dell’ufficio non comporta, in ogni caso, una sanzione ridotta e l’adempimento non è prescritto per gli omessi o tardivi versamenti
L’irregolarità non va comunicata|se il controllo non cambia i dati
SINTESI: In materia di riscossione, ai sensi dell’art. 36-bis del DPR n. 600 del 1973 e dell’art. 54-bis del DPR n. 633 del 1972, l’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità, al fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, è dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un’imposta o una maggiore imposta e, comunque, la sua omissione determina una mera irregolarità e non preclude, una volta ricevuta la notifica della cartella, di corrispondere quanto dovuto con riduzione della sanzione, mentre tale adempimento non è prescritto in caso di omessi o tardivi versamenti, ipotesi in cui, peraltro, non spetta la riduzione delle sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 2, comma 2, del DLgs n. 462 del 1997.
 
Ordinanza n. 8315 del 4 aprile 2018 (udienza 22 febbraio 2018)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Chindemi Domenico – Est. De Masi Oronzo
Art. 36-bis del DPR n. 600 del 1973 e art. 54-bis del DPR n. 633 del 1972 – L’invio della comunicazione di irregolarità è dovuto solo se emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione – L’omissione determina una mera irregolarità – Tale adempimento non è prescritto in caso di omessi o tardivi versamenti
pubblicato Venerdì 27 Aprile 2018

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