Dal mondo
Al Consiglio Ue “l’unione fa la forza”.
Parte così il semestre targato Bulgaria
Dal primo gennaio il Consiglio dei ministri dell’Unione ha lasciato il Baltico per trasferirsi nel confine est dell’Ue
Sofia_Palazzo nazionale della cultura
Il Palazzo nazionale della Cultura di Sofia è un imponente edificio grigio dalla forma ottagonale, inaugurato nel 1981 per celebrare i 1300 anni della storia del Paese. Questa maestosa costruzione, che ricorda con le sue fattezze il passato di repubblica popolare della Bulgaria, ospiterà fino al 30 giugno parte dei lavori del Consiglio dell’Unione europea, in occasione del semestre che vede il Paese est europeo al suo primo turno di presidenza dal suo ingresso nell’Ue di 11 anni fa. Tante questioni per le diverse formazioni del Consiglio presiedute dai ministri di Sofia, tra cui la continuazione del percorso di uscita del Regno Unito dall’Unione europea, le decisioni in tema di migrazione e asilo, di sistema bancario. Non ultimo, il capitolo fiscale.

L'unione fa la forza”, un motto che vale come programma
La Bulgaria succede all’Estonia nella stessa triade di presidenza, secondo una formula, introdotta dal Trattato di Lisbona del 2009, che prevede tre Stati membri avvicendarsi nell’arco di 18 mesi condividendo uno stesso programma di massima, entro cui possono elaborare un proprio piano semestrale. Dopo i primi sei mesi dell’Estonia, l’impronta che la Bulgaria intende imprimere alla presidenza, prima di passare il testimone all’Austria, è in sintonia con la linea del predecessore, caratterizzata dall'obiettivo di ribadire l’unità dell’Ue nel momento delicato del post-Brexit. Nel segno di questa continuità, il motto scelto dalla Bulgaria è “l’unione fa la forza”, una dichiarazione di intenti che si declina in quattro temi chiave scelti dal Paese est-europeo per il suo semestre: futuro dell'Europa e dei giovani, rapporto dell’Ue con i Balcani occidentali, sicurezza e stabilità, economia digitale.

L’agenda fiscale dei sei mesi a guida bulgara
Il piano di lavoro in materia economica, finanziaria e fiscale sarà spiegato nel dettaglio alla prima riunione dell’Ecofin, fissata per il 23 gennaio, ma alcune indicazioni sono già contenute nelle pagine del programma già diffuso. Per quanto riguarda il fisco, al Consiglio approderà la modifica della direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia di scambio automatico di informazioni collegate a operazioni transfrontaliere. Proseguiranno, inoltre, i lavori sulla bozza di direttiva relativa alla definizione della base imponibile comune per l'imposta sulle società, mentre in primavera sono attese le conclusioni dei lavori della Commissione sulla tassazione dell’economia digitale. La Bulgaria intende farsi promotore di importanti passi avanti in campo Iva, portando avanti, tra l’altro, i lavori per rafforzare la cooperazione amministrativa contro le frodi ed elaborare, a fianco della Commissione, misure ad hoc a favore delle piccole e medie imprese. Sul fronte della Giustizia, infine, è in corso la fase operativa per mettere in funzione l’Eppo, la Procura europea antifrode, il cui regolamento istitutivo è stato formalmente adottato dal Consiglio dei Ministri della Giustizia Ue lo scorso autunno e che avrà il compito di indagare e perseguire i crimini che danneggiano il bilancio dell'Unione, tra cui corruzione e frodi fiscali transfrontaliere.

Una prova importante per uno degli Stati membri più “giovani”
La repubblica est europea è uno Stato di 7,4 milioni di abitanti, un prodotto interno lordo che nel 2016 ammontava a  47,4 mld di euro e un pil pro capite, secondo i calcoli Eurostat che tengono conto dei differenziali dei livelli dei prezzi tra Paesi, inferiore alla metà di quello dei cittadini Ue. La Bulgaria è un Paese Ue relativamente “giovane”, essendo entrato nell’Unione il 1° gennaio 2007 insieme alla Romania.
 
Anna D'Angelo
pubblicato Giovedì 11 Gennaio 2018

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