Dal mondo
Aliquote fiscali sulle aziende.
La classifica Paese per Paese
Cipro, Irlanda e Liechtenstein applicano le aliquote più basse; gli Emirati arabi tassano maggiormente le imprese.
tax foundation
In un’economia ormai fortemente globalizzata, il fisco gioca un ruolo sempre più centrale nell’attirare investimenti e investitori. La tassazione delle imprese diventa, quindi, un fattore chiave con cui i governi possono incoraggiare gli imprenditori ad avviare una produzione nel proprio Paese. Ma qual è la situazione attuale? Quali sono i Paesi che offrono aliquote più basse e quali quelli che richiedono più tasse?
La Tax Foundation, l’ente di ricerca apartitico statunitense sui temi fiscali, ha presentato uno studio che analizza le aliquote applicate da 208 Paesi per tassare le imprese, con un focus sul trend degli ultimi decenni.
 
Aliquote sempre più basse
Secondo quanto riportato dallo studio, negli ultimi decenni la tassazione delle imprese è andata via via diminuendo, con un calo più accentuato registrato negli anni 2000. Nel 1980 le aliquote delle imposte sulle società in tutto il mondo si attestavano su una media del 46,63% (percentuale che scende al 38,84% se ponderata in base al prodotto interno lordo). Oggi, invece, si è quasi dimezzata ed è pari al 26,47% (23,03% quella ponderata al Pil). Sono i Paesi europei quelli in cui le tasse sulle imprese sono diminuite maggiormente, i quali passano da una media del 40,5% registrata nel 1980 al 18,38% di oggi.
I Paesi che fanno parte dell’Unione Europea applicano, in media, aliquote pari al 21,68%. I Paesi Ocse hanno un tasso medio del 23,69%, quelli del G7 del 27,63%, quelli Brics del 28,40%. Dallo studio si evince, più in generale, che le grandi nazioni industrializzate tendono ad applicare aliquote fiscali più alte rispetto a quelle dei Paesi in via di sviluppo.
 
Le aliquote più alte del mondo…
Sono le imprese che operano negli Emirati Arabi quelle che devono sopportare il peso fiscale maggiore al mondo, con un’aliquota pari al 55%. Seguono L’Unione delle Comore in Africa, con il 50%, Porto Rico in Nord America (39%), Suriname in Sud America (36%) e i Paesi africani Repubblica del Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale e Guinea, con il 35%. Come si nota, ad avere le aliquote più alte sono soprattutto i Paesi del continente nero. In Europa, invece, è Malta ad applicare una tassazione molto alta alle imprese, pari al 35%, seguita dalla Francia (34,43%).
 
…e quelle più basse
I Paesi con le aliquote più basse sono, invece, rappresentati in genere da piccole nazioni europee. Cipro, Irlanda, Liechtenstein occupano il podio della classifica, con un tasso del 12,5%. Macao e la Repubblica Moldava applicano un’aliquota del 12% mentre è del 10% quella applicata da Andorra, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Gibilterra, Kyrgyzstan, Macedonia, Nauru, Paraguay, Qatar, Timor Est e Kosovo.
Le uniche due principali nazioni industrializzate tra i primi venti Paesi che scontano aliquote più basse sono l’Irlanda, che applica la sua famosa aliquota del 12,5% già dal 2003, e l’Ungheria, che nel 2017 ha ridotto la percentuale di imposta sul reddito delle società di dieci punti percentuali, passando dal 19% al 9%.
 
I Paradisi fiscali
Esistono poi dei Paesi, per lo più micro-Nazioni insulari, che non impongono tasse sulle società. Delle 208 giurisdizioni oggetto della ricerca, sono 12 quelli che vengono considerate veri e propri paradisi fiscali. Si tratta di Anguilla, Bahamas, Bermuda, Cayman, Isole Vergini, Isole Turks e Caicos, nel Nord America; Guernsey, Isola di Man e Isola di Jersey in Europa; Palau e Vanuatu in Oceania; Bahrain in Asia.
 
Il trend
La tendenza per i prossimi anni sembra proseguire verso la riduzione delle aliquote. Non a caso, una delle economie più importanti al mondo, ovvero quella statunitense, ha fatto della riduzione della pressione del fisco sulle imprese il fulcro della sua recente riforma fiscale. Con la riforma fiscale targata Trump, gli Usa sono passati dall’essere il quarto Paese mondiale con la più alta aliquota dell’imposta sul reddito delle società all’occupare oggi una posizione decisamente più bassa nella classifica.
 
Fabio Brocceri
pubblicato Venerdì 14 Dicembre 2018

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