Dal mondo
Brics: per favorire la crescita
sì a un sistema fiscale equo
È la principale conclusione a cui è giunto il meeting internazionale che si è svolto nei giorni scorsi in Cina
BRICS
Combattere l’evasione, rafforzare lo scambio di informazioni a livello internazionale e aiutare gli altri Paesi in via di sviluppo a migliorare il proprio sistema fiscale. È l’impegno assunto dai Paesi emergenti appartenenti all’area Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che, nei giorni scorsi, si sono riuniti in Cina in occasione del nono summit. I lavori della plenaria, che hanno avuto come tema “Una partnership più forte per un futuro più brillante”, hanno riguardato la collaborazione economica, la cooperazione politica e di sicurezza, l’impegno a frenare i cambiamenti climatici e la creazione di un’agenzia di rating in grado di contrastare l’operato di Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s, considerate troppo filo-occidentali.

No al protezionismo, sì alla collaborazione
I Paesi del Brics devono rafforzare la loro cooperazione sui temi globali e spingere per un ordine internazionale più giusto. Sono queste le priorità di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica che sono tornati a riunirsi all’inizio di settembre nel nono summit, tenutosi nella città di Xiamen, nel sud-est della Cina. Al summit hanno partecipato anche altri Paesi come osservatori, tra cui Messico, Egitto, Tagikistan, Guinea e Thailandia, con l’obiettivo di mettere in comune le aspirazioni delle economie emergenti con i Paesi in via di sviluppo.
Il presidente cinese Xi Jinping ha aperto la plenaria dicendo che le economie emergenti devono opporsi con decisione al protezionismo, e assicurando che Pechino continuerà a investire sui mercati internazionali e ad accogliere investimenti esteri. Solo con una governance economica globale ed un mercato aperto è possibile un vero progresso, ha dichiarato il leader cinese, rimarcando le sue posizioni di fronte alle barricate protezionistiche maturate, specie negli ultimi tempi, negli Usa e in Europa.
Xi Jinping, rivolgendosi ai leader di Brasile, Russia, India e Sudafrica, ha esortato anche ad individuare aree di convergenza delle rispettive politiche di sviluppo e priorità. Nonostante le differenze tra le condizioni nazionali, infatti, i cinque Paesi sono accomunati dal fatto di trovarsi tutti in una fase analoga di sviluppo che rende necessaria un’attenta pianificazione a livello macroeconomico con l’adozione di misure concrete in determinate aree chiave.
 
Beps, scambio di informazioni e aiuti ai Paesi in via di sviluppo
Xi Jinping ha sottolineato l’importanza di aumentare le aree di cooperazione tra i cinque Paesi, in particolare nei settori del commercio, degli investimenti e della finanza. Per quanto riguarda la collaborazione in ambito fiscale, nel documento finale viene rinnovato l’impegno nel realizzare un sistema fiscale globale equo e moderno e nel promuovere un ambiente fiscale internazionale più giusto, favorevole alla crescita e più efficiente. Il documento pone l’accento anche sulla cooperazione nell’affrontare alcune questioni fondamentali come il contrasto alle politiche di pianificazione fiscale aggressiva da parte delle multinazionali, per evitare lo spostamento di base imponibile dai Paesi ad alta fiscalità verso altri che invece hanno una pressione fiscale più bassa, stabilendo regole uniche, trasparenti e condivise a livello internazionale. In quest’ottica, è stato auspicato un maggiore contributo alla definizione delle norme tributarie internazionali. I cinque Paesi si sono impegnati anche nel promuovere lo scambio di informazioni fiscali per contrastare l’evasione e nel fornire, secondo le priorità di ciascun Paese, un’assistenza tecnica efficace e sostenibile ad altri Stati che sono in via di sviluppo.
Oggi il Brics rappresenta il 42% della popolazione mondiale, il 23% del Pil globale, il 45% della crescita economica registrata nel mondo dal 2009 (anno in cui si tenne il primo vertice in Russia) e il 17% degli scambi commerciali planetari.
 
Fabio Brocceri
pubblicato Mercoledì 13 Settembre 2017

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