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Dal mondo
California, Schwarzenegger dichiara lo Stato d’emergenza fiscale
Sempre più concreto il rischio che il deficit californiano oltrepassi la soglia di guardia dei 14 miliardi di dollari nel 2008
Per evitare il dilagare del rosso sui conti e la paralisi dello Stato, il Governatore Schwarzenegger ha proclamato l’emergenza fiscale. Ovvero, tagli alle spese di commissioni e dipartimenti e stretta sui fondi pubblici. Restano invece ferme le imposte. La California è sull’orlo d’una crisi di nervi, anzi, di conti. Infatti, con le spese che aumentano annualmente del 7 per cento e che superano oramai di routine le entrate fiscali, nel 2007 oltre 111 miliardi di dollari, lo Stato simbolo del modello statunitense sembra essere giunto al capolinea. E così il governatore, Arnold Schwarzenegger, è sceso in campo dichiarando lo Stato d’emergenza fiscale. Le parole utilizzate dall’ex-barbaro cinematografico nel presentare la situazione attuale della contabilità californiana hanno lasciato pochi dubbi sull’ampiezza del problema che pende su Los Angels e dintorni. Riassumendo ecco quanto detto da Schwarzy "...abbiamo di fronte a noi una situazione estremamente difficile, ma è proprio con il sopraggiungere di tempi duri che si colgono storiche opportunità".
Cos’è l’emergenza fiscale
In pratica, si tratta della presentazione d’un piano eccezionale, il Budget Stabilization Act, e alternativo rispetto alla prassi seguita dai documenti di bilancio, il cui obiettivo specifico è frenare la corsa inarrestabile del debito pubblico che oramai rischia di ridurre in cenere le infrastrutture dell’Eden californiano, consegnandolo anticipatamente alla storia.
Le misure adottate: meno soldi ai politici e stretta sulle spese per i progetti pubblici
Riguardo le misure contenute nel documento presentato da Schwarzenegger tre sono quelle che risultano incidere maggiormente sul panorama generale della contabilità interna dello Stato. Innanzitutto, una stretta sui finanziamenti destinati ad alimentare i fondi disponibili per le commissioni che gestiscono programmi specifici all’interno dei diversi dipartimenti e, al medesimo tempo, un taglio del 10 per cento delle somme spettanti agli uffici politici ed eletti. Insomma, politici e amministratori con compiti particolari potranno d’ora in poi contare su stanziamenti d’entità ridotta. Una seconda misura, tra quelle adottate, riguarda invece l’emissione di titoli di Stato per un ammontare di oltre 3 miliardi di dollari, il cui scopo dovrebbe essere quello di riequilibrare il debito già esistente. E per concludere, nessun aumento in vista sul versante di tasse, imposte e tributi, mentre sarà predisposto uno speciale fondo di stabilizzazione al fine di stoccare una riserva di moneta sonante da immettere sui conti pubblici al verificarsi di condizioni particolari che saranno indicate e ben definite.
Il valzer di spese e di entrate fiscali
È piuttosto slegato l’andamento del gettito delle entrate fiscali rispetto all’ammontare delle spese effettuate. Infatti, ogni anno, puntualmente, queste superano di 400, fino ad un massimo di 600, milioni di dollari le somme che il fisco dello Stato riesce ad assicurare al bilancio pubblico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti ovvero, nonostante nel 2007 imposte e tasse locali abbiano garantito una dote di oltre 111 miliardi di dollari, le spese di bilancio hanno finito per superare di gran lunga questo limite, spingendo ancor più avanti la zona rossa che incombe sui conti pubblici californiani. Ma ora, attraverso l’adozione d’uno Stato d’emergenza fiscale, Schwarzenegger spera, anzi, promette e da per scontata la soluzione del problema legato alla corsa inarrestabile del debito pubblico. Eppure, già in molti si chiedono perché, dopo anni di governo, l’ex divo di Hollywood non abbia fatto nulla per evitare il verificarsi d’una simile situazione di crisi contabile. E alcuni già avanzano l’ipotesi che, dopo tutto, la realtà cinematografica e televisiva è altra cosa rispetto a quella rappresentata all’interno dei libri contabili della quotidianità californiana. Forse un accenno di critica al leader indiscusso dei repubblicani che alloggiano a Los Angeles.
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In pratica, si tratta della presentazione d’un piano eccezionale, il Budget Stabilization Act, e alternativo rispetto alla prassi seguita dai documenti di bilancio, il cui obiettivo specifico è frenare la corsa inarrestabile del debito pubblico che oramai rischia di ridurre in cenere le infrastrutture dell’Eden californiano, consegnandolo anticipatamente alla storia.
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Riguardo le misure contenute nel documento presentato da Schwarzenegger tre sono quelle che risultano incidere maggiormente sul panorama generale della contabilità interna dello Stato. Innanzitutto, una stretta sui finanziamenti destinati ad alimentare i fondi disponibili per le commissioni che gestiscono programmi specifici all’interno dei diversi dipartimenti e, al medesimo tempo, un taglio del 10 per cento delle somme spettanti agli uffici politici ed eletti. Insomma, politici e amministratori con compiti particolari potranno d’ora in poi contare su stanziamenti d’entità ridotta. Una seconda misura, tra quelle adottate, riguarda invece l’emissione di titoli di Stato per un ammontare di oltre 3 miliardi di dollari, il cui scopo dovrebbe essere quello di riequilibrare il debito già esistente. E per concludere, nessun aumento in vista sul versante di tasse, imposte e tributi, mentre sarà predisposto uno speciale fondo di stabilizzazione al fine di stoccare una riserva di moneta sonante da immettere sui conti pubblici al verificarsi di condizioni particolari che saranno indicate e ben definite.
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Stefano Latini
pubblicato Lunedì 14 Gennaio 2008
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