Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
Canada 2008, se la Finanziaria la scrivono i contribuenti
Al via la consultazione on-line dei contribuenti per fissare linee e contenuti della prossima legge di bilancio
Tra i temi caldi fisco, pensioni, ricerca e innovazione, immigrati e, a sorpresa, la ventilata recessione Usa che sembra alle porte. Dopo tutto, i dilemmi dei canadesi non sembrano affatto distanti da quelli che trovano asilo nel Belpaese. Di cosa si occuperà la prossima legge finanziaria in via di definizione da parte del governo canadese? Quali saranno i capitoli principali e i temi caldi che affronterà articolo per articolo? E gli obiettivi? Per non parlare del fisco. Imposte, tasse e tributi saliranno oppure la taglia sui bilanci delle aziende e delle famiglie si ridurrà vistosamente?
Di economia, fisco e finanza è meglio discuterne in rete
Sono questi alcuni dei punti e dei nodi cruciali sui quali saranno da oggi impegnati i contribuenti canadesi che parteciperanno alla consultazione on-line lanciata dal ministro delle Finanze, Jim Flaherty, e che, fino a metà febbraio, consentirà a tutti i cittadini di esporre le proprie idee, orientamenti e soluzioni sulla Finanziaria, ancora in fase di studio, e sulle misure che dovrebbe contenere. Naturalmente, a loro giudizio.
I temi caldi: pensioni, tasse, passando per la recessione Usa
Il menù, peraltro in parte già definito, con l’indicazione dei capitoli principali da dibattere via Internet e rispetto ai quali avanzare delle proposte sono diversi e variegati. Innanzitutto, in considerazione del fatto che la popolazione canadese, come del resto accade oramai strutturalmente in tutte le economie cosiddette avanzate, tende a invecchiare mentre le nascite inseguono affannosamente, come arginare il problema d’un sistema pensionistico che già sembra scricchiolare? Insomma, mentre la taglia della forza lavoro diminuisce in proporzione, mentre il numero dei pensionati cresce, sarebbe forse auspicabile rivedere, magari ridisegnare, il sistema attuale che regola l’intero universo del Welfare, inclusi contributi e oneri sociali. Sì ma come? E soprattutto, quali misure dovrebbero uscire dal testo della nuova legge finanziaria per intercettare concretamente il problema? Una questione aperta anche nel nostro Paese e tante sono le analogie tra Canada e Italia. Non sorprende, ad esempio, che anche a Ottawa si parli di ravvedimento operoso.
Spazio a ricerca, innovazione e sviluppo
Oltre alla questione delle pensioni, al centro del forum on-line sulla prossima Finanziaria ancora in fase di gestazione ampio spazio sarà riservato alla possibilità, o meno, di concentrare risorse e investimenti pubblici su di un settore della filiera produttiva piuttosto che su un altro. Per esempio, oramai scontata la necessità di privilegiare l’innovazione e quindi per chi investe in ricerca, da quali altri settori sarebbe giusto sottrarre le somme da riorientare su questi settori? Difficile su questo argomento avanzare ipotesi, dato che l’economia canadese, per storia e tradizione, si fonda su aree di nicchia discretamente incentivate ma decisamente protette e preservate.
Meno fisco per attrarre aziende estere e lavoratori stranieri specializzati
Fisco sì, ma per attrarre lavoratori stranieri altamente qualificati. Rispetto alle tasse, potremmo aspettarci che il piatto forte dovrebbe essere, liturgicamente, più o meno fisco sui bilanci familiari? Tutto il contrario. Infatti, i canadesi si confronteranno con una impellente necessità, ovvero, come attrarre lavoratori stranieri ma qualificati all’interno del mercato domestico. In pratica, sarà necessario tagliare le tasse sui profitti e sugli investimenti esteri, oppure, sarà sufficiente avviare programmi che assicurino un trattamento fiscale di favore per le grandi imprese internazionali che decidono di investire in Canada e che, registrandosi e avviando le loro attività garantiranno un forte afflusso di lavoratori stranieri specializzati all’interno dei confini canadesi?
Occhio alla recessione statunitense
Si dibatteranno questi temi, senza però trascurare la questione legata all’eventuale impatto che potrebbe avere sull’economia canadese il surriscaldarsi della crisi statunitense. Infatti, alimentata in estate dall’empasse sui mutui e oramai piuttosto evidente sul mercato della compravendita delle case, settore questo strettamente connesso all’economia del ceto medio, l’aroma della recessione Usa che percorre lo scenario internazionale avrebbe un effetto boomerang rapido, immediato e…rischioso sul confinante Canada. E allora? La Finanziaria cosa potrebbe contenere al suo interno per far in modo che l’impatto di una recessione statunitense, o anche di un rallentamento dell’economia Usa, non finisca per sparigliare consumi, profitti e risparmi anche in Canada? Chissà se, dopotutto, i cittadini finiscano per offrire più risposte e soluzioni maggiormente percorribili e allettanti rispetto a quelle offerte fino ad ora dai responsabili economici di Ottawa.
Tra i temi caldi fisco, pensioni, ricerca e innovazione, immigrati e, a sorpresa, la ventilata recessione Usa che sembra alle porte. Dopo tutto, i dilemmi dei canadesi non sembrano affatto distanti da quelli che trovano asilo nel Belpaese. Di cosa si occuperà la prossima legge finanziaria in via di definizione da parte del governo canadese? Quali saranno i capitoli principali e i temi caldi che affronterà articolo per articolo? E gli obiettivi? Per non parlare del fisco. Imposte, tasse e tributi saliranno oppure la taglia sui bilanci delle aziende e delle famiglie si ridurrà vistosamente? Di economia, fisco e finanza è meglio discuterne in rete
Sono questi alcuni dei punti e dei nodi cruciali sui quali saranno da oggi impegnati i contribuenti canadesi che parteciperanno alla consultazione on-line lanciata dal ministro delle Finanze, Jim Flaherty, e che, fino a metà febbraio, consentirà a tutti i cittadini di esporre le proprie idee, orientamenti e soluzioni sulla Finanziaria, ancora in fase di studio, e sulle misure che dovrebbe contenere. Naturalmente, a loro giudizio.
I temi caldi: pensioni, tasse, passando per la recessione Usa
Il menù, peraltro in parte già definito, con l’indicazione dei capitoli principali da dibattere via Internet e rispetto ai quali avanzare delle proposte sono diversi e variegati. Innanzitutto, in considerazione del fatto che la popolazione canadese, come del resto accade oramai strutturalmente in tutte le economie cosiddette avanzate, tende a invecchiare mentre le nascite inseguono affannosamente, come arginare il problema d’un sistema pensionistico che già sembra scricchiolare? Insomma, mentre la taglia della forza lavoro diminuisce in proporzione, mentre il numero dei pensionati cresce, sarebbe forse auspicabile rivedere, magari ridisegnare, il sistema attuale che regola l’intero universo del Welfare, inclusi contributi e oneri sociali. Sì ma come? E soprattutto, quali misure dovrebbero uscire dal testo della nuova legge finanziaria per intercettare concretamente il problema? Una questione aperta anche nel nostro Paese e tante sono le analogie tra Canada e Italia. Non sorprende, ad esempio, che anche a Ottawa si parli di ravvedimento operoso.
Spazio a ricerca, innovazione e sviluppo
Oltre alla questione delle pensioni, al centro del forum on-line sulla prossima Finanziaria ancora in fase di gestazione ampio spazio sarà riservato alla possibilità, o meno, di concentrare risorse e investimenti pubblici su di un settore della filiera produttiva piuttosto che su un altro. Per esempio, oramai scontata la necessità di privilegiare l’innovazione e quindi per chi investe in ricerca, da quali altri settori sarebbe giusto sottrarre le somme da riorientare su questi settori? Difficile su questo argomento avanzare ipotesi, dato che l’economia canadese, per storia e tradizione, si fonda su aree di nicchia discretamente incentivate ma decisamente protette e preservate.
Meno fisco per attrarre aziende estere e lavoratori stranieri specializzati
Fisco sì, ma per attrarre lavoratori stranieri altamente qualificati. Rispetto alle tasse, potremmo aspettarci che il piatto forte dovrebbe essere, liturgicamente, più o meno fisco sui bilanci familiari? Tutto il contrario. Infatti, i canadesi si confronteranno con una impellente necessità, ovvero, come attrarre lavoratori stranieri ma qualificati all’interno del mercato domestico. In pratica, sarà necessario tagliare le tasse sui profitti e sugli investimenti esteri, oppure, sarà sufficiente avviare programmi che assicurino un trattamento fiscale di favore per le grandi imprese internazionali che decidono di investire in Canada e che, registrandosi e avviando le loro attività garantiranno un forte afflusso di lavoratori stranieri specializzati all’interno dei confini canadesi?
Occhio alla recessione statunitense
Si dibatteranno questi temi, senza però trascurare la questione legata all’eventuale impatto che potrebbe avere sull’economia canadese il surriscaldarsi della crisi statunitense. Infatti, alimentata in estate dall’empasse sui mutui e oramai piuttosto evidente sul mercato della compravendita delle case, settore questo strettamente connesso all’economia del ceto medio, l’aroma della recessione Usa che percorre lo scenario internazionale avrebbe un effetto boomerang rapido, immediato e…rischioso sul confinante Canada. E allora? La Finanziaria cosa potrebbe contenere al suo interno per far in modo che l’impatto di una recessione statunitense, o anche di un rallentamento dell’economia Usa, non finisca per sparigliare consumi, profitti e risparmi anche in Canada? Chissà se, dopotutto, i cittadini finiscano per offrire più risposte e soluzioni maggiormente percorribili e allettanti rispetto a quelle offerte fino ad ora dai responsabili economici di Ottawa.
Stefano Latini
pubblicato Lunedì 21 Gennaio 2008
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