Prevenire l'evasione tributaria, ridurre la concorrenza sleale tra i produttori locali che deriva dal commercio illegale e garantire una significativa protezione dei consumatori finali. Sono questi gli obiettivi che il governo canadese si propone di raggiungere con la nuova campagna d'informazione contro il traffico illegale di tabacco. E se alcuni mesi fa il governo aveva annunciato, in collaborazione con una nota industria internazionale leader nel settore, la realizzazione di un nuovo marchio antifalsificazione per rilevare l'autenticità delle confezioni e ottemperare alle linee guida in materia di sicurezza emanate dall'agenzia delle entrate, adesso si è pensato bene di fare leva anche sull'informazione. Il ministro del Reddito nazionale, Jean-Pierre Blackburn, ha infatti chiesto all'agenzia canadese delle Entrate di pianificare una campagna di comunicazione con un preciso target di riferimento: i fumatori. L'obiettivo è sensibilizzare i consumatori non soltanto sulla percezione del pericolo reale che il fumo rappresenta per la salute ma anche sui danni che il contrabbando di tabacco arreca alla produzione, all'intera filiera della distribuzione e, in ultima analisi, all'economia del Paese.
Giro di vite su licenze e autorizzazioni
Il ministro delle Finanze ha anche annunciato una vera e propria stretta nei riguardi delle licenze per la gestione e la produzione di sigarette e tabacchi semilavorati. Il giro di vite prevede anche una intensificazione dei controlli con incrocio dei dati e delle informazioni tra l'agenzia canadese delle Entrate, la polizia militare a cavallo che presidia la regione delle grandi praterie nell'ovest del Canada, l'Rcmp (Royal canadian mounted police) per intendersi, e il Canada border services agency (Cbsa). Secondo le ultime statistiche le regioni più colpite dal fenomeno sono quelle del Quebec e dell' Ontario su cui verrà particolarmente intensificata l'azione di controllo e confisca. Il ministro ha anche sottolineato che lo scambio di informazioni tra le autorità governative deve poter essere esercitato per tutta la durata effettiva di concessione della licenza e che, in presenza di eventuali irregolarità, possano essere adottate decisioni immediate e irrevocabili come la revoca e la sospensione della licenza su cui vigilerà il ministero.
Il mercato illegale del contrabbando
La contraffazione è un fenomeno globale e in costante crescita per numero e tipologia di prodotti, che determina ingenti danni sociali ed economici. Oltre a compromettere la fiducia, e a volte la salute dei consumatori, fa diminuire il fatturato delle aziende e il prodotto interno lordo, riduce il numero di lavoratori regolari, fa crescere le spese aziendali per la sicurezza e priva lo Stato di una parte delle entrate fiscali. Secondo stime elaborate dalla banca mondiale la globalizzazione dei marchi ha scatenato un mercato parallelo senza precedenti del commercio illegale e della contraffazione. In particolare è stato rilevato che ogni anno entrano sul mercato illegale ben 355 miliardi di sigarette, pari all'8,5 per cento dei consumi globali. Una cifra considerevole che ha indotto alcuni governi ad adottare serie contromisure. Sul tema il 22 aprile a Roma il Senato ospita un convegno dal titolo "Il fenomeno della contraffazione nel mondo e le ricadute sul mercato italiano", organizzato sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, nel corso del quale sarà presentata una ricerca di settore. Lo studio, realizzato dal Censis e dalla società Ares, analizza le caratteristiche e le dimensioni del fenomeno nel mondo, in particolare in Italia, proponendo una stima originale del valore del fatturato della contraffazione e del suo impatto sulle principali grandezze economiche, occupazionali e fiscali.
Dalle campagne di prevenzione all'aumento delle imposte
Che il fumo rappresenti un pericolo per la salute è un fatto incontrovertibile. La comunità scientifica internazionale è unanime nel riconoscere che il fumo di tabacco è la principale causa di mortalità prevenibile. In questo contesto tra gli strumenti messi in campo dai governi nazionali per ridurre l'incidenza del fenomeno soprattutto tra le giovani generazioni oltre alle campagne di prevenzione finalizzate a una azione di informazione e sensibilizzazione vi è anche l'aumento delle imposte sul tabacco. Tuttavia l'aumento delle imposte rischia di determinare una crescita della domanda di sigarette di contrabbando e lo spostamento della domanda per prodotti illegali finisce per comportare, paradossalmente, un vantaggio per i produttori che ottengono insoliti benefici dalla lotta statale contro il fumo. È stato anche rilevato, però, che il dilemma scompare se, invece di aumentare le imposte sul tabacco, la lotta contro il fumo venisse condotta facendo leva soltanto su campagne d'informazione capaci di modificare la curva della domanda e, di conseguenza, le preferenze dei consumatori.
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