Dal mondo
Canada: le “soffiate” funzionano
nella lotta all’evasione fiscale
Pubblicati i risultati del progetto Offshore Tax Informant Program che ha preso corpo tre anni fa a partire dal 2014
Canada: le “soffiate” funzionano|nella lotta all’evasione fiscale
E siamo a tre. Sono gli anni passati dal momento in cui il governo canadese ha dato il via a un programma ad hoc per identificare gli evasori fiscali internazionali grazie alle informazioni fornite dai privati cittadini. Il nome del programma, lanciato nel 2014, è Offshore tax informant program (Otip).
Il meccanismo del progetto Otip è semplice: chi fornisce notizie attendibili su casi di evasione all’Agenzia delle Entrate del Paese sarà ricompensato sulla base dell’attendibilità delle informazioni, o meglio sulla reale utilità delle stesse.
Infatti, se le informazioni fornite sul mancato adempimento degli obblighi fiscali internazionali dovessero aiutare l’Agenzia ad accertare maggiori imposte federali, l’informatore riceverà tra il 5% e il 15% delle imposte riscosse (esclusi interessi e sanzioni, che invece restano fuori dal calcolo). La percentuale della ricompensa elargita può variare sulla base di diversi fattori. I più significativi sono: la qualità dell’informazione, la rilevanza dell’informazione e il livello di collaborazione dell’informatore nel corso dell’indagine.
 
Dal 2014 a oggi il supporto dei cittadini non si è fatto attendere
Ad oggi (dati al 30 novembre 2016), dopo che l’Amministrazione finanziaria canadese ha incoraggiato i cittadini a farsi avanti, l’OTIP ha ricevuto più di 3mila telefonate da potenziali informatori e 398 contributi scritti. Attualmente sono 218 i contribuenti ad essere sotto verifica fiscale per via delle indagini derivanti dalle soffiate.
Finora, le stime delle Entrate parlano di 20 contratti siglati con privati cittadini che dovrebbero portare in futuro a un totale di oltre un milione di dollari di imposte accertate e sanzioni. In una recente interrogazione parlamentare, infatti, il ministro delle Finanze pubbliche, Diane Lebouthillier, ha affermato che dal 2014 al 2016 il programma ha già ricevuto 398 contributi scritti.
 
Alcuni esempi di soffiate
Le informazioni fornite devono riguardare casi di non compliance internazionale, i casi di evasione fiscale strettamente nazionale non saranno presi in considerazione. Inoltre, il potenziale gettito fiscale federale derivante dalle informazioni ricevute, senza tenere conto di interessi e sanzioni, deve superare i 100mila dollari canadesi.
Tra gli esempi di attività non conformi che possono essere comunicate all’Otip per ottenere una ricompensa rientrano: casi di reddito imponibile non dichiarato e trasferito al di fuori del territorio canadese; casi di reddito imponibile prodotto all’estero e non dichiarato al Fisco; elementi patrimoniali non dichiarati; schemi di elusione fiscale che coinvolgono transazioni offshore; detenzione offshore di fondi per i quali non è stato dichiarato il relativo reddito.

Importi minimi e casi di inammissibilità
Prima di ammettere un informatore al programma, l’Agenzia delle Entrate canadese deve verificare l'esistenza dell'illecito, se l’illecito non è già stato comunicato da un altro “collaboratore” e se la somma evasa (escluse le tasse federali e le eventuali sanzioni) è pari o superiore a 100mila dollari canadesi.
 In ogni caso alcune categorie di cittadini sono esclusi a priori dalla partecipazione al progetto. Tra questi i dipendenti del Fisco, i dipendenti e gli ex dipendenti federali, provinciali o comunali. Ci sono altre limitazioni all’ammissibilità. Ad esempio, gli individui che sono stati condannati per alcuni reati tra cui quelli per evasione fiscale e per frode non possono beneficiare in alcun caso delle ricompense previste.
 
Costi e benefici, non è ancora detta l’ultima parola
I costi sostenuti dalle Entrate del Canada per la gestione del programma ammontano finora a 1,9 milioni di dollari canadesi, ma di questi neanche un dollaro è stato ancora pagato agli informatori. Dunque, stiamo parlando di cifre che il governo canadese ha diffuso per trasparenza alla Camera dei Comuni, ma che non hanno a che fare con le entrate e le uscite che ci si aspetta - giornalisticamente parlando  - dal programma di whistleblowing.
Del resto l’Agenzia delle Entrate è stata molto chiara a riguardo nella sua campagna di comunicazione. Le ricompense verranno elargite solo quando le imposte saranno riscosse a titolo definitivo (quindi alla fine della giostra di impugnazioni e gradi di giudizio).
 
La nuova strategia del Fisco canadese
Lanciato come parte del piano del governo canadese contro l'evasione e l’elusione fiscali internazionali, il programma Otip si basa sulle best pratices dei paesi membri del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
A oggi, molti osservatori pensano che non appena verranno erogati i primi pagamenti di premi dal valore rilevante, la popolarità e l'efficacia del programma cresceranno. Fino a che punto è presto dirlo.
Di certo l’opinione pubblica globale è fortemente divisa tra chi vi vede un progetto equitativo di altissimo interesse e chi vi vede lo scenario distopico tipico dei migliori romanzi di fantapolitica alla George Orwell. Nel frattempo i professionisti dell’evasione internazionale devono stare attenti, finché il programma Otip è attivo, in Canada ogni cittadino è un potenziale informatore del Fisco.
 
Vito Rossi
pubblicato Venerdì 17 Marzo 2017

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