sulle armi da fuoco
Una particolare agevolazione fiscale per l'acquisto di pistole ultimo modello, fucili da caccia e moschetti tradizionali è scattata negli Stati Uniti. In particolare nello Stato della Carolina del Sud e a partire dallo scorso week end, più precisamente dal black friday. Introdotta originariamente per favorire la vendita di specifici prodotti non dediti ad alto consumo energetico, in realtà ha finito per concentrarsi sulle tradizionali armi da fuoco, fiore all'occhiello d'uno Stato, la Carolina del Sud, vero paladino del diritto alla tutela della difesa personale garantito dal possesso di armi. Un particolare che l'ha posta in rotta di collisione perfino con la Corte Costituzionale, nient'affatto aperta ai radicali cambiamenti sul versante delle armi. Comunque lo sconto fiscale, davvero singolare, interesserà soltanto il territorio all'interno dei confini della Carolina del Sud e, nonostante le critiche e le discussioni che sta suscitando, difficilmente avrà opportunità e potenza di fuoco tali da oltrepassare le frontiere dello Stato. La tradizione legata all'offerta di sconti fiscali temporanei, volti a favorire i consumi in occasione di periodi particolari, è piuttosto diffusa negli States, e quest'anno sono almeno 16 gli Stati che se ne avvarranno in occasione delle feste natalizie.
Fisco, armi e consumi ai tempi della crisi
Sale negli Stati Uniti la febbre per l'imminenza dello shopping natalizio, l'onda lunga dei consumi e dei consumatori statunitensi che sommergono, insieme, le vetrine dei negozi e dei centri commerciali. Anche quest'anno, nonostante la crisi e il passo malfermo dell'economia americana, gli occhi di analisti, esperti e perfino di molti politici, alcuni già ex e altri in attesa del visto d'ingresso nei locali della Casa Bianca, sembrano tutti convergere su quel flusso di denaro e risorse che, in pochi giorni, dovrebbe lasciare le tasche di milioni di contribuenti per confluire sui bilanci di imprese, piccole e medie, esercizi commerciali e grandi aziende. L'esito di questo test oramai classico che, come ogni anno, misura lo stato generale dell'economia statunitense e di quella mondiale, questa volta non sembra trasmettere ottimismo, anzi, esattamente l'opposto. Comunque, proprio in questo contesto il fisco, con il suo corollario d'imposte, tasse e tributi, si ritrova invariabilmente al centro dell'attenzione, protagonista alle volte involontario di decisioni che, in genere, esulano dal terreno del semplice codice fiscale.
L'effetto della crisi? Armi tax-free nella Carolina del Sud
Naturalmente, curiosità e novità non mancano, come di consueto del resto. Quest'anno, però, la vetrina delle news è stata monopolizzata dalla vacanza obbligata del fisco riguardo la vendita e l'acquisto di armi da fuoco, in pratica pistole, fucili e moschetti. Uno sconto fiscale che sarà applicato soltanto nei giorni di sabato e domenica ed esclusivamente in favore degli esercizi commerciali attivi e che operano nello Stato della Carolina del Sud. Si tratta infatti di una rigorosa applicazione del modello fiscale statunitense decisa e introdotta dal braccio legislativo statuale, con nessuna possibilità d'intervento da parte delle autorità federali di Washington. Nessun altro Stato offrirà quindi lo stesso dono ai venditori di armi.
A quanto ammonta lo sconto fiscale
L'insolito weekend tax-free di cui beneficeranno file di cacciatori e cittadini amanti della privacy e della sicurezza individuali a ogni costo, non interesserà le aliquote federali. Piuttosto vendite e acquisti, realizzati a partire dal weekend del black friday, non contempleranno l'applicazione di balzelli locali, tasse sulle vendite introdotte dalle diverse contee e d'imposte riscosse a livello statale. A conti fatti, il vantaggio consiste nell'abbattimento d'una aliquota complessiva pari all'8 per cento, anche se questo livello potrebbe variare a seconda del luogo di residenza del consumatore. Comunque, al dunque, la novità non dovrebbe generare una netta ripresa in favore del business delle armi da fuoco, da tempo in flessione, e soprattutto non dovrebbe generare larghe e insostenibili perdite di gettito ai danni dell'erario dello Stato. A questo riguardo, infatti, è bene sottolineare come la Carolina del Sud, stretta già nella morsa d'un debito che corre, dovrebbe a fine anno annunciare un deficit di bilancio pari a circa 500 milioni di dollari. Un rosso nei conti che forzerà l'attuale Governatore a introdurre misure che mirano ad aumentare la spesa, in particolare in favore dei redditi medio-bassi, i più colpiti dalle onde della crisi e dal crollo dei prezzi delle case, sui quali, in questo Stato, decine di miglia di famiglie avevano investito pesantemente nel triennio passato.
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