Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
Cina: esenzione della tassa
per servizi in outsourcing
per servizi in outsourcing
L'esenzione fiscale sulla business tax per le attività di outsourcing offshore resta in vigore fino al 2013
I ministeri economici cinesi (quello delle finanze e del commercio) e la corrispondente Agenzia delle entrate hanno chiarito, attraverso il comunicato relativo all'esenzione della Business Tax per le attività di Outsourcing Offshore nelle città pilota che tale agevolazione fiscale risulta essere ancora vigente.
Con l'espressione outsourcing si intende definire un modello aziendalistico con cui i processi di business di una azienda sono trasferiti ad un'altra azienda (esterna). Se la produzione di un lavoro è concesso ad un ente terzo dello stesso Paese si parla di outsourcing onshore mentre nel caso in cui la produzione è destinata ad un soggetto di un Paese estero si parla di outsourcing offshore.
La Repubblica popolare, secondo i dati del ministero del commercio cinese, è in continua espansione, seconda soltanto all'India, circa i servizi dati in outsourcing.
Dai numeri, infatti, emerge che i ricavi derivanti da tali attività sono cresciuti nella misura del 151.9% (per un valore di 10.1 miliardi di dollari).
Caishui [2010] n. 64 (circolare 64)
Sul punto, la comunicazione congiunta, nota anche come Caishui [2010], n. 64 (circolare 64) del 28 luglio 2010 chiarisce gli aspetti contenuti nella Caishui [2009] n. 63 (circolare 63) del 24 aprile 2009. Il documento del 2009, infatti, aveva attribuito l'esenzione fiscale della Business Tax alle società di servizi hi-tech registrate nelle città pilota. L'agevolazione era relativa al reddito di impresa generato dalle attività di outsourcing e per il quinquennio 1 gennaio 2009 - 31 dicembre 2013.
Caishui [2010] n. 65 (circolare 65)
Il Caishui [2010] n. 65 (circolare 65) del 5 novembre 2010, ha precisato che la circolare 63, che attribuisce l'incentivo fiscale alle imprese, è stata abrogata a partire dal periodo 1 luglio 2010.
Tuttavia, con la circolare 64 l'Amministrazione finanziaria cinese ha ampliato l'incentivo garantendo anche alle imprese che non offrono servizi tecnologici nelle 21 città pilota la possibilità di godere dell'esenzione fiscale della tassa sugli affari per servizi di outsourcing offshore, mantenendo, di fatto, ancora vigente la citata esenzione fino al 2013.
Requisito essenziale è essere registrati in una delle città pilota e, cioè, Pechino, Changsha, Chengdu, Chongqing, Dalian, Daqing, Guangzhou, Hangzhou, Shanghai, Xian e Xiamen.
La BT in pillole
La Business Tax cinese, o imposta sugli affari, (??? yingye), è una tassa indiretta complementare all'imposta sul valore aggiunto (Vat).
Essa, colpisce, infatti, i servizi esclusi dal pagamento della Vat, i trasferimenti di proprietà immobiliare e la vendita di immobilizzazioni immateriali.
L'imposta è calcolata sul giro d'affari sommando gli incassi globali e tutte le altre quote percepite e con aliquote percentuali che variano in ragione della tipologia del servizio prestato (da 3% a 20%).
Nel dettaglio sono soggetti ad aliquota del 3% i trasporti, edilizia, poste e telecomunicazioni, cultura e sport. I servizi di assicurazione, finanza, trasferimento di proprietà immobiliare e vendita di immobilizzazioni immateriali scontano il 5% mentre gli intrattenimenti e spettacoli un tasso che varia da 5% a 20%.
Esenzioni fiscali
Alcuni servizi sono esentati dal pagamento della businnes tax. Si tratta, nel dettaglio, dei servizi Hi Tech come i trasferimenti di tecnologia, per lo sviluppo tecnologico, per i servizi di consulenza tecnica. Queste agevolazioni, però, sono sottoposte al vaglio e alla autorizzazione da parte delle competenti autorità.
Luogo del pagamento
La business tax deve essere pagata nel luogo dove si trova ubicato il fornitore del servizio o il suo ricevitore. Ne consegue che anche i servizi forniti all'estero a vantaggio di soggetti (imprese) cinesi sono soggetti al pagamento dell'imposta sugli affari.
Con l'espressione outsourcing si intende definire un modello aziendalistico con cui i processi di business di una azienda sono trasferiti ad un'altra azienda (esterna). Se la produzione di un lavoro è concesso ad un ente terzo dello stesso Paese si parla di outsourcing onshore mentre nel caso in cui la produzione è destinata ad un soggetto di un Paese estero si parla di outsourcing offshore.
La Repubblica popolare, secondo i dati del ministero del commercio cinese, è in continua espansione, seconda soltanto all'India, circa i servizi dati in outsourcing.
Dai numeri, infatti, emerge che i ricavi derivanti da tali attività sono cresciuti nella misura del 151.9% (per un valore di 10.1 miliardi di dollari).
Caishui [2010] n. 64 (circolare 64)
Sul punto, la comunicazione congiunta, nota anche come Caishui [2010], n. 64 (circolare 64) del 28 luglio 2010 chiarisce gli aspetti contenuti nella Caishui [2009] n. 63 (circolare 63) del 24 aprile 2009. Il documento del 2009, infatti, aveva attribuito l'esenzione fiscale della Business Tax alle società di servizi hi-tech registrate nelle città pilota. L'agevolazione era relativa al reddito di impresa generato dalle attività di outsourcing e per il quinquennio 1 gennaio 2009 - 31 dicembre 2013.
Caishui [2010] n. 65 (circolare 65)
Il Caishui [2010] n. 65 (circolare 65) del 5 novembre 2010, ha precisato che la circolare 63, che attribuisce l'incentivo fiscale alle imprese, è stata abrogata a partire dal periodo 1 luglio 2010.
Tuttavia, con la circolare 64 l'Amministrazione finanziaria cinese ha ampliato l'incentivo garantendo anche alle imprese che non offrono servizi tecnologici nelle 21 città pilota la possibilità di godere dell'esenzione fiscale della tassa sugli affari per servizi di outsourcing offshore, mantenendo, di fatto, ancora vigente la citata esenzione fino al 2013.
Requisito essenziale è essere registrati in una delle città pilota e, cioè, Pechino, Changsha, Chengdu, Chongqing, Dalian, Daqing, Guangzhou, Hangzhou, Shanghai, Xian e Xiamen.
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Fonti:
Boris Bivona
pubblicato Venerdì 3 Giugno 2011
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