Mercoledì 8 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 18:58
Dal mondo
Cipriani, evasione fiscale a sorsi di cocktail
A carico dell’inventore del Bellini l’accusa di violazione delle leggi Usa sulla distribuzione di bevande alcoliche e la frode tributaria
A promuovere l’azione, la State Liquor Authority, l’organismo che negli Stati Uniti monitora e governa l’intero settore legato alla vendita e allo smercio di liquori. Nel mirino delle autorità la concessione non autorizzata delle licenze e una menzione specifica relativa alle frodi fiscali. "Un Bellini, prego!" è il lasciapassare verbale che introduce il frequentatore abituale o il viaggiatore all’interno dell’Impero della ristorazione creato, gestito e amministrato dalla famiglia Cipriani. Una lunga filiera, quasi fordista e quindi in perfetto american style, di ristoranti e di spazi dedicati, anzi, riservati alle attività di catering che da anni oramai appassionano e seducono i sensi alimentari, e alcolici, della Manhattan tutta da bere. Eppure, nonostante le disinvolte frequentazioni a cinque stelle, alle volte perfino sei, degli spazi targati Cipriani, basti pensare agli eventi sociali ad alta visibilità come quelli organizzati da Liza Minnelli, per raccogliere fondi destinati a finanziare la ricerca contro l’AIDS, o dalla Reinforest Foundation, orientati sul versante ambientalista, ebbene ora l’Impero Cipriani rischia di vedersi revocate le licenze per la vendita dei liquori. Come dire, si chiude e bye bye Bellini
Violazione di leggi statali e spunta anche l’evasione fiscale
A questa decisione, piuttosto inusuale, la State Liquor Authority, l’organismo che monitora e governa l’intero settore legato alla distribuzione di bevande alcoliche, è giunta dopo aver riscontrato una serie di violazioni delle leggi e delle norme in vigore nello Stato di New York. Tra queste, l’invio di false informazioni circa la proprietà e la concessione, non autorizzata, a membri della famiglia e ad altre compagnie delle loro licenze. A queste contestazioni deve poi aggiungersi la menzione specifica relativa alle frodi fiscali, che non costituiscono una semplice citazione dato che sono inserite nel compendio delle motivazioni che hanno giustificato, secondo la State Liquor Authority, il richiamo alla sanzione che comporta la revoca delle licenze, ovvero, dato l’ambito d’attività del soggetto cui è indirizzato il monito, la più squalificante tra le penalità disponibili per un operatore del calibro e della taglia dell’Impero Cipriani.
Il Fisco Usa non gradisce il Bellini
Peraltro, riguardo la questione più strettamente legata al fisco, la vicenda risale alla scorsa estate, quando alla famiglia Cipriani venne comminata una sanzione di ben 10 milioni di dollari per evasione fiscale. Parola alla difesa Innanzitutto, la questione dell’ipotesi revoca dovrebbe risolversi a breve, quando l’11 giugno le accuse saranno discusse apertamente di fronte ai responsabili della State Liquor Authority. Sull’happy-end dell’intera vicenda sia il portavoce della famiglia Cipriani, sia il loro avvocato, sembrano disposti a scommettere. Infatti, secondo quanto riportato dagli interessati, incontri e negoziati sono già stati avviati per risolvere l’intera vicenda evitando il peggio. Un clima questo che potrebbe presto riportare in auge le quotazioni del Bellini e dell’intera filiera di ristoranti che ne seguono i passi. E allora non si dovrà attendere per tornare ad incontrare il Council of Fashion Designer e i titani della finanza come Edgar Bronfman e Leon Black sostare allungo in attesa d’un cocktail Bellini.
Violazione di leggi statali e spunta anche l’evasione fiscale
A questa decisione, piuttosto inusuale, la State Liquor Authority, l’organismo che monitora e governa l’intero settore legato alla distribuzione di bevande alcoliche, è giunta dopo aver riscontrato una serie di violazioni delle leggi e delle norme in vigore nello Stato di New York. Tra queste, l’invio di false informazioni circa la proprietà e la concessione, non autorizzata, a membri della famiglia e ad altre compagnie delle loro licenze. A queste contestazioni deve poi aggiungersi la menzione specifica relativa alle frodi fiscali, che non costituiscono una semplice citazione dato che sono inserite nel compendio delle motivazioni che hanno giustificato, secondo la State Liquor Authority, il richiamo alla sanzione che comporta la revoca delle licenze, ovvero, dato l’ambito d’attività del soggetto cui è indirizzato il monito, la più squalificante tra le penalità disponibili per un operatore del calibro e della taglia dell’Impero Cipriani.
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Peraltro, riguardo la questione più strettamente legata al fisco, la vicenda risale alla scorsa estate, quando alla famiglia Cipriani venne comminata una sanzione di ben 10 milioni di dollari per evasione fiscale. Parola alla difesa Innanzitutto, la questione dell’ipotesi revoca dovrebbe risolversi a breve, quando l’11 giugno le accuse saranno discusse apertamente di fronte ai responsabili della State Liquor Authority. Sull’happy-end dell’intera vicenda sia il portavoce della famiglia Cipriani, sia il loro avvocato, sembrano disposti a scommettere. Infatti, secondo quanto riportato dagli interessati, incontri e negoziati sono già stati avviati per risolvere l’intera vicenda evitando il peggio. Un clima questo che potrebbe presto riportare in auge le quotazioni del Bellini e dell’intera filiera di ristoranti che ne seguono i passi. E allora non si dovrà attendere per tornare ad incontrare il Council of Fashion Designer e i titani della finanza come Edgar Bronfman e Leon Black sostare allungo in attesa d’un cocktail Bellini.
Stefano Latini
pubblicato Venerdì 9 Maggio 2008
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