Dal mondo
Cipro: sulle doppie imposizioni
centrato un bis nell'ultimo mese
Dopo il protocollo con il Lussemburgo è stata la volta dell’aggiornamento dell’intesa con la Repubblica del Titano
accordi internazionali
Accordi contro le doppie imposizioni, nell’ultimo mese Cipro fa il bis. Dopo il Protocollo con Lussemburgo dell’8 maggio, il 19 il ministro degli Affari esteri della Repubblica di Cipro, Ioannis Kasoulidis, e il segretario di Stato per gli Affari esteri della Repubblica di San Marino, Nicola Renzi hanno firmato a Nicosia, a margine della 127a sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, un aggiornamento dell’intesa con la Repubblica di San Marino. Viene così rinnovata la convenzione per l’abolizione delle doppie imposizioni fiscali del 2007.
 
Cooperazione in campo economico e finanziario
Nel corso dell’incontro, sono state esaminate le opportunità di incrementare ulteriormente le relazioni tra i due Paesi, anche attraverso una rinnovata cooperazione in campo economico e finanziario. A questo proposito, da parte cipriota è emersa la volontà di rafforzare la collaborazione a livello bancario, favorendo lo scambio di conoscenze fra le due banche centrali. Kasoulidis e Renzi si sono inoltre detti d’accordo sulla necessità di potenziare il dialogo nel campo del turismo e della cultura. Due settori strategici per entrambi i Paesi: l’economia di Cipro, dopo anni di crisi, ha iniziato a crescere e anche il Titano registra segnali di ripresa. Una ripresa che il Governo intende sostenere anche attraverso la promozione di investimenti per migliorare le infrastrutture del settore turistico. Kasoulidis ha ribadito la piena volontà del Governo di collaborare e di offrire pieno sostegno in seno all’Unione Europea, di cui Cipro è membro dal 2004. Lussemburgo era uno dei pochi paesi con cui la Repubblica di Cipro non aveva un accordo per evitare la doppia imposizione fiscale.
 
Le disposizioni fiscali del Protocollo
In particolare, l’articolo 2 prevede che le disposizioni del Protocollo, redatto in conformità ai nuovi standard Ocse, avranno effetto:
  • con riferimento alle imposte dovute alla fonte sui redditi attribuiti o messi in pagamento a decorrere dal primo gennaio dell’anno immediatamente successivo a quello in cui il Protocollo è entrato in vigore;
  • con riferimento alle altre imposte applicate ai redditi di periodi d’imposta che iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno immediatamente successivo a quello in cui il Protocollo è entrato in vigore
  • con riferimento a qualsiasi altra imposta applicata da o per conto degli Stati contraenti, o qualsiasi altra imposta dovuta per operazioni tassabili che hanno luogo a decorrere dal primo gennaio immediatamente successivo a quello in cui il Protocollo è entrato in vigore.
 
L’intesa con la Repubblica del Titano
L’aggiornamento dell’accordo Cipro-San Marino segue quello siglato lo scorso 8 maggio tra il Governo di Nicosia e il Granducato di Lussemburgo contro la doppia imposizione e per il contrasto all’evasione fiscale. L’intesa, firmata dal ministro delle Finanze cipriota, Harris Georgiades e dal suo omologo lussemburghese, Pierre Gramegna, si basa sul modello elaborato in sede Ocse e include tutti gli standard minimi Beps. Prevede inoltre lo scambio di informazioni finanziarie e punta al rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi membri dell’Unione.

Uno sguardo alle Convenzioni contro le doppie imposizioni
Le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sono trattati internazionali con i quali i Paesi contraenti regolano l’esercizio delle rispettive potestà impositive per eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti. Si ispirano principalmente al modello di Convenzione elaborato in sede Ocse e mirano anche a prevenire l’evasione e l’elusione fiscale. A questo scopo, contengono alcune disposizioni sulla cooperazione amministrativa per favorire lo scambio di informazioni e la realizzazione di verifiche simultanee. In Italia, le Convenzioni contro le doppie imposizioni entrano a far parte dell’ordinamento giuridico al termine della ratifica del Parlamento. Tuttavia, entrano in vigore solo quando si concretizza lo scambio degli strumenti di ratifica con l’altro Paese: in altre parole, quando i due contraenti si scambiano, per le vie diplomatiche ufficiali, gli estremi delle rispettive leggi di ratifica. La conferma è resa nota attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 
 
Chiara Ciranda
pubblicato Lunedì 19 Giugno 2017

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