Dal mondo
Competitività dei sistemi fiscali:
l’Estonia si conferma al top
Pubblicato il rapporto della Tax Foundation statunitense che ogni anno realizza l’Indice sulla base di 40 variabili.
competitiveness index
Ancora una volta è il sistema fiscale estone quello più competitivo tra i vari sistemi fiscali dei Paesi Ocse. A stabilirlo è la Tax Foundation, l’ente di ricerca indipendente e apartitico statunitense che si occupa di tematiche fiscali, nel nuovo rapporto 2017 International Tax Competitiveness Index.
 
Cos’è l’indice di competitività fiscale internazionale
L’International Tax Competitiveness Index analizza i sistemi fiscali delle principali economie mondiali, misurando l’aderenza di ciascun sistema ai criteri di competitività e neutralità. La competitività riguarda sostanzialmente la capacità di mantenere un’aliquota fiscale bassa per attrarre gli investimenti, mentre la neutralità fa riferimento alla capacità di un sistema fiscale di ottenere maggiori entrate cercando di utilizzare il meno possibile le distorsioni economiche, come per esempio incentivi o sgravi fiscali per determinate categorie di contribuenti. Per misurare questo indice, la Tax Foundation utilizza più di 40 variabili, relative non solo al livello della tassazione, ma anche alla struttura fiscale vera e propria. Queste variabili sono raggruppate in 5 categorie: le tasse sull’impresa, le tasse sul consumo (Iva), l’imposta patrimoniale, le imposte individuali e quelle internazionali.
 
L’importanza di un sistema competitivo per la crescita economica dei Paesi
Un sistema fiscale ben strutturato è funzionale alla crescita economica di un Paese; uno macchinoso, invece, non solo fa lievitare i costi, ma danneggia l’intera economia interna. Inoltre, specie negli ultimi anni, la globalizzazione delle imprese ha accentuato la competitività tra gli Stati, che oggi devono essere in grado di proporre condizioni fiscali vantaggiose per attrarre gli investimenti. Prima delle recente riforma fiscale, ad esempio, gli Stati Uniti avevano un’aliquota marginale dell’imposta federale sulle società pari al 35%, rimasta invariata dall’inizio degli anni ‘90. Molto poco competitiva, se si pensa che l’aliquota media dei Paesi Ocse nel 2017 è stata pari al 25%, e la recente riforma è la testimonianza di come oggi la competitività sia una delle variabili cruciali per farsi strada nel mercato economico globale.
 
È estone il miglior sistema fiscale nel 2017
Per il quarto anno consecutivo, l’Estonia si conferma come il Paese Ocse con il miglior sistema fiscale. La posizione dell’Estonia è ormai ben salda in cima a questa speciale classifica grazie a 4 caratteristiche fondamentali che caratterizzano il suo sistema fiscale: l’aliquota del 20% sul reddito delle società che si applica solo ai profitti distribuiti, una flat tax del 20% sui redditi individuali che non si applica al reddito personale proveniente dai dividendi, una tassa sulla proprietà che viene applicata solamente al valore del terreno (e non agli edifici o al capitale) e un sistema di tassazione territoriale che esenta dalla tassazione interna il 100% dei profitti esteri guadagnati dalle società estoni, con pochissime restrizioni.
 
Male il sistema fiscale francese
Il sistema fiscale meno competitivo tra i Paesi Ocse è, invece, quello francese. Anche in questo caso, la Francia occupa l’ultima posizione in maniera consecutiva da 4 anni. Tra le principali criticità del suo sistema vi sono imposte sul reddito individuali elevate e progressive che si applicano sia ai dividendi che alle plusvalenze, una delle aliquote dell’imposta sul reddito delle società più elevate nell’ambito dell’Ocse (pari al 34,4% per cento) ed elevate imposte patrimoniali.
Se si guarda alle ultime posizioni della classifica, gli ultimi cinque Paesi si caratterizzano per la presenza di aliquote fiscali aziendali superiori alla media (tranne la Polonia, che tassa le aziende al  19%) e per le imposte sul consumo elevate, con percentuali del 20% o superiori, ad eccezione del Cile, dove l’aliquota è pari al 19%.
 
Le altre variazioni rispetto allo scorso anno
Rispetto alla classifica stilata nel 2016, nel 2017 l’Austria ha migliorato il suo sistema Iva, risalendo dal 16° al 13° posto della classifica, mentre è scesa di quattro posizioni la Slovenia, che ha aumentato l’aliquota dell’imposta sulla società, dal 17% al 19%. Migliora il sistema fiscale del Regno unito, che guadagna tre posizioni grazie alla riduzione delle aliquote sulle società e a quella sulle plusvalenze, ma anche quello di Giappone, Ungheria e Repubblica Ceca. Male invece la Slovenia, che perde quattro posizioni, e il Cile, che scivola di tre.
 
Fabio Brocceri
pubblicato Venerdì 5 Gennaio 2018

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