le linee guida anticrisi della Ue
Debutta l'analisi annuale della crescita economica, presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea alla presenza del Presidente Josè Barroso e del Commissario per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. La comunicazione dell'esecutivo comunitario delinea un quadro della situazione macroecononica dell'Unione europea e traccia le linee guida per il 2011 su temi importanti come il risanamento economico, la riforma strutturale per rilanciare l'occupazione e il consolidamento delle politiche fiscali. La presentazione dell'analisi battezza anche il primo semestre europeo, uno strumento finalizzato a coordinare le politiche economiche e di bilancio dei Paesi Ue, in accordo con quanto stabilito dal Patto di crescita e stabilità e dalla strategia Europa 2020.
I punti dell'analisi
La comunicazione "Analisi annuale della crescita: verso una risposta globale alla crisi", si snoda attraverso dieci punti chiave ed è accompagnata da tre report, sullo stato di attuazione della strategia di Europa 2020, sul quadro macroeconomico e sui problemi dell'occupazione nei Paesi della Ue. Le questioni trattate nella comunicazione saranno affrontate nel Consiglio europeo di marzo. L'analisi, dopo aver tratteggiato la situazione macroeconomica comunitaria, fornisce una serie di misure chiave per l'attuazione di una politica fiscale adeguata, il risanamento dei bilanci nazionali e per garantire la stabilità del settore finanziario. In ballo, riforme strutturali mirate ad assicurare la crescita economica e prevenire e correggere squilibri. Al centro dell'attenzione anche i temi dell'occupazione e dei sistemi pensionistici.
Cos'è il semestre europeo
La nuova gestione della politica economica europea è stata approvata dagli Stati membri nel settembre 2010. Secondo la nuova procedura, ogni anno il Consiglio europeo di marzo, proprio sulla base dell'analisi annuale della crescita, identifica le principali criticità e fornisce le linee guida per le politiche nazionali di bilancio. Sulla base di queste, gli Stati membri rivedono le strategie di bilancio di medio termine e definiscono programmi nazionali da realizzare su fronti come l'occupazione, la ricerca, l'innovazione e l'inclusione sociale, inviandoli alla Commissione europea.
Sulla base delle valutazioni dell'esecutivo comunitario, il Consiglio trasmette indicazioni specifiche ai singoli Stati; infine, nel mese di luglio il Consiglio europeo e il Consiglio dei Ministri, inviano raccomandazioni di politica economica prima che i singoli Paesi membri definiscano i rispettivi bilanci per l'anno successivo.
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