Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
Danimarca: euro e crisi economica
al centro della nuova presidenza Ue
al centro della nuova presidenza Ue
A seguire dovranno misurarsi Cipro nel secondo semestre 2012 e l'Irlanda nel 2013. All'Italia toccherà nel 2014
Dal 1° gennaio è decollato il semestre europeo della Danimarca. La presidenza danese al Consiglio dell'Unione europea è, infatti, subentrata a quella polacca. Il lavoro pressante con cui il governo danese dovrà misurarsi è particolarmente impegnativo perchè finalizzato a dissolvere i devastanti effetti della crisi dell'euro e, nel contempo, assicurare un efficace interfaccia comunitario ai cittadini.
Le due priorità sono dettate dalla necessità di fare ripartire la crescita e creare nuovi posti di lavoro. Tali priorità non possono essere petizioni di principio ma debbono tradursi in concrete azioni d'intervento. È sotto gli occhi di tutti gli osservatori la crisi in cui versano la zona euro e lo spazio Schengen, che continuano ad essere i due dei principali progetti politici dell'Ue.
Azioni concrete per un recupero di credibilità
Anche se la Danimarca non ha un ruolo di spicco nei due organismi istituzionali di riferimento (non dimentichiamo che non è membro della zona euro) le finalità di intervento dovranno rappresentare gli obiettivi sui quali modulare l'agenda della presidenza dei prossimi mesi. Obbiettivi, bisogna riconoscerlo, olimpici ma assolutamente ineludibili per un recupero di credibilità. Uscire dalla crisi economica, riducendo le spese pubbliche e migliorando la crescita e la competitività aumentando gli investimenti per la ricerca e lo sviluppo, equivale ad uscire dalla crisi del debito sovrano e preservare l'unità dei 27 Stati membri esposti al minaccioso spauracchio di autarchie connesse alla possibile scissione tra i 17 Paesi dell'eurozona e gli altri dieci.
Crisi dell'euro e strategie di governance
Si tratta di un'ipotesi tutt'altro che peregrina se si valuta attentamente la deriva in atto rappresentata dalla tendenza degli Stati membri a risolvere i problemi a livello nazionale ignorando i benefici del multilateralismo derivanti da un'azione coordinata a 27. La presidenza danese dovrà, infatti, impegnarsi a risolvere la crisi dell'euro affinando progetti diretti alla creazione di un mercato digitale comune, il roaming, il brevetto europeo e gli accordi commerciali ma anche attraverso l'elaborazione di strategie di governance dirette a mantenere l'unità dei 27 Stati membri .
Le quattro direttrici di azione e intervento
Esemplificando schematicamente quanto premesso è possibile, dunque, delineare le quattro direttrici lungo le quali l'azione governativa dovrà indirizzarsi: economia, crescita, ambiente e sicurezza:
Economia
La presidenza danese dovrà tradurre in attività concreta le decisioni del Consiglio europeo assunte nello scorso dicembre per il rafforzamento della disciplina di bilancio e la stabilizzazione dell'economia. Dovrà, in altre parole, rendere effettive le misure sulla governance economica e quelle di monitoraggio e valutazione semestrale dei bilanci nazionali. Sulla base di questi primi interventi sarà possibile programmare finalmente un piano di riforme finalizzate a una regolamentazione più severa del settore finanziario. Ciò metterebbe l'euro zona al riparo dalle scuri congiunturali improvvise e consentirebbe politiche oculate di adeguamento strutturale. In tale ottica
Dovrà essere dato impulso accelerativo alle discussioni sul bilancio 2014-2020 dell'Unione per assicurarne la conclusione prima della fine del 2012.
Crescita
Un'altra grande scommessa della presidenza è quella di imprimere un volano alla crescita sociale con misure di austerità e riforme mirate al controllo del settore finanziario. Il mercato unico, di cui ricorre nel 2012 il ventesimo anniversario, necessita di misure per consentire benefici alle imprese e ai cittadini europei e, per tale ragione, dovranno trovare vitalità le dodici iniziative chiave definite dalla Commissione nell'Atto per il mercato unico e l'impegno ad aprire nuovi sbocchi commerciali attraverso accordi di libero scambio con Giappone, India, Canada e Tunisia.
Ambiente
Crescita significa futuro ma un futuro di sviluppo è raggiungibile soltanto attraverso una crescita sostenibile. La presidenza danese dovrà valorizzare la crescita verde e sostenibile. Il programma del semestre deve essere, dunque, strutturato in modo da far sì che l'Unione conservi il ruolo di leadership a livello mondiale in materia di ambiente, energia e cambiamenti climatici. Il deterrente rappresentato dalla crisi economica deve essere superato attraverso il varo di apposite misure di protezione dell'ambiente e di sviluppo dell'innovazione.
In questa prospettiva la Danimarca deve favorire i tavoli di lavoro sulla proposta di direttiva sull'efficienza energetica, la tabella di marcia per l'energia all'orizzonte 2050 e il settimo programma d'azione per l'ambiente.
Sicurezza
I recenti avvenimenti nell'Africa settentrionale e l'arrivo di numerosi immigranti alle porte dell'Europa impone la necessità di migliorare la gestione delle frontiere esterne dell'Unione. In particolare, dovrà essere la definito il regime europeo comune di asilo e potenziato il sistema di libera circolazione delle persone nello spazio Schengen.
Relativamente all'allargamento dell'Unione europea nella tabella di marcia del semestre figurano le relazioni con gli Stati che ambiscono a far parte dell'Unione. La prospettiva potrà divenire concreta con l'avanzamento dei negoziati con Islanda e Turchia, l'avvio delle trattative con il Montenegro e la definizione conclusiva della candidatura della Serbia.
Il programma della presidenza danese
Le due priorità sono dettate dalla necessità di fare ripartire la crescita e creare nuovi posti di lavoro. Tali priorità non possono essere petizioni di principio ma debbono tradursi in concrete azioni d'intervento. È sotto gli occhi di tutti gli osservatori la crisi in cui versano la zona euro e lo spazio Schengen, che continuano ad essere i due dei principali progetti politici dell'Ue.
Azioni concrete per un recupero di credibilità
Anche se la Danimarca non ha un ruolo di spicco nei due organismi istituzionali di riferimento (non dimentichiamo che non è membro della zona euro) le finalità di intervento dovranno rappresentare gli obiettivi sui quali modulare l'agenda della presidenza dei prossimi mesi. Obbiettivi, bisogna riconoscerlo, olimpici ma assolutamente ineludibili per un recupero di credibilità. Uscire dalla crisi economica, riducendo le spese pubbliche e migliorando la crescita e la competitività aumentando gli investimenti per la ricerca e lo sviluppo, equivale ad uscire dalla crisi del debito sovrano e preservare l'unità dei 27 Stati membri esposti al minaccioso spauracchio di autarchie connesse alla possibile scissione tra i 17 Paesi dell'eurozona e gli altri dieci.
Crisi dell'euro e strategie di governance
Si tratta di un'ipotesi tutt'altro che peregrina se si valuta attentamente la deriva in atto rappresentata dalla tendenza degli Stati membri a risolvere i problemi a livello nazionale ignorando i benefici del multilateralismo derivanti da un'azione coordinata a 27. La presidenza danese dovrà, infatti, impegnarsi a risolvere la crisi dell'euro affinando progetti diretti alla creazione di un mercato digitale comune, il roaming, il brevetto europeo e gli accordi commerciali ma anche attraverso l'elaborazione di strategie di governance dirette a mantenere l'unità dei 27 Stati membri .
Le quattro direttrici di azione e intervento
Esemplificando schematicamente quanto premesso è possibile, dunque, delineare le quattro direttrici lungo le quali l'azione governativa dovrà indirizzarsi: economia, crescita, ambiente e sicurezza:
Economia
La presidenza danese dovrà tradurre in attività concreta le decisioni del Consiglio europeo assunte nello scorso dicembre per il rafforzamento della disciplina di bilancio e la stabilizzazione dell'economia. Dovrà, in altre parole, rendere effettive le misure sulla governance economica e quelle di monitoraggio e valutazione semestrale dei bilanci nazionali. Sulla base di questi primi interventi sarà possibile programmare finalmente un piano di riforme finalizzate a una regolamentazione più severa del settore finanziario. Ciò metterebbe l'euro zona al riparo dalle scuri congiunturali improvvise e consentirebbe politiche oculate di adeguamento strutturale. In tale ottica
Dovrà essere dato impulso accelerativo alle discussioni sul bilancio 2014-2020 dell'Unione per assicurarne la conclusione prima della fine del 2012.
Crescita
Un'altra grande scommessa della presidenza è quella di imprimere un volano alla crescita sociale con misure di austerità e riforme mirate al controllo del settore finanziario. Il mercato unico, di cui ricorre nel 2012 il ventesimo anniversario, necessita di misure per consentire benefici alle imprese e ai cittadini europei e, per tale ragione, dovranno trovare vitalità le dodici iniziative chiave definite dalla Commissione nell'Atto per il mercato unico e l'impegno ad aprire nuovi sbocchi commerciali attraverso accordi di libero scambio con Giappone, India, Canada e Tunisia.
Ambiente
Crescita significa futuro ma un futuro di sviluppo è raggiungibile soltanto attraverso una crescita sostenibile. La presidenza danese dovrà valorizzare la crescita verde e sostenibile. Il programma del semestre deve essere, dunque, strutturato in modo da far sì che l'Unione conservi il ruolo di leadership a livello mondiale in materia di ambiente, energia e cambiamenti climatici. Il deterrente rappresentato dalla crisi economica deve essere superato attraverso il varo di apposite misure di protezione dell'ambiente e di sviluppo dell'innovazione.
In questa prospettiva la Danimarca deve favorire i tavoli di lavoro sulla proposta di direttiva sull'efficienza energetica, la tabella di marcia per l'energia all'orizzonte 2050 e il settimo programma d'azione per l'ambiente.
Sicurezza
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Il programma della presidenza danese
Antonina Giordano
pubblicato Venerdì 27 Gennaio 2012
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