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A livello comunitario l'intervento più significativo è stato compiuto con la direttiva 2001/115/Ce che, dopo oltre venti anni, modificando la sesta direttiva Cee (77/388/CEE), introduce importanti novità in tema di fatturazione delle operazioni. L'obiettivo è semplificare, modernizzare e armonizzare le diverse modalità di fatturazione, sostituendo i circa quindici modelli di fattura che circolano all'interno degli Stati membri con un modello unificato di documento fiscale.
Le normativa attuale
La Danimarca è stato il primo Paese europeo a introdurre la fatturazione elettronica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Dal 1° febbraio 2005, come disposto dal regolamento pubblicato dal ministero delle Finanze il 7 ottobre 2004, tutte le istituzioni pubbliche, sia centrali che periferiche, accettano dai propri fornitori soltanto le fatture elettroniche. Ne consegue che le forniture (o i servizi) addebitate all'ente pubblico con una fattura cartacea non potranno essere pagate. Il legislatore danese, nel recepire la direttiva 2001/115/Ce, è stato particolarmente elastico, nel senso che non ha imposto né l'obbligo di apposizione della firma digitale, né quello di archiviazione sostitutiva. Questa eccessiva semplificazione, che potrebbe trarre in inganno i non addetti ai lavori, trova giustificazione nel fatto che nella legislazione danese le fatture elettroniche sono concepite in modo diverso rispetto a quella italiana. In particolare, in Danimarca, la fattura elettronica è tale soltanto se può essere acquisita direttamente dal sistema informativo. Di conseguenza le fatture in formato "pdf", anche se firmate digitalmente, non possono essere considerate fatture elettroniche.
Le modalità operative
Dal punto di vista operativo, lo standard di comunicazione adottato è basato sul formato Oioxml, acronimo utilizzato per indicare l'uso combinato dell'XML (eXtensible Markup Language) con Oio (Open public Information Online). Si tratta di uno standard per gestire lo scambio di informazioni di business fra aziende, cittadini e Pubblica Amministrazione la fatturazione elettronica prevede un sistema di trasporto unico basato su una rete protetta denominata Vans (value added network services). Per individuare in modo univoco ogni ufficio del settore pubblico è stato assegnato loro un codice denominato Ean (electronic address number) che può essere visto come una sorta di codice di avviamento postale contenente l'indirizzo dell'ufficio pubblico che dovrà ricevere la fattura. Le fatture possono essere trasmesse agli enti della Pa in tre diversi modi: attraverso centri di digitalizzazione; tramite portali internet; utilizzando sistemi di fatturazione elettronica
I centri di digitalizzazione
Tali centri, denominati read-in bureau, sono stati istituiti per venire incontro alle esigenze delle piccole imprese non ancora attrezzate dal punto di vista informatico. Queste ultime, piuttosto che spedire le fatture cartacee all'amministrazione pubblica committente, le inoltrano ai centri di digitalizzazione che, dopo un controllo formale, provvedono alla loro acquisizione digitale e all'estrazione dei dati che serviranno a formare la fattura elettronica. Dopodiché, la fattura elettronica e la relativa immagine saranno trasmesse tramite la rete Vans agli uffici competenti.
I portali Internet
Un'altra modalità operativa, per le aziende che non dispongono di sistemi di fatturazione automatizzati, è quella dei portali internet specializzati nell'acquisizione delle fatture. Tramite i portali, le aziende possono digitare le proprie fatture in appositi moduli e spedirle direttamente all'ente di competenza. Per accedere al servizio bastano una userid e una password rilasciate dal gestore del portale.
La fatturazione elettronica
Per le aziende strutturate, che hanno un notevole numero di fatture da inviare, è possibile utilizzare il sistema di fatturazione elettronica "puro". L'utilizzo di tale sistema prevede: la sottoscrizione di un apposito contratto presso uno dei provider abilitati a dare accesso alla rete Vans e la redazione delle proprie fatture utilizzando il formato Oioxml. Infine, la spedizione delle fatture elettroniche, alle amministrazioni pubbliche committenti, dovrà avvenire utilizzando sempre la rete Vans.
La criticità del modello danese
Da quanto sopra esposto, in Danimarca, le fatture cartacee sembrerebbero definitivamente sparite. Posto che il 100 per cento delle fatture ricevute dalla PA danese sono in formato elettronico, è altrettanto vero che la quantità di carta prodotta e conservata dalle aziende è pressoché uguale a quella del 2004. La spiegazione di tale paradosso è semplice: le aziende non hanno alcun obbligo di emettere fatture in formato elettronico né, vista la possibilità offerta dai centri di digitalizzazione e dai portali internet, hanno alcun interesse ad investire in tecnologia. Ciò significa che non sempre un quadro normativo snello e privo di vincoli è altrettanto efficiente e conveniente.
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